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Report abusi, Cei: “Bene l’iniziativa di Bolzano, vogliamo far emergere il sommerso”

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Il segretario generale Baturi commenta il rinvio a giudizio del vescovo di Piazza Armerina: “Pensiamo alle vittime”. Quanto ai cattolici in politica: “Ben vengano iniziative come Orvieto e Milano, dialogo tra cattolici dei diversi schieramenti ma non abbiamo un progetto partitico”
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La Conferenza episcopale italiana valuta positivamente l’iniziativa della diocesi di Bolzano e Bressanone, che ha commissionato uno studio indipendente per censire gli abusi sessuali compiuti dai sacerdoti della diocesi dal 1963 al 2023, e si dice impegnata a sua volta a “fare emergere il sommerso”.

L’Alto Adige e il progetto pilota Cei

Quella dell’Alto Adige, condotta da uno studio di avvocati di Monaco di Baviera, “è un’esperienza che guardiamo positivamente e che studieremo”, ha detto monsignor Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, durante una conferenza stampa a conclusione del consiglio episcopale permanente iniziata lunedì a Roma. La stessa diocesi di Bolzano e Bressanone, ha detto l’arcivescovo di Cagliari, partecipa allo studio pilota avviato dalla Cei sui 613 abusi avvenuti in tutta Italia dal 2001 al 2021 e giunti sino ad un processo canonico in Vaticano. Dovrebbe essere pubblicato a fine 2025. “Si chiama pilota perché il nostro desiderio è estenderlo o nel tempo o…

La Conferenza episcopale italiana valuta positivamente l’iniziativa della diocesi di Bolzano e Bressanone, che ha commissionato uno studio indipendente per censire gli abusi sessuali compiuti dai sacerdoti della diocesi dal 1963 al 2023, e si dice impegnata a sua volta a “fare emergere il sommerso”.

L’Alto Adige e il progetto pilota Cei

Quella dell’Alto Adige, condotta da uno studio di avvocati di Monaco di Baviera, “è un’esperienza che guardiamo positivamente e che studieremo”, ha detto monsignor Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, durante una conferenza stampa a conclusione del consiglio episcopale permanente iniziata lunedì a Roma. La stessa diocesi di Bolzano e Bressanone, ha detto l’arcivescovo di Cagliari, partecipa allo studio pilota avviato dalla Cei sui 613 abusi avvenuti in tutta Italia dal 2001 al 2021 e giunti sino ad un processo canonico in Vaticano. Dovrebbe essere pubblicato a fine 2025. “Si chiama pilota perché il nostro desiderio è estenderlo o nel tempo o nella metodologia”, ha detto Baturi, che rispondendo a diverse domande dei giornalisti nel corso di una conferenza stampa ha detto che “certamente” in futuro la Cei potrebbe ampliare gli anni presi in analisi e la tipologia degli abusi. Lo studio in corso viene svolto “da due enti di riconosciuta indipendenza e terzietà”, afferma la Cei in una nota, l'Istituto degli Innocenti di Firenze e il Centro per la vittimologia e la sicurezza-Alma Mater Bologna, e si è già conclusa una fase di sperimentazione con la partecipazione di un campione di diocesi “che ha permesso di testare e perfezionare lo strumento di ricerca”. Monsignor Baturi ha ribadito che l’arco temporale scelto parte da quando, nel 2001, la Santa Sede introdusse una nuova normativa che rese più organico il trattamento canonico dei casi di abuso: “Partiamo dai dati conservati in forma istituzionale nelle diocesi per conoscere meglio il fenomeno, fare analisi statistica, sociologica e criminologica, e una volta avuto questo strumento, e fatti anche i confronti con altre iniziative internazionali, la nostra intenzione è continuare con un approccio ancora più globale ai fini di conoscere la verità, apprestare strumenti di giustizia ma soprattutto approntare strumenti di prevenzione”. L’obiettivo, ha assicurato Baturi, è “fare emergere il sommerso”.

Piazza Armerina, “vicinanza alle vittime”

Il segretario generale della Cei è intervenuto anche sulla vicenda del vescovo di Piazza Armerina Rosario Gisana da poco rinviato a giudizio con l’accusa di avere insabbiato una denuncia di abusi sessuali indirizzata a un sacerdote della sua diocesi. “Il processo dovrebbe iniziare già a maggio, guarderemo”, ha detto monsignor Baturi, “non possiamo non pensare alle vittime e alla necessità che il nostro comportamento sia trasparente”. Quanto a iniziative della Santa Sede quali visite apostoliche o indagini sul vescovo, “con queste iniziative noi collaboreremo in modo pieno”, ha detto il segretario della Cei.

Orvieto, Milano, “e altre dieci iniziative così”

Monsignor Baturi è poi tornato sulle parole di elogio rivolte dal cardinale Matteo Zuppi, in apertura del consiglio episcopale permanente, alla rinnovata presenza dei cattolici in politica, come avvenuto lo scorso fine settimana ad Orvieto e a Milano. “Quando il cardinale Zuppi dice che guardiamo con fiducia ai cattolici in politica significa che queste (di Orvieto e Milano, ndr.) sono esperienze positiva: ce ne fossero dieci ne saremmo ancora più contenti”. La Conferenza episcopale italiana “non ha un progetto politico e partitico”, ha ribadito monsignor Baturi, ma dalla settimana sociale di Trieste in poi guarda con interesse alla “vivacità”, al “fermento”, al “fronte in movimento”, che i vescovi vogliono “accompagnare”, offrendo “luoghi di confronto e dialogo” tra cattolici “di diversi schieramenti”.

Autonomia differenziata

Quanto all’autonomia differenziata, sulla quale a maggio la Cei si era espressa criticamente, dopo la recente sentenza della Corte costituzionale che non ha ammesso il relativo quesito referendario “a noi interessa poter intervenire perché sia rispettata sempre la possibilità di ogni persona nata in ogni parte d’Italia di accedere a condizioni di vita giuste, nella legittima autonomia e nella necessaria solidarietà”, ha detto il Papa.

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