✕

Picchiata da venti bulli, Asia parla 4 anni dopo: “Non uscivo più di casa, mi ha salvata la danza”

Ascolta l'audio

La sedicenne, che ha una disabilità, è campionessa nazionale di valzer-tango: “A processo solo una dei colpevoli. Ma io sono guarita lo stesso, credete nei vostri sogni”
2 minuti di lettura

“Il mio motto è che ciò che non uccide libera. E io grazie al ballo sono tornata a vivere. Il bullismo non ha vinto”. Asia Paesani esce allo scoperto a 16 anni, con il benestare dei genitori Eleonora e Francesco, nella prima “Giornata del rispetto” dedicata a Willy Monteiro Duarte. Quattro anni fa Asia, che è una disabile, è stata accerchiata e picchiata da venti bulle e bulli in un parco di Roma. In questi anni è stata seguita dal centro nazionale contro il bullismo “Bulli stop”.

Asia perché ha deciso di parlare mostrando il suo viso e con il suo nome e cognome?

“Il mio è un messaggio di buon esempio, i miei sogni sono stati più forti di chi voleva distruggerli. Questo vale per tutti coloro che come me sono stati messi in un angolo e giudicati, bullizzati”.

Lei è diventata una campionessa nella disciplina che ha sempre amato.

“Sì, esattamente. Sono una campionessa italiana assoluta di valzer e tango e settima in tutta Italia per le danze latino-americane. Ho gareggiato con la Idf (It…

“Il mio motto è che ciò che non uccide libera. E io grazie al ballo sono tornata a vivere. Il bullismo non ha vinto”. Asia Paesani esce allo scoperto a 16 anni, con il benestare dei genitori Eleonora e Francesco, nella prima “Giornata del rispetto” dedicata a Willy Monteiro Duarte. Quattro anni fa Asia, che è una disabile, è stata accerchiata e picchiata da venti bulle e bulli in un parco di Roma. In questi anni è stata seguita dal centro nazionale contro il bullismo “Bulli stop”.

Asia perché ha deciso di parlare mostrando il suo viso e con il suo nome e cognome?

“Il mio è un messaggio di buon esempio, i miei sogni sono stati più forti di chi voleva distruggerli. Questo vale per tutti coloro che come me sono stati messi in un angolo e giudicati, bullizzati”.

Lei è diventata una campionessa nella disciplina che ha sempre amato.

“Sì, esattamente. Sono una campionessa italiana assoluta di valzer e tango e settima in tutta Italia per le danze latino-americane. Ho gareggiato con la Idf (Italian dance federation) e a breve mi dedicherò alle gare internazionali in cui rappresenterò il nostro Paese”.

Asia Paesani, 16 anni 

Ma c’è stato un momento della sua adolescenza in cui tutto questo è stato messo a rischio.

“Era il 2021 e avevo 12 anni. Sono stata aggredita da un branco di bulle e bulli in diretta Instagram. Erano ragazzine e ragazzini che non conoscevo. Quel giorno mi trovavo in un parco di Nuovo Salario, a Roma, e con me c’erano due compagne di scuola. Mi hanno picchiata, presa a calci e pugni, ho riportato ferite che sono state giudicate guaribili in 47 giorni. E dal quel momento tutto è cambiato, ho abbandonato il ballo che era la mia ragione di vita. Non potevo rimanere sola a casa per gli attacchi di panico che mi assalivano”.

Poi, però, è riuscita a riemergere dal buio.

“Una mattina, dopo oltre due anni, ho chiamato mia madre dopo essermi alzata dal letto e le ho detto ‘Mamma voglio tornare a ballare’. La vergogna e la delusione mi avevano paralizzata. Non uscivo più se non per la terapia che seguivo a quei tempi. Avevo vicino, oltre ai miei genitori, il centro nazionale contro il bullismo “Bulli stop” che mi ha seguita passo dopo passo. C’era e ci sono ancora al mio fianco i maestri Emanuele Nucciotti e Giacomo Pasquali. E anche una splendida ballerina, Veera Kinnunen, di Ballando con le stelle”.

Asia con l'insegnante Giacomo Pasquali 

Pensa di avere ottenuto giustizia?

“No, non credo proprio. Perché solo la mia forza di volontà e la famiglia insieme al centro nazionale “Bulli stop” e alla sua presidente Giovanna Pini mi hanno fatta uscire dall’incubo. Ma purtroppo la giustizia delle aule di tribunale non è arrivata. Dei circa venti ragazzine e ragazzini che mi hanno aggredita, tra chi era sotto i 14 anni e chi si è coperto a vicenda, a processo c’è andata solo una sedicenne. Nessuno mi ha mai chiesto scusa e il processo si è chiuso con una messa alla prova per colei che mi ha presa a calci e pugni. I servizi sociali le hanno anche permesso di studiare come estetista”.

Oggi cosa vorrebbe dire ai suoi bulli?

“Gli direi che nonostante abbiano provato a distruggere la mia vita, non ci sono riusciti perché l’ho reinventata dandogli nuovi colori”.

Leggi i commenti