La neonata rapita a Cosenza, in un video i momenti della festa per Rosa Vespa
di Romina Marceca“Noi non c’entriamo nulla, vi giuro non sapevamo niente noi”. La donna che apre la porta alla polizia la sera del 21 gennaio è la mamma di Rosa Vespa. L’anziana piange, si batte il petto all’ingresso della sua abitazione di Castrolibero. Il poliziotto chiede: “Dov’è la bambina?”. E ripete ansimando: “Dov’è?”.
I frame di quella serata
Sono gli attimi drammatici ripresi in un video di cui Repubblica è entrata in possesso. Sono i frame di una serata in cui si è temuto che Sofia non sarebbe più tornata dalla sua mamma che, intanto, si dispera in ospedale. Le immagini mostrano il rapimento della piccola Sofia, 36 ore appena di vita in quella sera di una settimana fa. Dalle braccia della sua mamma è passata in quelle della falsa infermiera Rosa Vespa.
I falsi referti
Era stata portata via dalla clinica Sacro Cuore di Cosenza appena tre ore prima. In casa di Rosa Vespa, 51enne adesso in carcere per sequestro aggravato di minore, sono le 21,30 e i festeggiamenti per il nuovo arrivato, Ansel, …
“Noi non c’entriamo nulla, vi giuro non sapevamo niente noi”. La donna che apre la porta alla polizia la sera del 21 gennaio è la mamma di Rosa Vespa. L’anziana piange, si batte il petto all’ingresso della sua abitazione di Castrolibero. Il poliziotto chiede: “Dov’è la bambina?”. E ripete ansimando: “Dov’è?”.
I frame di quella serata
Sono gli attimi drammatici ripresi in un video di cui Repubblica è entrata in possesso. Sono i frame di una serata in cui si è temuto che Sofia non sarebbe più tornata dalla sua mamma che, intanto, si dispera in ospedale. Le immagini mostrano il rapimento della piccola Sofia, 36 ore appena di vita in quella sera di una settimana fa. Dalle braccia della sua mamma è passata in quelle della falsa infermiera Rosa Vespa.
I falsi referti
Era stata portata via dalla clinica Sacro Cuore di Cosenza appena tre ore prima. In casa di Rosa Vespa, 51enne adesso in carcere per sequestro aggravato di minore, sono le 21,30 e i festeggiamenti per il nuovo arrivato, Ansel, sono ancora in corso. Il figlio immaginario, voluto così tanto da Rosa Vespa da architettare una falsa gravidanza per nove mesi. Settimane in cui ha fatto credere a tutti che aspettava un maschietto con ecografie scaricate da internet, falsi referti e anche false le dimissioni dalla clinica.
Gli addobbi per il nuovo nato
La casa di Castrolibero dove fa irruzione la polizia è addobbata tutta con fiocchi e palloncini celesti. Alle spalle dell’anziana che ha il fiato corto e continua a ripetere: “Non sapevamo niente, vi giuro”, c’è l’altra figlia. In braccio ha sua figlia, indica il soggiorno addobbato a festa. “E’ qui la bambina, sta bene”, indica il soggiorno la sorella di Rosa e anche lei inizia a piangere. E’ lì la piccola Sofia, vestita con una tutina azzurra ancora tra le braccia di Moses Chiediebere, che adesso ha gli occhi sgranati e lucidi davanti ai poliziotti in borghese. Gli rimane il ciuccio in mano, lo posa sulla tavola imbandita. Accanto a lui Rosa Vespa dice subito con estrema calma, quando un poliziotto allontana Moses dalla bambina e gli chiede di sedersi: “Mio marito non c’entra nulla, credetemi”. E lui scatta, allontanando la moglie che tenta di abbracciarlo: “Lasciami stare, lasciami stare. Per favore”. Il video viene interrotto. Da lì a qualche minuto tutti e due verranno arrestati. Ma per Moses ci sarà la scarcerazione quattro giorni dopo.
La bottiglia di spumante
In altri video si vede la coppia con in braccio Sofia che sorride e poi stappa la bottiglia di spumante. Attimi di una felicità irreale che è durata solo tre ore. E’ un’altra l’espressione di Moses quattro giorni dopo nell’ultimo video che mostra Repubblica. Moses esce dal carcere di Cosenza, libero ma solo. La giudice per le indagini preliminari ha deciso che lui non c’entra nulla col rapimento, che è stato un complice inconsapevole. In testa ha un cappello di lana nero, cammina guardando davanti a sé. Lo aspetta la famiglia di Rosa che ha sempre professato la sua innocenza.