ROMA – Centoventuno docenti universitari contestano la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, per aver autorizzato due ispezioni negli atenei di Roma Tre e Sassari su richiesta del deputato leghista Rossano Sasso. Con questi interventi, sostengono i professori, si mette in discussione un valore storico dell’accademia, la sua “autonomia”.
Le segnalazioni di Sasso, noto per le posizioni anti-gender nel campo dell’educazione e degli studi di genere, hanno riguardato innanzitutto l’Università Roma Tre, guidata dal rettore Massimiliano Fiorucci, pedagogista. Alla fine di settembre la destra parlamentare – Sasso, appunto ma anche Matteo Salvini e Fabio Rampelli – ha attaccato con durezza il cosiddetto Laboratorio Gender creative, che altro non era che l’ascolto, attraverso un canovaccio ispirato al gioco, del vissuto di sette bambini e adolescenti che avevano espresso alle famiglie dubbi sulla propria identità sessuale.
ROMA – Centoventuno docenti universitari contestano la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, per aver autorizzato due ispezioni negli atenei di Roma Tre e Sassari su richiesta del deputato leghista Rossano Sasso. Con questi interventi, sostengono i professori, si mette in discussione un valore storico dell’accademia, la sua “autonomia”.
Le segnalazioni di Sasso, noto per le posizioni anti-gender nel campo dell’educazione e degli studi di genere, hanno riguardato innanzitutto l’Università Roma Tre, guidata dal rettore Massimiliano Fiorucci, pedagogista. Alla fine di settembre la destra parlamentare – Sasso, appunto ma anche Matteo Salvini e Fabio Rampelli – ha attaccato con durezza il cosiddetto Laboratorio Gender creative, che altro non era che l’ascolto, attraverso un canovaccio ispirato al gioco, del vissuto di sette bambini e adolescenti che avevano espresso alle famiglie dubbi sulla propria identità sessuale.
Bernini, in prima battuta, minacciò tagli ai fondi di Roma Tre, ma quella ricerca, in verità, era priva di costi. Poi, lo scorso 27 novembre, sollecitata da una richiesta del deputato Sasso, la ministra ha annunciato l’ispezione “a causa di una degenerazione propagandistica” dell’insegnamento universitario.
Sasso: “Fare luce su una vicenda oscura”
E un’ispezione è stata programmata all’Università di Sassari, dove da due anni l’attivista Lgbtq+ e filosofo Federico Zappino tiene il corso "Teoria queer e di genere", alla facoltà di Scienze politiche. Nella sua richiesta alla ministra, Sasso scriveva: “Bisogna fare luce su una vicenda molto oscura, che getta fango e discredito sull'università italiana. Si assiste all'elevazione a esame universitario di teorie radicali degli ambienti della sinistra extraparlamentare e delle frange più estreme della comunità Lgbtqi+”. Sotto accusa, in particolare, è finito il libro “Comunismo queer” dello stesso Zappino nonché “Elementi di critica omosessuale” in cui, nel 1977, l’autore Mario Mieli “propagandava la pedofilia”.
Nella risposta all’interrogazione di Sasso, la ministra disse: "La libertà d'insegnamento deve essere bilanciata dalla protezione di altri valori ugualmente blindati dalla Costituzione quali la tutela della dignità della persona, la tutela della salute intesa come tutela all'integrità psicofisica e all'equilibrato sviluppo psicofisico dei minori. In questo necessario e delicato equilibrio, non possono in alcun modo trovare spazio percorsi ideologici di acritico indottrinamento o pressione psicologica, né, tanto meno, percorsi che adombrino in modo subliminale incitamenti a forme di pressione sui minori".
Le ispezioni nei due atenei, va detto, per ora non ci sono state.
La frase incriminata di Mario Mieli
Alla sala stampa della Camera dei deputati è stata illustrata l'interrogazione dell’onorevole Gilda Sportiello, Cinque Stelle, contro “l’ingerenza ministeriale”. Massimo Arcangeli, professore di Linguistica italiana all’Università di Cagliari, promotore sia di una petizione su Change.org che dell’incontro di questa mattina in Parlamento, dice: “Le parole della ministra e la successiva doppia ispezione sono un attacco, senza precedenti nell'Italia repubblicana, all'autonomia universitaria scientifica e didattica, in violazione dell'articolo 6 della Legge del 9 maggio 1989”. Sul passaggio incriminato del libro di Mario Mieli, Arcangeli specifica: “Avere nella bibliografia di un corso un testo con un messaggio sbagliato non vuol dire fare proprio quel messaggio. L’università nella sua missione prevede la possibilità di mettere in discussione tutti, anche un passaggio infelice scritto nel 1977”.
Tra i presenti, anche Alessandro Cecchi Paone, per conto dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Il ministero, a chiusura della conferenza stampa, ha voluto sottolineare come nella sua risposta all'interrogazione di Sasso in aula alla Camera, “la ministra non ha mai menzionato né fatto riferimento a un’ispezione presso gli atenei” e, invece, ha sottolineato l'articolo 33 della Costituzione, che sancisce l'autonomia universitaria, principio fondamentale che guida e ha guidato il suo mandato”.