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Bullismo, oggi prima Giornata del rispetto. Mattarella: “Valore universale e antidoto contro l’odio”

(ansa)

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Istituita nel giorno del compleanno di Willy Monteiro Duarte, il giovane ucciso a Colleferro nel 2020 per aver difeso un amico in difficoltà. Il ministro Valditara scrive alle scuole: “Valorizzare la dignità di ogni essere umano”
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La prima “Giornata del rispetto” si celebra oggi in tutta Italia, istituita in memoria di Willy Monteiro Duarte, il giovane ucciso a Colleferro (Roma) nel 2020 per aver difeso un amico in difficoltà. Oggi sarebbe stato il suo compleanno. "Rispetto è valore universale in ogni dimensione. Rispetto verso se stessi, rispetto verso gli altri, rispetto verso il pianeta: rappresentano il primo passo per una società vivibile, che assume i criteri della solidarietà, della coesione sociale, della reciproca accoglienza, della sostenibilità – dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella Giornata nazionale del rispetto – Sono principi costituzionali che animano e rendono autentica la nostra democrazia. Rispetto è antidoto contro l'odio, la discriminazione, la violenza e la prepotenza che tendono, talvolta, a riproporsi come segno di affermazione, laddove corrispondono, invece, a manifestazione di fragilità e incertezze".

Il ministero dell'Istruzione ha istituito la giornata ai sen…

La prima “Giornata del rispetto” si celebra oggi in tutta Italia, istituita in memoria di Willy Monteiro Duarte, il giovane ucciso a Colleferro (Roma) nel 2020 per aver difeso un amico in difficoltà. Oggi sarebbe stato il suo compleanno. "Rispetto è valore universale in ogni dimensione. Rispetto verso se stessi, rispetto verso gli altri, rispetto verso il pianeta: rappresentano il primo passo per una società vivibile, che assume i criteri della solidarietà, della coesione sociale, della reciproca accoglienza, della sostenibilità – dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella Giornata nazionale del rispetto – Sono principi costituzionali che animano e rendono autentica la nostra democrazia. Rispetto è antidoto contro l'odio, la discriminazione, la violenza e la prepotenza che tendono, talvolta, a riproporsi come segno di affermazione, laddove corrispondono, invece, a manifestazione di fragilità e incertezze".

Il ministero dell'Istruzione ha istituito la giornata ai sensi dell'articolo 4 della legge 70 del 17 maggio 2024, in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo "quale momento specifico di approfondimento delle tematiche del rispetto degli altri, della sensibilizzazione sui temi della non violenza psicologica e fisica e del contrasto di ogni forma di discriminazione e prevaricazione".

Rispetto esercizio di libertà

E il Capo della Stato ha concluso nel suo intervento rivolgendosi alle “famiglie, insegnanti, agenzie educative” che “hanno tutte un ruolo nella promozione del valore del rispetto, specie tra i giovani, per renderli donne e uomini capaci di costruire comunità solide e unite. Rispetto è segno di maturità: significa scegliere di godere della propria libertà appieno, in armonia con gli altri e con sé stessi, in un contesto che garantisce diritti e responsabilità di ciascuno. Essere rispettosi è esercizio di libertà”.

In tutte le scuole si rifletterà sul rispetto, che è anche la parola scelta dalla Treccani per il 2024. “Questa ricorrenza ci ricorda che una scuola costituzionale educa al rispetto verso ogni persona valorizzando la dignità di ogni essere umano - scrive in una lettera inviata alle scuole il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara -. Le nuove linee guida per l'educazione civica pongono al centro questi valori per formare cittadini consapevoli e responsabili".

I numeri del bullismo

Gli ultimi dati, pubblicati dall’osservatorio Indifesa di Terre des Hommes, parlano ancora di una percentuale altissima di vittime: nel 2023 il 63% ha subito atti di bullismo e il 19% di cyberbullismo su 4mila minori intervistati. La percentuale di chi ha subito una violenza, sia fisica che psicologica, sale al 70% se si considerano le risposte delle ragazze, arriva all’83% tra chi si definisce non binario e scende al 56% tra i maschi. Anche le tipologie di violenza subite sono diverse tra i generi, a eccezione delle violenze psicologiche e verbali, che colpiscono in egual misura maschi e femmine (71% in generale e per le femmine; 69% per

i maschi). Bullismo e cyberbullismo, così come le violenze psicologiche e verbali, prendono di mira soprattutto l’aspetto fisico (79%). A seguire l’orientamento sessuale (15%), la condizione economica (11%), l’origine etnica e geografica (10.5%), l’identità di genere (9%), la disabilità (5%) e la religione (4%).

Le conseguenze di queste violenze sui ragazzi sono pesanti: la prima è la perdita di autostima, sicurezza e fiducia negli altri, riscontrata dal 75% dei giovani; il 47% afferma di soffrire di ansia sociale e attacchi di panico, mentre il 45% segnala isolamento e allontanamento dai coetanei. Gli altri effetti negativi sono: difficoltà di concentrazione e basso rendimento scolastico (28%), depressione (28%), paura e rifiuto della scuola (24%), disturbi alimentari (24%), autolesionismo (20%).

Le nuove generazioni sono consapevoli dei pericoli del web, percepito - dopo la scuola (66%) - come il luogo dove è più probabile essere vittime di violenza (39% delle risposte).

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