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Almasri, una vittima: “Scosse elettriche, amputazioni, esecuzioni: vi racconto l’inferno di Mitiga”

(ansa)

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Parla David Yambi, 27 anni, rifugiato politico in Italia. “Questo assassino ha fatto cose indicibili. Migliaia di persone stipate, torturate e lasciate a marcire. Impossibile accettare che sia stato rilasciato così”
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Sentire quel nome lo fa rabbrividire ancora oggi. Riapre ferite fisiche e psicologiche che sta tentando di sanare. David Yambio ha 27 anni ed è rifugiato politico in Italia. La sua è una storia fatta di fughe e respingimenti, di speranze e sconfitte; fin da quando a 19 anni scappò dalla guerra in Sud Sudan, suo Paese di origine. Per ben tre volte ha tentato l'approdo in Europa e per tre volte è stato respinto. Ha attraversato l'Africa, vissuto in campi profughi, subito violenze. Noto per il suo lavoro in difesa dei migranti, non riesce a credere che il nostro Paese abbia lasciato andare Almasri.

Il generale è conosciuto in Libia come Osama Njeem.

Questo assassino ha fatto qualcosa a me e a molti altri che non riesco a spiegare.

Lo ha mai incontrato?

Certo, lo conosco personalmente, sono stato torturato da lui e sotto i suoi ordini diretti. Ho fatto cose sotto i suoi ordini che nessun essere umano dovrebbe fare.

Cosa può dirci di lui?

Nel novembre 2019 ero nel Mediterraneo, diretto in …

Sentire quel nome lo fa rabbrividire ancora oggi. Riapre ferite fisiche e psicologiche che sta tentando di sanare. David Yambio ha 27 anni ed è rifugiato politico in Italia. La sua è una storia fatta di fughe e respingimenti, di speranze e sconfitte; fin da quando a 19 anni scappò dalla guerra in Sud Sudan, suo Paese di origine. Per ben tre volte ha tentato l'approdo in Europa e per tre volte è stato respinto. Ha attraversato l'Africa, vissuto in campi profughi, subito violenze. Noto per il suo lavoro in difesa dei migranti, non riesce a credere che il nostro Paese abbia lasciato andare Almasri.

Il generale è conosciuto in Libia come Osama Njeem.

Questo assassino ha fatto qualcosa a me e a molti altri che non riesco a spiegare.

Lo ha mai incontrato?

Certo, lo conosco personalmente, sono stato torturato da lui e sotto i suoi ordini diretti. Ho fatto cose sotto i suoi ordini che nessun essere umano dovrebbe fare.

Cosa può dirci di lui?

Nel novembre 2019 ero nel Mediterraneo, diretto in Europa, quando sono stato catturato dalla guardia costiera libica e poi riportato in Libia e detenuto a Tarik Al-Sikka. Osama e la sua polizia giudiziaria sono venuti nella prigione e hanno selezionato i più forti di noi. Siamo stati portati nel suo cosiddetto tribunale, dove siamo stati processati senza una parola, in assenza di un avvocato e di un reato. (Si interrompe per un attimo). Mi dispiace, sono ancora sopraffatto perché è molto difficile per me accettare che sia stato rilasciato così dall'Italia.

Che cosa è successo?

Dopo il processo, che si è svolto sotto il suo controllo, siamo stati accusati di essere entrati irregolarmente in Libia nonostante fossimo tutti in possesso di un certificato di status di rifugiato rilasciato dall'UNHCR di Tripoli ( come profugo della guerra in Sudan). Ha ordinato che fossimo portati nella sua prigione di riabilitazione di Al Jadida, che era destinata ai terroristi e ai criminali libici, come dicevano loro. Sono stato detenuto lì dal dicembre 2019 al marzo 2020. Ogni giorno ero costretto a costruire le sue case e quelle che chiamavano strutture governative e questo su suo ordine diretto.

Puoi dirci a quale tipo di torture era sottoposto?

Sono stato denudato, legato e picchiato dalla base dei piedi. Sono stato isolato in una cella per settimane senza cibo. Almasri mi ha preso a calci con i suoi stessi piedi, mi ha chiamato schiavo e mi ha picchiato con i tubi. Ha anche sparato a delle persone davanti a me sia a Jadida che a Mitiga.

Ecco, ci parli di Mitiga...

Il 20 marzo 2020 Al Masri mi ha mandato a Mitiga e mi ha costretto a combattere con le sue milizie Rada (prima entità paramilitare sottoposta al ministero dell'Interno che controlla l’aeroporto internazionale di Mitiga, poi convertita in “forza di deterrenza per la lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo”, ndr)

Come ha fatto a uscire da lì?

Sono scappato da Mitiga a fine aprile 2020 e ancora oggi mi danno la caccia.

Può raccontare cosa accade ai migranti nelle carceri?

C’è un sistema mafioso di alto livello che si consuma nell'inganno di un sistema giudiziario del governo di Tripoli. In realtà è gestito da boss mafiosi come Almasri e dal gruppo estremista noto come Rada Aparatus. A Jadida la prigione è ben costruita in cemento e i detenuti sembrano avere abbastanza posti per dormire e mangiare, ma il livello di tortura è indescrivibile. Fanno anche esecuzioni decise insindacabilmente da lui stesso.

Anche a Mitiga?

Mitiga è l'inferno: in container e celle sotterranee migliaia di persone sono stipate e lasciate a marcire. Ognuno di loro viene torturato con bruciature, scosse elettriche, amputazione delle dita delle mani e dei piedi o tenendoli fermi in una unica posizione per giorni. Alcuni vengono immersi nell'acqua o gli vengono spezzati gli arti.

Ha parlato del fatto che eravate costretti a combattere.

Quello che so è che combattevano contro Haftar quando ha lanciato l'attacco alla Libia occidentale. Mandarmi a combattere è stato quello che hanno fatto con tutti i migranti scomparsi dai centri di detenzione.

Stava combattendo con il governo di Tripoli. Cosa ha provato quando Al Masri è stato scarcerato?

Questo atto va oltre il tradimento, è una complicità imperdonabile.

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