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Neonata rapita, la mamma: “Le dirò tutto quando compirà 18 anni, la mia Sofia è nata due volte”

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Valeria Chiappetta: “Ora festeggeremo due volte il compleanno di nostra figlia”
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Cosenza — Davanti alla stanza numero 16 della clinica Sacro Cuore c’è un grande fiocco rosa con su scritto il nome Sofia. Al di là della porta Valeria Chiappetta, 28 anni, tiene al seno la sua bambina che dorme serena avvolta in una copertina rosa. Sorride, poi fa qualche smorfia per le coliche. Ma adesso è al sicuro sul petto della mamma. «Non la lascio più», dice Valeria e la stringe a sé. Il viso è stanco, la voce flebile. Il marito Federico la bacia in fronte, la mamma le sta accanto, il figlio Alessandro, 4 anni, gioca sul divano della stanza privata. «Quando ho capito che l’avevano rapita, ho aperto la finestra e ho guardato giù. Non so cosa volessi fare. Mi sono sentita all’improvviso morta», è ancora incredula.

Quando ha iniziato a insospettirsi?

«Dopo 20 minuti che quella donna si era portata mia figlia con tutta la culla. Mi sono agitata, abbiamo chiamato il personale. Ma mia madre non aveva avuto una buona impressione, non le era piaciuta quella infermiera. In stanza era…

Cosenza — Davanti alla stanza numero 16 della clinica Sacro Cuore c’è un grande fiocco rosa con su scritto il nome Sofia. Al di là della porta Valeria Chiappetta, 28 anni, tiene al seno la sua bambina che dorme serena avvolta in una copertina rosa. Sorride, poi fa qualche smorfia per le coliche. Ma adesso è al sicuro sul petto della mamma. «Non la lascio più», dice Valeria e la stringe a sé. Il viso è stanco, la voce flebile. Il marito Federico la bacia in fronte, la mamma le sta accanto, il figlio Alessandro, 4 anni, gioca sul divano della stanza privata. «Quando ho capito che l’avevano rapita, ho aperto la finestra e ho guardato giù. Non so cosa volessi fare. Mi sono sentita all’improvviso morta», è ancora incredula.

Quando ha iniziato a insospettirsi?

«Dopo 20 minuti che quella donna si era portata mia figlia con tutta la culla. Mi sono agitata, abbiamo chiamato il personale. Ma mia madre non aveva avuto una buona impressione, non le era piaciuta quella infermiera. In stanza eravamo con mio marito e mio figlio Alessandro».

Ha creduto anche solo per un momento che non avrebbe più rivisto sua figlia?

«Sì, qui dentro c’era il delirio. Ero fuori di me. Mio figlio che ha soli 4 anni ha capito e ha iniziato a chiedere perché non riportassero la sua sorellina. Mi hanno dovuta sedare, non sentivo nemmeno più il dolore per i punti del cesareo. Il mondo mi è crollato addosso. Il 21 gennaio resterà il giorno in cui nelle stesse 24 ore sono morta e rinata. E anche Sofia è rinata con me per la seconda volta. Il suo compleanno sarà per sempre il 20 gennaio ma una festa ci sarà anche il 21».

Poi la telefonata del poliziotto che le ha detto che Sofia era stata ritrovata.

«Ho ricominciato a respirare. In venti minuti me l’hanno riportata con un’ambulanza. Ho sentito la sirena e ho subito detto “È lei”. Riaverla tra le braccia è stato un sogno. Era nuda nella culla, la sua tutina rosa non c’era più. E non l’ho voluta indietro, voglio cancellare qualsiasi cosa di quelle ore. Le ho dato un bacio e l’hanno portata in ospedale per i controlli».

Racconterà mai a Sofia del suo rapimento?

«Sì glielo racconterò quando avrà 18 anni. Adesso questo ricordo deve essere cancellato per tutti noi. Dobbiamo tornare a gioire. Sul polso sinistro ho tatuato il 16, il giorno della nascita di Alessandro. Appena potrò sull’altro tatuerò il 20. Il giorno 21 è già scolpito nel mio cuore. Accanto a me in quelle ore c’è stata una poliziotta che mi ha abbracciata e poi mi ha regalato il suo cappellino e il foulard della polizia. A lei ho chiesto di promettermi che i rapitori non lasceranno mai il carcere, che non me li vedrò più davanti». Valeria bacia Sofia. Che dorme e sorride.

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