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Il femminicidio di Gualdo Tadino: “Eliza era solare. Sul lavoro seguiva i bimbi disabili”

Eliza Stefania Feru

 

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Intervista a Francesca Di Maolo, presidente del Serafico di Affisi dove lavorava la vittima, Eliza Stefania Feru
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Roma — «Domenica l’aspettavamo per il turno del mattino. Quando non è arrivata abbiamo chiamato, ma senza risposta. Poi abbiamo sentito la notizia di un omicidio suicidio a Gaifana. Lì abbiamo iniziato a inquietarci. Ora siamo tutti sconvolti». Francesca Di Maolo è la presidente dell’Istituto Serafico per sordomuti e ciechi di Assisi, l’ente ecclesiastico per cui lavorava Eliza Stefania Feru.

Francesca Di Maolo 

Da quanto lavorava da voi?

«Poco più di due anni. Aveva iniziato con una sostituzione, ma era così brava e amorevole con i ragazzi che è rimasta. Lo scorso agosto abbiamo trasformato il suo contratto in tempo indeterminato».

Che lavoro svolgeva?

«Era un’operatrice socio-sanitaria. Da noi ci sono ragazzi e bambini con disabilità molto gravi. Se non hai il cuore non riesci a fare questo lavoro. Lei il cuore lo aveva, anche con i bambini più piccoli e più in difficoltà. Era dolce, solar…

Roma — «Domenica l’aspettavamo per il turno del mattino. Quando non è arrivata abbiamo chiamato, ma senza risposta. Poi abbiamo sentito la notizia di un omicidio suicidio a Gaifana. Lì abbiamo iniziato a inquietarci. Ora siamo tutti sconvolti». Francesca Di Maolo è la presidente dell’Istituto Serafico per sordomuti e ciechi di Assisi, l’ente ecclesiastico per cui lavorava Eliza Stefania Feru.

Francesca Di Maolo 

Da quanto lavorava da voi?

«Poco più di due anni. Aveva iniziato con una sostituzione, ma era così brava e amorevole con i ragazzi che è rimasta. Lo scorso agosto abbiamo trasformato il suo contratto in tempo indeterminato».

Che lavoro svolgeva?

«Era un’operatrice socio-sanitaria. Da noi ci sono ragazzi e bambini con disabilità molto gravi. Se non hai il cuore non riesci a fare questo lavoro. Lei il cuore lo aveva, anche con i bambini più piccoli e più in difficoltà. Era dolce, solare, sempre sorridente. Ai ragazzi non abbiamo ancora dato la notizia, aspettiamo di trovare le parole giuste».

Aveva mai accennato a problemi in famiglia?

«Mai. Era solare, ma anche molto riservata sulle sue questioni personali. Il giorno prima della sua uccisione era venuta a lavorare. Le colleghe e i medici che hanno fatto il turno con lei non hanno notato nulla di strano nel suo umore».

Aveva familiari in Umbria?

«La madre vive non lontano da Gaifana. Eliza non era originaria di quella frazione. Si era trasferita dopo il matrimonio. Ora sto cercando la mamma per trasmetterle tutto il dolore della nostra comunità. Volevamo molto bene a sua figlia».

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