Shëngjin – L'Italia ci riprova. Per la terza volta la marina militare porta i migranti intercettati al largo di Lampedusa in Albania. Il pattugliatore della Marina Militare italiana Cassiopea ha attraccato alle 7.30 al porto di Shengjin. A bordo c'erano i 49 immigrati provenienti per lo più da Bangladesh ed Egitto ma questa volta anche da Gambia e Costa d'Avorio, considerati, al pari degli altri, provenienti da Paesi sicuri.
In serata già in cinque (due gambiani, due bengalesi ed un ivoriano) sono stati trasferiti a Brindisi dopo lo screening svolto nell'hotspot: 4 minorenni ed un adulto vulnerabile. Gli altri 44 - risultati maggiorenni ed in buone condizioni di salute, 36 bengalesi e 8 egiziani - sono stati portati nel centro di Gjader dove da domani faranno le udienze in videoconferenza col tribunale di Roma.
L’accordo con Edi Rama
Il personale di Medihospes, incaricato dei servizi di accoglienza, ha consegnato loro le tute con le quali saranno vestiti, poi saranno sottoposti allo s…
Shëngjin – L'Italia ci riprova. Per la terza volta la marina militare porta i migranti intercettati al largo di Lampedusa in Albania. Il pattugliatore della Marina Militare italiana Cassiopea ha attraccato alle 7.30 al porto di Shengjin. A bordo c'erano i 49 immigrati provenienti per lo più da Bangladesh ed Egitto ma questa volta anche da Gambia e Costa d'Avorio, considerati, al pari degli altri, provenienti da Paesi sicuri.
In serata già in cinque (due gambiani, due bengalesi ed un ivoriano) sono stati trasferiti a Brindisi dopo lo screening svolto nell'hotspot: 4 minorenni ed un adulto vulnerabile. Gli altri 44 - risultati maggiorenni ed in buone condizioni di salute, 36 bengalesi e 8 egiziani - sono stati portati nel centro di Gjader dove da domani faranno le udienze in videoconferenza col tribunale di Roma.
L’accordo con Edi Rama
Il personale di Medihospes, incaricato dei servizi di accoglienza, ha consegnato loro le tute con le quali saranno vestiti, poi saranno sottoposti allo screening completo nell'hotspot allestito all'interno del porto. Tutto questo in attuazione dell'accordo sottoscritto un anno fa dai premier Giorgia Meloni e Edi Rama.
Procedure accelerate di frontiera
La nave è arrivata nella notte ed è rimasta in rada per poi sbarcare nella mattinata. Nell'hotspot c'è un viavai di poliziotti e carabinieri italiani: sono loro a occuparsi delle procedure accelerate di frontiera a cui i migranti devono essere sottoposti nel corso della giornata. Dovranno essere rifocillati, visitati e identificati. E potranno presentare la richiesta d'asilo. Entro quarant'otto ore i giudici della Corte d'appello di Roma - e non più la sezione immigrazione del tribunale di Roma, come ha voluto il governo italiano - dovranno decidere se convalidare o meno il trattenimento nel centro di Gjader, a venti chilometri da qui.
I migranti “eleggibili”
I 49 migranti sono stati selezionati come "eleggibili", dal Viminale in quanto hanno i requisiti previsti della norme: sono maschi, non vulnerabili, provenienti da uno dei Paesi sicuri indicati nella lista specificata dal decreto approvato dal governo a novembre. Sono stati intercettati in mare dalle motovedette di Guardia costiera e Guardia di finanza sulle loro imbarcazioni e a bordo delle navi italiane è stata fatta la selezione, mentre altri 53 migranti fermati hanno presentato spontaneamente il proprio passaporto per evitare il trasferimento.
Il centro di Gjader
I migranti arrivati in Albania, invece, saranno trasferiti nel centro di Gjader dove resteranno in attesa del verdetto dei magistrati sul trattenimento disposto dalla questura di Roma. Resta da capire se anche questa volta saranno liberati e trasferiti nuovamente in Italia, dove gli stranieri sono ora ospiti dei centri di accoglienza di Bari e Brindisi. A distanza di due mesi dall'ultimo trasferimento, i centri di Shengjin e di Gjader non sono più vuoti: per tutto questo tempo erano rimasti solo dodici agenti di polizia penitenziaria e un contingente minimo di carabinieri e poliziotti. Ora, invece, gli organici sono stati rafforzati e sono oltre duecento gli uomini in servizio. All'hotel Rafaelo, il quartier generale delle forze dell'ordine italiane, ieri si contavano nove camionette di polizia, carabinieri e guardia di finanza.
“Torneranno in Italia”
Sono tornati anche i medici e gli infermieri albanesi che dovranno visitare i 49 migranti. A loro è stato detto, però, che resteranno in servizio per quattro o al massimo cinque giorni, dopodiché si prevede che anche questa volta i migranti torneranno in Italia. Intanto sono in arrivo le delegazioni parlamentari italiane per verificare le condizioni nei centri. Oggi arriverà la deputata del Pd Rachele Scarpa. Manifestazioni di protesta sono previste da parte delle rete delle associazioni "network against migration", in contatto con esponenti dell'opposizione albanese.