Cronaca

Neonata rapita, le foto esclusive della casa addobbata a festa: dalla tavola imbandita alla culla

Neonata rapita, le foto esclusive della casa addobbata a festa: dalla tavola imbandita alla culla

La coppia aveva preparato tutto per l’arrivo del bimbo. Sulla porta di ingresso una coccarda azzurra

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Sofia e la sua mamma sono tornate a casa. Valeria Chiappetta ha lasciato la clinica di Cosenza dove è nata sua figlia, dopo il rapimento sventato di martedì scorso. Una piccola folla ha salutato l’arrivo della bimba. È partito un applauso e qualcuno si è commosso.

È intanto prevista per domani la convalida del fermo della coppia accusata di avere rapito la bambina, nata da appena 36 ore, nella clinica Sacro Cuore. Rosa Vespa, 51 anni e il marito Moses Aqua, 43, di origini senegalesi, sono in due carceri diverse: Vespa si trova a Castrovillari, mentre il marito nel penitenziario di Cosenza. I legali della coppia, gli avvocati Teresa Gallucci e Gianluca Garritano, sono in attesa di leggere gli atti e di incontrare i loro assistiti per cercare di ricostruire la dinamica di quanto accaduto dentro la clinica e nei mesi precedenti al rapimento.

La casa addobbata a festa

Nel fascicolo d’indagine sono finite anche le foto della casa a Castrolibero dove la coppia ha organizzato una festa di benvenuto per Ansel, il figlio maschio che Rosa Vespa aveva detto di aspettare dal maggio scorso. Ma sotto la tutina azzurra non c’era un bambino ma Sofia, rapita poche ore prima. L’arresto è avvenuto con un blitz della polizia proprio durante il party. In casa c’erano, oltre a Vespa e Aqua, altri cinque parenti tra i quali una nipotina. Il tavolo in soggiorno era stato addobbato con vasi in vetro pieni di confetti azzurri con i nastri in tinta. Sulla tovaglia ricamata pasticcini e un peluche di elefante. Poi, le lettere in legno che formano il nome Anselmo. Anche se i genitori avevano già deciso il diminutivo Ansel. Sulle pareti festoni e palloncini e un cartellone con su scritto “Benvenuti”.

Nella camera da letto una culla bianca con il baldacchino. Sul materasso una coperta rossa abbinata alle lenzuola a pois. Rosa Vespa e il marito avevano pensato a tutto, tranne alla possibilità di essere smascherati da lì a qualche minuto.

I dubbi sul ruolo del marito

Gli inquirenti in queste ore stanno cercando di chiarire la posizione di Aqua. C’è qualche perplessità sul suo ruolo nelle fasi preparatorie al rapimento della piccola. Quando la polizia è arrivata nella casa di Castrolibero e ha arrestato la coppia, Moses Aqua si è rivolto verso la moglie e le ha detto: “Mi hai rovinato”. Per gli investigatori questa frase è il sigillo alla sua partecipazione al sequestro, così come le stesse immagini del sistema di videosorveglianza che lo ritraggono dentro la clinica con la culla in mano. Ma c’è chi ha riferito alla polizia che Moses Aqua “è una brava persona ed è stato raggirato”. Un altro testimone avrebbe assistito a una piccola discussione tra moglie e marito proprio mentre la coppia stava portando via Sofia dalla clinica. Aqua sarebbe stato sorpreso dal fatto che la moglie tenesse in braccio una bambina e non un maschietto. Altro dato è la permanenza di una notte al Royal Hotel di Rosa Vespa. Ha dormito da sola in una stanza il 7 gennaio scorso, la sera prima del falso parto. Il marito non era con lei. Perché a quanto pare avrebbe detto che si sarebbe ricoverata nella clinica Sacro Cuore ma che, a causa del Covid, per il marito e i parenti non era possibile andare a trovarla. E quando il falso parto di Ansel è avvenuto, l’8 gennaio, ha aggiunto che a causa di alcune complicazioni il neonato doveva restare in clinica per accertamenti. Una versione dei fatti tutta ancora da chiarire.

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