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Ramy, lite dopo gli scontri. Meloni: violenze ignobili, Schlein accusa la destra

Scontri tra manifestanti e forze dell’ordine durante la manifestazione per Ramy Elgaml, nel quartiere di San Lorenzo, Roma, 11 gennaio 2025. ANSA/ANGELO CARCONI (ansa)

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La Russa: nessuna tolleranza contro i delinquenti. Salvini: sono criminali rossi La segretaria pd: disordini da condannare ma chi governa non deve strumentalizzare
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ROMA — Bombe carta, fumogeni, lanci di bottiglie contro la polizia che risponde con cariche di contenimento. Il bilancio finale dei cortei organizzati sabato pomeriggio tra Bologna e Roma per chiedere “giustizia per Ramy Elgaml” — il giovane egiziano rimasto ucciso lo scorso 24 novembre al Corvetto, a Milano, dopo essere stato inseguito da un’auto dei carabinieri — parla di 8 agenti feriti e 10 contusi nell’ambito di una guerriglia urbana che ha subito acceso lo scontro politico.

Sin dal mattino Fratelli d’Italia e Lega chiamano in causa la sinistra — in qualche caso addirittura il Pd — accusati di non difendere le forze dell’ordine, perfino di legittimare gli antagonisti. Un fuoco di fila che, a dispetto della solidarietà espressa per tutto il giorno da esponenti dem, costringe infine la segretaria Elly Schlein a protestare: «Il Pd condanna ogni atto violento, la destra non strumentalizzi».

ROMA — Bombe carta, fumogeni, lanci di bottiglie contro la polizia che risponde con cariche di contenimento. Il bilancio finale dei cortei organizzati sabato pomeriggio tra Bologna e Roma per chiedere “giustizia per Ramy Elgaml” — il giovane egiziano rimasto ucciso lo scorso 24 novembre al Corvetto, a Milano, dopo essere stato inseguito da un’auto dei carabinieri — parla di 8 agenti feriti e 10 contusi nell’ambito di una guerriglia urbana che ha subito acceso lo scontro politico.

Sin dal mattino Fratelli d’Italia e Lega chiamano in causa la sinistra — in qualche caso addirittura il Pd — accusati di non difendere le forze dell’ordine, perfino di legittimare gli antagonisti. Un fuoco di fila che, a dispetto della solidarietà espressa per tutto il giorno da esponenti dem, costringe infine la segretaria Elly Schlein a protestare: «Il Pd condanna ogni atto violento, la destra non strumentalizzi».

La prima a uscire allo scoperto è la presidente del Consiglio in persona. «Ieri sera a Roma abbiamo assistito all’ennesimo, ignobile episodio di disordine e caos ad opera dei soliti facinorosi scesi in piazza non per manifestare per una causa, bensì per puro spirito vendicativo», l’incipit di Giorgia Meloni. «Non si può utilizzare una tragedia per legittimare la violenza. Alle forze dell’ordine va la nostra solidarietà, insieme agli auguri di pronta guarigione agli agenti feriti. Siamo dalla vostra parte», conclude. Seguita a ruota dal presidente del Senato Ignazio La Russa: «Nessuna tolleranza contro i delinquenti». È il segnale che FdI aspettava per lanciare l’affondo. Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera, avverte: «Confido che tutti i leader politici manifestino la propria distanza da questi comportamenti che troppo spesso hanno trovato atteggiamenti conniventi in alcune forze di sinistra». Rincara, nello stesso solco, il ministro Luca Ciriani: «È necessario che tutte le forze politiche condannino con fermezza quanto sta accadendo». Ancor più esplicito il senatore Marco Lisei: «Le violenze a Torino, Roma, Milano e Bologna avvengono tutte in città amministrate dalla sinistra, dove sono presenti centri sociali e collettivi sostenuti dalla sinistra». Con il ministro Guido Crosetto che se la prende con «persone, partiti e vari fiancheggiatori da salotto che cercano ogni occasione per mettere le forze di polizia sul banco degli imputati, anche se hanno solo fatto il loro dovere». E mentre dal Pd i parlamentari De Maria, Majorino e Bonaccini si affannano a condannare i violenti e a manifestare vicinanza agli agenti, invocando «una reazione ferma e unitaria delle istituzioni»,pure la Lega si unisce al coro contro l’opposizione. Chiedendo, insieme ai meloniani, di accelerare sul ddl Sicurezza all’esame delle commissioni in Senato. Cui aggiungere una nuova norma per rafforzare la tutela di poliziotti e carabinieri.

Parla di «criminali rossi», Matteo Salvini. «Quanto accaduto», spiega il capogruppo lumbard Massimiliano Romeo, «è anche conseguenza di un atteggiamento irresponsabile e ideologico della sinistra» che alimenta «un clima di odio nei confronti degli agenti». Una sinistra «manesca e rabbiosa», rincara l’ex generale Vannacci, «che da anni delegittima le forze dell’ordine cercando di proteggere chi delinque». Una tesi avallata dal Viminale, secondo cui «sembra esserci una strategia di ricerca dell’incidente per creare elementi di destabilizzazione del quadro politico», fa filtrare il ministro Matteo Piantedosi. Una trama che, secondo il titolare dell’Interno, imporrebbe «la condivisione, da parte di tutti, del rifiuto della violenza come strumento di lotta politica. Fin qui spesso negata da prolungati silenzi o da argomentazioni tese talvolta a stigmatizzare più le forze dell’ordine che i delinquenti».

Troppo per Schlein. «Tutta la solidarietà del Pd che condanna sempre ogni atto violento», dirà la leader dem alle cinque della sera. E, dopo aver richiamato «le importanti parole dei genitori di Ramy Elgaml che chiedono verità e giustizia per il figlio», avverte: «La destra la smetta di fare politica su queste violenze e sostenga invece i sindaci nel contrastarle, gli stessi cui chiedono di garantire sicurezza proprio mentre tagliano miliardi agli enti locali».

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