Un riquadro rosso con la scritta “errore”: è la fotografia dell’andamento del processo penale telematico nei principali tribunali italiani. La rivoluzione digitale è già un flop. Nonostante gli allarmi lanciati dal Csm, dall’Associazione nazionale magistrati e anche dai penalisti, il governo è andato avanti a tappe forzate e la riforma, approvata con un decreto del 27 dicembre, è entrata in vigore dal primo gennaio. Solo sulla carta, però. Da Milano a Napoli, da Roma a Siracusa, i presidenti dei tribunali hanno sospeso l’operatività di App, il sistema del ministero della Giustizia che regola il binario unico digitale degli atti giudiziari.
Secondo i magistrati troppi problemi rendono impossibile la transizione, almeno in questa fase. Le aule di molti uffici non sono attrezzate, mancano postazioni che consentano, ad esempio, alle parti di scambiarsi telematicamente in udienza verbali o documenti .
Un riquadro rosso con la scritta “errore”: è la fotografia dell’andamento del processo penale telematico nei principali tribunali italiani. La rivoluzione digitale è già un flop. Nonostante gli allarmi lanciati dal Csm, dall’Associazione nazionale magistrati e anche dai penalisti, il governo è andato avanti a tappe forzate e la riforma, approvata con un decreto del 27 dicembre, è entrata in vigore dal primo gennaio. Solo sulla carta, però. Da Milano a Napoli, da Roma a Siracusa, i presidenti dei tribunali hanno sospeso l’operatività di App, il sistema del ministero della Giustizia che regola il binario unico digitale degli atti giudiziari.
Secondo i magistrati troppi problemi rendono impossibile la transizione, almeno in questa fase. Le aule di molti uffici non sono attrezzate, mancano postazioni che consentano, ad esempio, alle parti di scambiarsi telematicamente in udienza verbali o documenti .
A Piazzale Clodio, il presidente facente funzioni Lorenzo Pontecorvo ha ripristinato il “documento analogico” almeno nel primo mese dell’anno. A nulla sono servite le comunicazioni inviate nei mesi scorsi, quando la rete Lan zoppicava: “La situazione è rimasta immutata”, si legge nella circolare diramata ieri. Poche pagine per comunicare “frequenti segnalazioni di errore da App”, “veri e propri blocchi” che mal si coniugano alle circa mille udienze che ospita ogni giorno il tribunale più grande d’Europa.
Bug nel sistema che non riconosce neanche i magistrati, si blocca e spesso non permette di far visionare gli atti agli utenti. A Roma 159 tra assistenti giudiziari e cancellieri non sono ancora stati inseriti nel sistema e dunque non lo possono utilizzare. La presidente del tribunale di Napoli, Elisabetta Garzo, affiancata dalla vicaria Giovanna Ceppaluni, ha sospeso la digitalizzazione obbligatoria fino al 31 marzo rilevando “evidenti e molteplici criticità che, di fatto, impediscono il proficuo e pieno utilizzo delle potenzialità dell’applicativo”. Nel capoluogo campano, per i procedimenti conclusi entro il 31 dicembre, il provvedimento definitivo sarà acquisito in forma analogica. Negli altri casi, la redazione degli atti e dei verbali potrà avvenire in modalità non digitale qualora non dovesse essere possibile procedere per via telematica.
A Milano il presidente del tribunale, Fabio Roia, ha prorogato fino al 31 marzo 2025 la possibilità di “redigere e depositare, anche con modalità analogiche” gli “atti, documenti, richieste” ritenendo l’App ministeriale “non compatibile” con il processo penale telematico. Non è possibile neanche “sottoscrivere il verbale di udienza da parte del giudice”.
Tutta colpa della mancata “sperimentazione”, come dicono anche dal tribunale di Siracusa, dove “sono emerse disfunzioni che impediscono la creazione, il caricamento, lo scarico e il deposito regolare in via telematica dei documenti”. Anche a Bologna si va avanti provvisoriamente con il vecchio sistema. Il procuratore generale di Bari, Leonardo Leone De Castris, intervistato da Repubblica, sottolinea: “Le Procure segnalano quotidianamente gravi interruzioni nei servizi dell’applicativo. Non so se gli investimenti siano stati sufficienti, so che al momento il sistema non funziona”.