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Scuola, Valditara: “La filiera 4+2 un grande successo”. Aderisce un tecnico su 4, pochi al Nord

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Per sapere quante classi saranno attivate bisognerà attendere le iscrizioni che chiuderanno il 10 febbraio
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Per il ministro all’Istruzione e al Merito Giuseppe Valditara “è un successo al di là di ogni previsione”. Certo, i numeri sono raddoppiati rispetto allo scorso anno. Ma è ancora un tecnico-professionale su 4 ad aderire alla nuova filiera del 4+2 voluta e difesa con forza dal responsabile per la Scuola.
A dare i numeri è stato lo stesso ministero di viale Trastevere: "la Commissione ministeriale deputata a vagliare le candidature degli istituti tecnico-professionali per la adozione del modello 4+2 per il prossimo anno scolastico ha ultimato i suoi lavori e le scuole autorizzate passano da 180 dello scorso anno a 396, +120%; i percorsi salgono da 225 a 628, con un aumento dei percorsi del 210% rispetto allo scorso anno. La commissione – aggiunge il ministro – è stata fra l'altro costretta a non accogliere alcune decine di richieste per difetti di forma”.

Sono circa un quarto dunque gli istituti pronti al via per il 2025/2026, visto che il totale dei tecnici e professionali ammonta a 170…

Per il ministro all’Istruzione e al Merito Giuseppe Valditara “è un successo al di là di ogni previsione”. Certo, i numeri sono raddoppiati rispetto allo scorso anno. Ma è ancora un tecnico-professionale su 4 ad aderire alla nuova filiera del 4+2 voluta e difesa con forza dal responsabile per la Scuola.
A dare i numeri è stato lo stesso ministero di viale Trastevere: "la Commissione ministeriale deputata a vagliare le candidature degli istituti tecnico-professionali per la adozione del modello 4+2 per il prossimo anno scolastico ha ultimato i suoi lavori e le scuole autorizzate passano da 180 dello scorso anno a 396, +120%; i percorsi salgono da 225 a 628, con un aumento dei percorsi del 210% rispetto allo scorso anno. La commissione – aggiunge il ministro – è stata fra l'altro costretta a non accogliere alcune decine di richieste per difetti di forma”.

Sono circa un quarto dunque gli istituti pronti al via per il 2025/2026, visto che il totale dei tecnici e professionali ammonta a 1708. Non è però detto che in tutte le scuole partirà il nuovo percorso quadriennale perché le classi si potranno formare solo a fronte di un numero minimo di iscrizioni. Si saprà solo dopo il 10 febbraio, data ultima per scegliere la scuola secondaria di II grado.

La spinta alle adesioni

Per raggiungere questo risultato il ministero ha slittato di due settimane l’avvio delle iscrizioni, dall’8 al 21 gennaio. Non solo. La Flc Cgil parla di “pressioni e forzature con convocazioni d’urgenza dei Collegi docenti durante e dopo il periodo di sospensione delle attività didattiche”. E ancora: “Il forte impulso che il ministero ha impresso a questa sperimentazione è rappresentato anche dall’impegno profuso dalla nuova Direzione generale per l’istruzione tecnica e professionale e per la formazione tecnica, che ha ampiamente sostenuto i percorsi di quattro anni. Si sono moltiplicati seminari e riunioni a livello nazionale e regionale insieme a specifici incontri rivolti ai dirigenti scolastici, interessati alla filiera tecnologico-professionale anche per le eventuali conseguenze sulla valutazione della performance”.

Lo squilibrio tra Sud e Nord

L’obiettivo della filiera tecnologico-professionale, si legge sul sito del ministero, “è quello di offrire agli studenti un percorso formativo innovativo con competenze tecnologiche correlate alle esigenze del mondo del lavoro e della produzione che agevoli, al contempo, la prosecuzione degli studi dopo il diploma nei percorsi di istruzione e formazione terziaria degli Its Academy, con il conseguimento finale, in sei anni, del diploma di specializzazione per le tecnologie applicate”. Eppure al Nord dove, per via della presenza di un numero maggiore di aziende e dei legami dell’istruzione superiore con il territorio, ci si aspettava di vedere attivati più percorsi la novità ha invece attecchito meno. Nel dettaglio: tra i 396 istituti che propongono il 4+2, 210 cento sono al Sud (pari al 53 per cento del totale), 53 sono al Centro (14%) e 132 al Nord (il 33% del totale).

Dove ci si iscrive meno all’università ecco che i percorsi professionalizzanti trovano terreno fertile. “Particolarmente positivo è l'interesse mostrato dal Mezzogiorno, sintomo di una forte volontà di modernizzazione e di sviluppo, in linea con gli ultimi dati su diminuzione della dispersione, diminuzione del divario Nord/Sud, crescita economica. In realtà è tutta la scuola italiana che sta cambiando in profondità, a partire proprio dalla scuola tecnico-professionale, che grazie alle innovazioni del 4+2 potrà offrire più opportunità formative ai nostri giovani, diventando volano di crescita per le nostre imprese", esulta Valditara.

Il pasticcio del portale delle iscrizioni

Un piccolo caso riguarda il portale del ministero. Perché se si cerca l’istituto del 4+2 a cui iscriversi dalla mappa regionale delle scuole ne spuntano correttamente 396; se si fa la stessa ricerca dalla pagina “scuole in chiaro” sullo stesso sito i risultati sono appena 175. Ancor più macroscopico il caso del liceo del Made in Italy. Dalla ricerca generale, selezionando l’indirizzo prescelto, emergono appena 31 scuole che hanno attivato il percorso meloniano. Un dato al palo rispetto allo scorso anno, il primo della sperimentazione. Se la ricerca si fa, di nuovo, attraverso la mappa regionale, sono decine e decine di più.

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