Telecamere di sorveglianza e codice di condotta per gli avventori: ecco le regole per i locali
di Alessandra ZinitiNulla di obbligatorio, a cominciare dalle misure di sicurezza per una movida tranquilla. Ma i locali che accetteranno le linee guida proposte dal Viminale e affiggeranno anche un codice di condotta per i loro avventori saranno, per così dire, “premiati” con quello che il ministero dell’Interno definisce un “vantaggio reputazionale”: nel senso che, in caso di risse o disordini, i loro locali non verranno temporaneamente chiusi nè subiranno sanzioni da parte dei prefetti come avviene adesso.
Pubblicate ieri in Gazzetta ufficiale, le “linee guida per la prevenzione degli atti illegali e di situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica all’interno e nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici” hanno fatto subito discutere sollevando le proteste delle associazioni di categoria, come Confesercenti, che ha chiesto un immediato incontro al ministero ritenendo insopportabile che gli esercenti dovessero farsi carico di altri oneri, come quello per la videosorveglianza o per …
Nulla di obbligatorio, a cominciare dalle misure di sicurezza per una movida tranquilla. Ma i locali che accetteranno le linee guida proposte dal Viminale e affiggeranno anche un codice di condotta per i loro avventori saranno, per così dire, “premiati” con quello che il ministero dell’Interno definisce un “vantaggio reputazionale”: nel senso che, in caso di risse o disordini, i loro locali non verranno temporaneamente chiusi nè subiranno sanzioni da parte dei prefetti come avviene adesso.
Pubblicate ieri in Gazzetta ufficiale, le “linee guida per la prevenzione degli atti illegali e di situazioni di pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica all’interno e nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici” hanno fatto subito discutere sollevando le proteste delle associazioni di categoria, come Confesercenti, che ha chiesto un immediato incontro al ministero ritenendo insopportabile che gli esercenti dovessero farsi carico di altri oneri, come quello per la videosorveglianza o per l’illuminazione dell’area esterna. Ma il Viminale ha subito chiarito che non c’è alcuna imposizione,le linee guida e la richiesta di un codice per l’avventore sono solo proposte che si chiede ai prefetti di definire con patti territoriali.
Le regole per i locali
E dunque, i titolari di bar, ristoranti, discoteche sono invitati a installare, a loro carico, sistemi di videosorveglianza che potranno anche essere affidati ad istituti di vigilanza privata, "assicurando la possibilità di riprendere le vie di accesso e le uscite di sicurezza del locale"; garantire "un'adeguata illuminazione delle aree in cui l'attività economica viene esercitata"; assicurare l'identificazione dei minori (e 'timbrarli' come avviene in molte discoteche); segnalare "ogni circostanza che possa determinare turbative o riflessi negativi per l'ordine e la sicurezza pubblica"; individuare un "referente della sicurezza per il locale" che fungerà da punto di contatto privilegiato con le forze di polizia.
Il codice dell’avventore
Chi aderirà dovrà poi affiggere alle pareti del locale il cosiddetto codice di comportamento dell’avventore. Che non potrà portare armi o droga nel locale (neanche spray al peperoncino); si impegna ad evitare comportamenti molesti ed a non abbandonare bottiglie di vetro in giro. Non potrà introdurre sostanze stupefacenti o bevande alcoliche che non siano state somministrate dallo stesso locale; non dovrà danneggiare i dispositivi antincendi e gli arredi; avrà l'obbligo di non impedire o rendere difficoltosa la fruibilità delle uscite di sicurezza; eviterà comportamenti molesti o che possano disturbare la quiete pubblica.
Il no delle associazioni di categoria e delle opposizioni
La novità non piace al presidente di Fiepet Confesercenti, Giancarlo Banchieri, che chiede un incontro a Matteo Piantedosi per chiarire. "Queste linee guida - spiega - rischiano di costituire ulteriori oneri per gli esercenti. I gestori di bar, ristoranti e discoteche quotidianamente agiscono per evitare e denunciare situazioni di pericolo alle forze dell'ordine. Imporre per decreto ai gestori di pubblici esercizi di installare sistemi di videosorveglianza, illuminare le aree circostanti e definire codici di condotta è però inaccettabile, perché scarica sulle nostre spalle responsabilità che spettano allo Stato". Critico anche Filiberto Zaratti (Avs). Il decreto, attacca, "delinea uno spaventoso scenario liberticida, vogliono lo Stato di Polizia. Si immagina uno scenario di illegalità che non esiste e un codice di condotta assurdo: esiste il Codice penale, non c'è alcun bisogno dei protocolli inventati dal Viminale".