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Disturbi dell’apprendimento: i casi raddoppiati in otto anni

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Sono oltre 100mila in più in pochi anni. Ma, stando al parere degli esperti, non c’è da preoccuparsi se la diagnosi viene fatta precocemente e se l’alunno viene supportato adeguatamente durante il percorso scolastico
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Boom di alunni con Dsa: i disturbi specifici dell’apprendimento che spesso tolgono il sonno ai genitori. Sono oltre 100mila in più in pochi anni. Ma, stando al parere degli esperti, non c’è da preoccuparsi se la diagnosi viene fatta precocemente e se l’alunno viene supportato adeguatamente durante il percorso scolastico.

Dsa: dislessici, disgrafici, affetti da disortografia e discalculia

Qualche giorno fa, il ministero dell’Istruzione e del merito ha pubblicato il Focus sugli alunni italiani con Disturbo specifico dell’apprendimento (DSA): dislessici, disgrafici e affetti da disortografia e discalculia. E la situazione si presenta a macchia di leopardo: in alcune regioni il fenomeno sembra irrilevante, in altre è evidente.

Il censimento del ministero

Nell’anno scolastico 2022/2023, gli alunni con DSA censiti dal ministero ammontavano a oltre 361mila unità. Nel 2016/2017, sei anni prima, il loro numero si fermava a poco più di 254mila e 600. In un breve lasso di tempo, gli alunni affet…

Boom di alunni con Dsa: i disturbi specifici dell’apprendimento che spesso tolgono il sonno ai genitori. Sono oltre 100mila in più in pochi anni. Ma, stando al parere degli esperti, non c’è da preoccuparsi se la diagnosi viene fatta precocemente e se l’alunno viene supportato adeguatamente durante il percorso scolastico.

Dsa: dislessici, disgrafici, affetti da disortografia e discalculia

Qualche giorno fa, il ministero dell’Istruzione e del merito ha pubblicato il Focus sugli alunni italiani con Disturbo specifico dell’apprendimento (DSA): dislessici, disgrafici e affetti da disortografia e discalculia. E la situazione si presenta a macchia di leopardo: in alcune regioni il fenomeno sembra irrilevante, in altre è evidente.

Il censimento del ministero

Nell’anno scolastico 2022/2023, gli alunni con DSA censiti dal ministero ammontavano a oltre 361mila unità. Nel 2016/2017, sei anni prima, il loro numero si fermava a poco più di 254mila e 600. In un breve lasso di tempo, gli alunni affetti da disturbi che investono la sfera linguistica e di calcolo sono cresciuti di 106mila unità, del 42% rispetto. E il fenomeno assume una connotazione ancora più significativa se si passa al dato percentuale: nel 2016/2017 nelle classi di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria gli alunni con Dsa erano poco più di 3 ogni cento. Nel 2022/2023 la loro presenza è raddoppiata, raggiungendo il 6%. L’incremento si fa più evidente man mano che si procede verso gli ordini di scuola superiori. Tra infanzia e primaria, nel periodo preso in considerazione, si registra un modesto più 2,3% che sale al 21,3% alla scuola media e addirittura al 79,4% al superiore. Se quindi il disturbo viene sottovalutato o non diagnosticato all’inizio del percorso scolastico diventa più evidente con l’aumentare delle difficoltà nel seguire il ritmo degli altri compagni. Cioè negli anni della scuola secondaria: media e superiore.

Le differenze regionali

Il disturbo più diffuso è la dislessia, con oltre 204mila alunni all’attivo, seguito da disortografia, con oltre 130mila alunni che ne soffrono, e discalculia, con 122mila alunni che l’accusano. I disgrafici ammontano a 110mila alunni e in parecchi casi bambini e studenti accusano più disturbi contemporaneamente. Ma c’è un altro dato che salta all’occhio: in Liguria gli alunni con Dsa rappresentano l’8,3%, in Calabria l’1,6%.

Il parere degli esperti

Giacomo Stella è il direttore di Sos Dislessia ed è uno dei maggiori esperti a livello nazionale sul tema. “Il fenomeno in effetti ha avuto una espansione notevolissima da quando nel 2010 è stata varata la legge 170. Sicuramente sono aumentate le capacità di indagine e conoscenza dei fenomeni, oggi l’ambito dei disturbi del neurosviluppo si è molto allargato. Un altro fattore riguarda una specie di reazione della scuola alla legge 170, per cui adesso ogni particolarità non viene più tollerata dalla scuola: abbiamo richieste da parte della scuola di certificare alunni della primaria per autorizzarli a scrivere in stampato maiuscolo. Il compito del docente – aggiunge – è di insegnare la mappatura ortografica, a scrivere correttamente. Non è importante come. Tanto più che sta cambiando tutto adesso con l’informatica. Chi è che oggi scrive a mano?”, si chiede il professore.

La disomogeneità di comportamenti

E riguardo alla situazione delle diverse regioni, Stella non ha dubbi: “La scuola e i servizi sanitari sono fortemente disomogenei nel nostro Paese. C’è una disomogeneità di comportamenti e di strumenti in Italia. Come mai – si chiede il docente – molti ragazzini che non hanno un quadro di disabilità intellettiva ma solo difficoltà scolastiche in Calabria hanno la 104, quindi l’insegnante di sostegno?”. Ci può essere una corsa delle famiglie per agevolare il percorso scolastico dei figli? “La risposta facile è sì”, dice Eleonora Tosi, psicologa, referente dei progetti di Laboratorio dell’università di Pavia. “A me capita spesso perché la diagnosi è la risposta facile per spiegarsi le difficoltà dell’alunno. È confortante, insomma. Sarebbe fondamentale attendere i giusti tempi con i più piccoli per verificare che si tratti effettivamente di Dsa. Il percorso per giungere a una certificazione di Dsa è abbastanza articolato. Occorre stare attenti, avverte Tosi, “a non formulare diagnosi precocemente perché le Linee guida sui Dsa prevedono una serie di passaggi: si prende in carico il paziente, si fa una valutazione, si fa un percorso di potenziamento e di abilitazione e se le difficoltà permangono nonostante il percorso di potenziamento si fa una diagnosi di Dsa”.

Il messaggio per i genitori

Questo per escludere che le fragilità riscontrate in prima valutazione possano essere riferite a difficoltà scolastiche, a svantaggio socio-economico o ad altri fattori: emotivi, per esempio che comunque influenzano l’apprendimento scolastico e le performance scolastiche”. E lancia un messaggio confortante a tanti genitori. Uno studente affetto da discalculia può frequentare il liceo scientifico? “Assolutamente sì. Va fatta una scelta con consapevolezza. Mancando di automatismo, sarà un percorso impegnativo, più faticoso. Ma una diagnosi non chiude nessuna porta. Tutto dipende da come viene gestita la comunicazione della diagnosi, la posizione dei genitori, come viene preso in carico dalla rete dei professionisti del settore, dalla scuola e dalla famiglia”.

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