Livorno — I dati sono buoni, il diabete è sotto controllo. “Deve assolutamente dirlo a mio marito, aspetti che lo chiamo. Eccolo qua: senti un po’ la dottoressa”. Davanti alla telecamera, accanto ad Anna compare un uomo, che ascolta sorridente i complimenti alla moglie per come segue la dieta e come usa i farmaci per la sua patologia. La coppia è a Poggibonsi, in provincia di Siena, la dottoressa a Livorno, cioè a 100 chilometri di distanza.
I numeri
Un pezzo di futuro della sanità pubblica, cioè una sessione di telemedicina, va in scena in una stanza del vecchio e un po’ scassato ospedale della città affacciata sul Tirreno. Sembra un controsenso ma non lo è: la Toscana è una delle Regioni che spinge più in questa direzione, con 80 mila visite l’anno scorso, e la diabetologia livornese guidata da Graziano Di Cianni è ai vertici per numero pazienti seguiti a distanza.
Come funzionano le visite
Monitor, cuffietta e microfono. La dottoressa Francesca Pancani ha bisogno di poco altro…
Livorno — I dati sono buoni, il diabete è sotto controllo. “Deve assolutamente dirlo a mio marito, aspetti che lo chiamo. Eccolo qua: senti un po’ la dottoressa”. Davanti alla telecamera, accanto ad Anna compare un uomo, che ascolta sorridente i complimenti alla moglie per come segue la dieta e come usa i farmaci per la sua patologia. La coppia è a Poggibonsi, in provincia di Siena, la dottoressa a Livorno, cioè a 100 chilometri di distanza.
I numeri
Un pezzo di futuro della sanità pubblica, cioè una sessione di telemedicina, va in scena in una stanza del vecchio e un po’ scassato ospedale della città affacciata sul Tirreno. Sembra un controsenso ma non lo è: la Toscana è una delle Regioni che spinge più in questa direzione, con 80 mila visite l’anno scorso, e la diabetologia livornese guidata da Graziano Di Cianni è ai vertici per numero pazienti seguiti a distanza.
Come funzionano le visite
Monitor, cuffietta e microfono. La dottoressa Francesca Pancani ha bisogno di poco altro quando inizia le sue chiamate mattutine. "Eh, un attimo, ci sono problemi sulla linea”, dice di fronte a uno schermo nero, facendo presagire una mattinata di guai con la connessione. In realtà, le cose filano lisce quasi da subito e la prima paziente, proprio Anna di Poggibonsi, può caricare nel sistema tutti i dati registrati nelle ultime settimane dai dispositivi che le ha dato la Asl. Sullo schermo della dottoressa arrivano diagrammi di ogni tipo, con l’andamento della glicemia giorno per giorno, con le dosi di insulina somministrate dal micro infusore. A video ci sono anche i valori della pressione e gli ultimi esami del sangue. Cioè tutto il necessario per fare una visita accurata. “Sono a letto malata”, dice Anna quando scorge Di Cianni alle spalle della dottoressa, “però se sapevo che c’era anche il capo mi sarei messa il rossetto”, scherza. Tra i pazienti cronici, come chi ha il diabete di tipo 1, e i loro specialisti si crea spesso un rapporto stretto, vista l’assiduità dei controlli. “Vediamo i malati anche ogni tre mesi e poterlo fare a distanza è chiaramente un bel vantaggio. Se qualcuno ha un problema più urgente, fissiamo un incontro subito, online o dal vivo”, spiega Di Cianni.
Basta viaggi per i pazienti
All’ospedale di Livorno si fanno televisite anche agli ospiti diabetici delle Rsa, le residenze per anziani e c’è pure un progetto con il carcere. “Si tratta di pazienti che è meglio non spostare”. Intanto davanti allo schermo compare un’altra donna. Abita all’Isola d’Elba, ma adesso si trova all’ospedale di Pisa, perché è incinta e deve fare dei controlli. Spiega quali farmaci le vengono somministrati, chiede sensori per il suo misuratore di glicemia. “Le faccio la richiesta per una nuova fornitura - dice la dottoressa Pancani – Mi raccomando, ci tenga informati su come procede la gravidanza e avverta se ha bisogno di qualcosa”.
Gli investimenti del Pnrr
La telemedicina è uno dei pilastri del Pnrr in campo sanitario. Sono stati stanziati 1,5 miliardi di euro per creare una rete nazionale. A breve Agenas, l’agenzia sanitaria delle Regioni, farà partire una piattaforma unica nazionale. Intanto si creano ovunque le infrastrutture e si cercano di rispettare gli obiettivi del Piano di ripresa e resilienza. Quest’anno si prevede che vengano seguiti con la telemedicina 300 mila pazienti cronici. I numeri poi dovranno salire ancora. Anche i medici di famiglia potranno sfruttare le potenzialità delle nuove tecnologie.
Il ruolo del medico
La signora Lucia sa già bene quali sono i vantaggi. Parla dalla sua casa di Piombino (ancora una volta una località a 100 chilometri da Livorno). Il peso è stabile, la glicemia non va male, ma ci sono dei problemi con il piede diabetico. "Le cambio il dosaggio pomeridiano dell’insulina – dice la dottoressa dopo aver studiato il caso – Poi invio la ricetta e le altre indicazioni”. Il sistema permette, se necessario, di collegare un altro medico per discutere un caso e parlare col malato. “A volte, per questioni tecniche, ci connettiamo con l’addetto dell’azienda che produce i dispositivi per il monitoraggio o i micro infusori”, dice Di Cianni.
Anche il figlio di Lucia ha il diabete di tipo 1, così quando la madre ha finito chiede di parlare con la dottoressa. Ha un problema con il dispositivo che rileva la glicemia, vuole cambiarlo. “Va bene, ti faccio parlare con i tecnici”. Poi la dottoressa Pancani saluta e si prepara alla videochiamata successiva. “Con questo sistema non lavoriamo di meno, anzi. Però i tanti vantaggi per i pazienti ripagano lo sforzo”.