Milano, alta velocità in tilt. Candia (Rfi): “Binari sotto stress, ma blackout così sono rari”
di Aldo FontanarosaROMA – Un’estate 2024 di ritardi continui, snervanti. Roma Termini in tilt il 3 ottobre 2024 perché, con una cabina elettrica in avaria, il sistema di alimentazione d’emergenza non ha funzionato. Ora il problema di Milano Centrale.
Giulio Candia, lei è un tecnico di primissima fascia. La circolazione sui binari di Rete Ferroviaria Italiana, società del Gruppo FS, è sotto la sua responsabilità.
«È così».
Ci può dire la sua sulla crisi che, da 7 mesi ormai, investe quello che era un orgoglio nazionale: la nostra Alta velocità?
«Lei ha ragione: io essenzialmente sono un tecnico e il mio ufficio, di fatto, è la Sala Operativa di Ferrovie. Da qui, ho dato il mio contributo per risolvere il problema di ieri mattina a Milano Centrale».
Dal suo punto di osservazione vede una rete ferroviaria sottoposta a uno stress straordinario? Così dice il ministro dei Trasporti Matteo Salvini...
«In Parlamento, nelle audizioni di ottobre 2024, l’azienda ha ben rappresentato l’impegno che grava sulla nostra r…
ROMA – Un’estate 2024 di ritardi continui, snervanti. Roma Termini in tilt il 3 ottobre 2024 perché, con una cabina elettrica in avaria, il sistema di alimentazione d’emergenza non ha funzionato. Ora il problema di Milano Centrale.
Giulio Candia, lei è un tecnico di primissima fascia. La circolazione sui binari di Rete Ferroviaria Italiana, società del Gruppo FS, è sotto la sua responsabilità.
«È così».
Ci può dire la sua sulla crisi che, da 7 mesi ormai, investe quello che era un orgoglio nazionale: la nostra Alta velocità?
«Lei ha ragione: io essenzialmente sono un tecnico e il mio ufficio, di fatto, è la Sala Operativa di Ferrovie. Da qui, ho dato il mio contributo per risolvere il problema di ieri mattina a Milano Centrale».
Dal suo punto di osservazione vede una rete ferroviaria sottoposta a uno stress straordinario? Così dice il ministro dei Trasporti Matteo Salvini...
«In Parlamento, nelle audizioni di ottobre 2024, l’azienda ha ben rappresentato l’impegno che grava sulla nostra rete ferroviaria. Solo per l’alta velocità – cito a memoria - siamo passati dai 308 treni al giorno del 2017 agli attuali 377, con punte nella settimana di 400 convogli».
La rete veloce, dunque, è sotto stress. Ma che cosa state facendo per rimediare?
«Mille cantieri attivi ogni giorno, negli ultimi due anni, sono la prova di un impegno straordinario per ammodernare la rete. E di questo sforzo, sì, sono stato spesso testimone diretto girando l’Italia».
Ieri abbiamo reagito con assoluta tempestività all’avaria del mattino
Le emergenze però si susseguono. Quando si verificano, siete in grado di reagire con tempestività?
«Ieri abbiamo reagito con assoluta tempestività. L’avaria si è creata alle 7 e 15 di ieri mattina quando, alla partenza di un treno ad alta velocità da Milano Centrale, la linea aerea che alimenta i convogli...».
È andata giù tra Milano Centrale e Milano Lambrate.
«Noi la definiamo dealimentazione».
Si è spenta la luce, insomma. A quel punto avete svegliato i tecnici delle squadre di pronto intervento.
«Erano sveglissimi e pronti a intervenire, non scherziamo. Sono arrivati sul posto in soli 15 minuti».
Di quante persone parliamo?
«Venti tecnici, con tutte le competenze necessarie».
L’avaria è avvenuta alle 7 e un quarto del mattino. Quando è stata risolta?
«Alle 15».
Quasi 8 ore. Le sembra un buon risultato?
«I disagi procurati ai viaggiatori sono motivo di enorme dispiacere, per noi. Ma in queste 8 ore, intanto che il problema tecnico veniva risolto, abbiamo assunto decine di decisioni. E così la circolazione è ripresa fin dal mattino, sia pure in modo graduale e con degli aggiustamenti».
Molti convogli, in arrivo da Napoli, Roma o Venezia, sono stati indirizzati verso altre stazioni del nodo milanese
Aggiustamenti, tipo?
«Alcuni treni non sono arrivati a Milano Centrale come previsto, questo è vero. Ma comunque hanno fermato in altre stazioni del nodo di Milano. I convogli provenienti da Napoli e Roma, se diretti a Torino, sono stati condotti a Milano Rogoredo, ad esempio. Altri, in arrivo da Venezia, li abbiamo limitati a Milano Lambrate o a Rogoredo».
È anche vero che alcuni treni sono stati bloccati a Bologna, anche se diretti a Milano. E le persone a bordo?
«Le due compagnie ferroviarie, Trenitalia e Italo, li hanno subito indirizzati su altri convogli che invece sono approdati in una delle stazioni milanesi».
In due ore abbiamo rimesso in condizione due treni fermi di riprendere il viaggio
Quando la linea aerea è andata giù, subito due treni si sono piantati: uno di Italo e uno di Trenitalia.
«E su di loro abbiamo concentrato i nostri sforzi per portarli in stazioni limitrofe a Milano Centrale perché proseguissero il viaggio».
In quanto tempo?
«Due ore».
I treni veloci del tutto cancellati, alla fine?
«Una decina».
Scusi, torno al tema di fondo: l’affidabilità della rete ad alta velocità. Non è la prima volta che la linea aerea, quella che alimenta i convogli, viene giù.
«È un evento che può accadere nella vita ferroviaria. Nel 2024, però, se ne sono verificati pochi».
Dieci?
«Quattro o cinque, non di più».
È sfortuna? È colpa di una manutenzione non adeguata, magari affidata a ditte in appalto? Servono forse nuove tecnologie?
«Ogni volta che si realizza un evento imprevisto, avviamo delle indagini per valutare le cause e la necessità di interventi anche strutturali. Ma l’evento di Milano Centrale, lo ribadisco, non è certo ricorrente».