Roma — La stretta sulle false recensioni online che i ristoratori e gli albergatori chiedono da tempo, adesso potrebbe diventare legge. E per lanciare giudizi velenosi o strali di stima per una cena, una camera d’albergo o un’attrazione turistica bisognerà registrare sui siti la propria identità. Il giro di vite è in un articolo inserito dal ministero delle Imprese e nel Made in Italy nel disegno di legge annuale per le piccole e medie imprese (Pmi) arrivato ieri sul tavolo del Consiglio dei ministri per un primo esame.
«Tiriamo un sospiro di sollievo», dicono gli chef, che sono i più colpiti dalle recensioni. Pochi ma fondamentali i passaggi per muoversi nella giungla dei giudizi fake, con la previsione anche di pesanti sanzioni. Perché, in base al Codice del consumo, l’Antitrust potrebbe decidere multe comprese tra 5mila e 10 milioni. Se approvato, il provvedimento impedirebbe di acquistare o vendere recensioni online e di incentivarle tramite omaggi o altri incentivi. Lo racconta …
Roma — La stretta sulle false recensioni online che i ristoratori e gli albergatori chiedono da tempo, adesso potrebbe diventare legge. E per lanciare giudizi velenosi o strali di stima per una cena, una camera d’albergo o un’attrazione turistica bisognerà registrare sui siti la propria identità. Il giro di vite è in un articolo inserito dal ministero delle Imprese e nel Made in Italy nel disegno di legge annuale per le piccole e medie imprese (Pmi) arrivato ieri sul tavolo del Consiglio dei ministri per un primo esame.
«Tiriamo un sospiro di sollievo», dicono gli chef, che sono i più colpiti dalle recensioni. Pochi ma fondamentali i passaggi per muoversi nella giungla dei giudizi fake, con la previsione anche di pesanti sanzioni. Perché, in base al Codice del consumo, l’Antitrust potrebbe decidere multe comprese tra 5mila e 10 milioni. Se approvato, il provvedimento impedirebbe di acquistare o vendere recensioni online e di incentivarle tramite omaggi o altri incentivi. Lo racconta Alberto Basso, presidente di Jre-Italia, che conta 80 chef in tutta Italia, e patron del ristorante Trequarti a Val Liona (Vicenza): «Più di una volta ho ricevuto la proposta di acquistare pacchetti di recensioni positive per 1.500 euro». Il ddl vieta anche «a chi non ha usufruito del prodotto o del servizio di recensirlo, con la cancellazione dei commenti che si rivelino finti». Il governo vuole, inoltre, fissare il termine di 15 giorni entro il quale un consumatore può pubblicare una recensione «motivata» e «sufficientemente dettagliata». A sua volta l’imprenditore avrà il diritto di ottenere la cancellazione di una recensione falsa. Trascorsi due anni si potrà richiedere la cancellazione dei giudizi negativi se non più attuali o se il locale avrà superato le criticità indicate.
Secondo un recente sondaggio della Fipe, la federazione italiana dei pubblici servizi, «il 65,5% dei consumatori prima di scegliere un ristorante, legge le recensioni online attribuendogli un’importanza centrale». E si comprende quella centralità se si considera che possono incidere fino al 30% del fatturato.