Rosa Vespa e Aqua Moses, arrestati e trasferiti in carcere di Castrovillari per il rapimento della piccola Sofia, avevano già tentato di portare via dalla clinica Sacro Cuore di Cosenza un altro neonato. Pochi minuti prima che tra le loro braccia prendessero Sofia, di appena un giorno, avevano tentato di rapire un altro neonato, come riporta Quotidiano del Sud. Anche questa volta fingendosi infermiera Rosa Vespa, 53 anni, aveva chiesto all’altra mamma se c’era bisogno di un cambio pannolino. Ma quella mamma aveva detto: “No”.
La coppia cercava un maschietto. Poche ore prima sui social Rosa aveva annunciato la nascita di Ansel, per nove mesi aveva simulato una gravidanza. Poi ha rapito Sofia inscenando la visita pediatrica. L’ha vestita di azzurro e portata alla festa di battesimo già in corso a Castrolibero.
Le ricerche, il ritrovamento e il messaggio: “Grazie a tutti”
Tre ore di ansia e terrore per la famiglia della bambina che si sono poi concluse con il ritrovamento della bambina a Castrolibero. E la mamma di Sofia trova la forza, poche ore dopo di ringraziare tutta la Calabria che si è mossa per la sua bambina. "Mi state scrivendo in migliaia, da ogni parte dell'Italia, vorrei rispondere singolarmente a tutti ma non riesco. Questa è la nostra famiglia che ieri sera si stava sgretolando in mille pezzi". Così Valeria Chiappetta, la mamma di Sofia, a corredo di una foto dove c’è il marito, l’altro figlio e Sofia che dorme tranquilla. "Le forze dell'ordine hanno fatto un lavoro eccezionale - continua la donna - mentre io avevo perso le speranze. Un'intera città, anzi Regione, si è bloccata per cercare la nostra bambina. Non penso che riuscirò mai a superare questa cosa, ma il lieto fine è che Sofia sta bene. Grazie, grazie grazie a tutti vorrei abbracciare ogni singola persona. Una mamma e un papà che ieri sono morti e risorti".
La coppia arrestata
La piccola Sofia, accompagnata in clinica a bordo di un'ambulanza scortata dalle forze dell'ordine per essere riconsegnata ai genitori, è stata poi trasferita in serata all'ospedale di Cosenza per verifiche sul suo stato di salute. La coppia si trova agli arresti, è stata individuata in poche ore grazie alle immagini di videosorveglianza della clinica. La squadra mobile e la questura stanno ricostruendo la genesi di quel rapimento. Forse una gravidanza desiderata e mai arrivata. Una speranza che si è trasformata in ossessione.
Il padre della neonata rapita in clinica a Cosenza: "Bellissimo riabbracciare mia figlia"
Il post di fine anno di Rosa: “Voglio solo un anno sereno”
Su Facebook Rosa Vespa scriveva il 31 dicembre, alle 23,55: “Io non voglio un anno pieno di cose strabilianti e fantastiche. Voglio un anno finalmente sereno. Fatto di cose piccole, semplici e concrete. Voglio un anno come quello dei vecchi tempi, dove alzarsi al mattino non era come se dovessimo affrontare un'altra guerra, ma una nuova giornata. Voglio un anno con più pace, meno dolore e arrabbiature e ricco di salute. Un anno più sereno e vero. Buon 2025”. Il sospetto è che la coppia abbia perso un bambino quando già la gravidanza era avanzata. Una ipotesi alla quale gli inquirenti stanno lavorando.
Il sindaco Caruso: “Sospiro di sollievo per tutta la città”
"Tutta la città sta tirando un sospiro di sollievo per la felice conclusione del grave episodio del rapimento della bimba da una clinica cosentina e che aveva gettato nello sconforto i suoi genitori e tutta la nostra comunità". Così su Facebook il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, sulla vicenda della neonata rapita e ritrovata in poche ore.
"Se la bimba è stata restituita ai suoi genitori lo dobbiamo al questore Giuseppe Cannizzaro e agli uomini della squadra mobile di Cosenza - aggiunge Caruso - che hanno, con grande tempestività e senza perdere un minuto, profuso grandi energie e capacità per ritrovare subito la bambina. A loro esprimo i sentimenti della più profonda gratitudine di tutta la nostra comunità”. Il sindaco ha aggiunto: “In questo momento particolare nel quale sono ancora da chiarire le dinamiche dell'accaduto, esprimo, inoltre, il mio affetto personale, insieme a quello di tutta l'Amministrazione comunale, ai genitori della piccola, auspicando che su questa triste vicenda, per fortuna a lieto fine, sia fatta, al più presto, piena luce, assicurando alla giustizia i responsabili".
Sui social insulti e minacce alla sequestratrice
Una lunga serie di post di insulti, offese e, in alcuni casi di minacce, è comparsa sul profilo Facebook di Rosa Vespa. Sotto il post in cui, l'8 gennaio scorso, la donna annunciava la nascita del figlio Ansel, dopo decine di messaggi augurali, da ieri sera sono cominciati i post offensivi ed alcuni di minacce. "Hai rapito una bambina ergastolo è poco per voi", "Spero tu marcisca in galera", "Malati mentali!!., spero che abbiate una pena esemplare" sono alcuni dei messaggi lasciati dagli utenti.