AGRIGENTO — Le strade del centro le hanno rifatte nell’ultimo giorno utile. Ieri. Dalla mattina alla sera. Miracoli di Sicilia. Infatti l’hanno chiamato “intervento lampo”: riasfaltare il percorso presidenziale che oggi accoglierà Sergio Mattarella, in città per il battesimo di Agrigento Capitale della cultura. Per questo Blitzkrieg stradale la giunta regionale di Renato Schifani (Forza Italia) ha stanziato 510 mila euro. I lavori «saranno completati entro stasera», recitava una nota ieri. «Stiamo impiegando tutte le nostre forze affinché la città sia accogliente e sicura in vista degli eventi», ha dichiarato con enfasi il governatore. Il sindaco aveva battuto cassa lunedì scorso, facendo presente «la necessità di garantire la messa in sicurezza del percorso stradale previsto per la visita del presidente della Repubblica». Mercoledì hanno nominato i direttori dei lavori. Giovedì si è riunita la giunta. Ieri Agrigento era tutta odorosa di bitume. Oggi alle 11, allo stadio Esseneto, att…
AGRIGENTO — Le strade del centro le hanno rifatte nell’ultimo giorno utile. Ieri. Dalla mattina alla sera. Miracoli di Sicilia. Infatti l’hanno chiamato “intervento lampo”: riasfaltare il percorso presidenziale che oggi accoglierà Sergio Mattarella, in città per il battesimo di Agrigento Capitale della cultura. Per questo Blitzkrieg stradale la giunta regionale di Renato Schifani (Forza Italia) ha stanziato 510 mila euro. I lavori «saranno completati entro stasera», recitava una nota ieri. «Stiamo impiegando tutte le nostre forze affinché la città sia accogliente e sicura in vista degli eventi», ha dichiarato con enfasi il governatore. Il sindaco aveva battuto cassa lunedì scorso, facendo presente «la necessità di garantire la messa in sicurezza del percorso stradale previsto per la visita del presidente della Repubblica». Mercoledì hanno nominato i direttori dei lavori. Giovedì si è riunita la giunta. Ieri Agrigento era tutta odorosa di bitume. Oggi alle 11, allo stadio Esseneto, atterrerà Mattarella. È previsto un suo discorso.
Non ci si poteva pensare prima, visto che si sa da due anni (la proclamazione è del 31 marzo 2023) che ci sarebbe stata la cerimonia al teatro Pirandello questa mattina?
«Non funziona niente! Niente!» si sgola Nené Mangiacavallo, medico, già sottosegretario nel governo D’Alema, che è stato a capo del comitato organizzatore fino alla proclamazione, e poi estromesso dalla destra che governa l’isola. «Mezzo milione di euro, per lavori che si potevano fare mesi fa, quando qui manca l’acqua! Ritardi su ritardi. Sa quando hanno costituito la Fondazione per l’organizzazione? Un anno dopo. E sa quando è diventata operativa? Nel settembre scorso. Non ha una sede. Un telefono. Gli inviati televisivi cercano gli info point e li trovano chiusi. Le Pro Loco non hanno uno straccio di programma. Poteva essere una grande occasione di riscatto, com’è stato a Brescia, Pesaro, Bergamo, Palermo, l’inizio di una storia nuova, invece rimarrà solo la vergogna».
A sera al teatro Pirandello fervono i preparativi. Tutto è pirandelliano in questa storia, «una terra difficile da governare perché difficile da capire», diceva Leonardo Sciascia. Ma stavolta l’imbarazzo è accresciuto dal fatto che questa è l’isola del presidente della Repubblica. E perché tutti ormai parlano soltanto della pioggia che è penetrata sul palco del teatro Pirandello mentre era in corso un concerto jazz. Ci hanno messo una pezza degli operai acrobati, proprio l’altro giorno: giusto in tempo. Anche qui «intervento tampone», per citare il geometra comunale, per il quale «il tetto va rifatto, ma con i suoi tempi». I cartelli sgrammaticati piazzati dall’Anas: Valle di Templi e contrata Caos hanno fatto il giro del web che manco in un film di Ficarra e Picone.
We love cultura, c’è scritto non appena si entra in città. E obiettivamente Agrigento è grande cultura, la Valle dei templi ogni anno attira un milione di turisti. Il sindaco, Francesco Micciché, si difende: «Le critiche sono cattiverie, i panni sporchi si lavano in famiglia». Il punto è che le rampogne vengono soprattutto da destra, dentro un mondo di chiuse passioni. Il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco ha chiesto il commissariamento, nei giorni scorsi avrebbe fatto notare che molte iniziative sono «a livello di sagra». Il ministro Alessandro Giuli ha disertato la conferenza stampa a Roma, ma oggi ci sarà il sindaco di Lampedusa Filippo Mannino che a Repubblica ha detto che «l’organizzazione è scomparsa». La Regione Sicilia ha stanziato sei milioni per un anno di eventi. Aspettando Mattarella la notte di Agrigento profuma di polemiche e di catrame.