✕

Cinque anni fa allo Spallanzani i primi due positivi. E l’Italia fu travolta dal Covid

La coppia cinese curata allo Spallanzani 

Ascolta l'audio

La storia della coppia di turisti cinesi di Wuhan portatori del coronavirus
2 minuti di lettura

Due persone, marito e moglie cinesi, che per una settimana hanno girato l’Italia con una comitiva di connazionali finché non si sono sentite male e hanno chiesto aiuto. Tutto è iniziato così, con una telefonata partita dallo Spallanzani di Roma e diretta al ministero alla Salute: “I pazienti sono tutti e due positivi al coronavirus”. Oggi cinque anni fa, l’allora premier Giuseppe Conte si è presentato di sera in conferenza stampa, come successivamente avrebbe fatto tante altre volte, per annunciare che il Covid era arrivato anche qui, portato dalla coppia di turisti di 66 e 67 anni. “Ce lo aspettavamo – gli ha fatto eco il ministro alla Salute Roberto Speranza – Visto che in Europa ci sono almeno altri 10 casi. La situazione è seria ma non bisogna fare allarmismi”. Il ministro aveva già preso le prime misure di protezione, in particolare di controllo sui voli e in generale sui rientri dalla Cina. Nel Paese orientale, anche se le notizie non erano molto chiare, la nuova malattia stava …

Due persone, marito e moglie cinesi, che per una settimana hanno girato l’Italia con una comitiva di connazionali finché non si sono sentite male e hanno chiesto aiuto. Tutto è iniziato così, con una telefonata partita dallo Spallanzani di Roma e diretta al ministero alla Salute: “I pazienti sono tutti e due positivi al coronavirus”. Oggi cinque anni fa, l’allora premier Giuseppe Conte si è presentato di sera in conferenza stampa, come successivamente avrebbe fatto tante altre volte, per annunciare che il Covid era arrivato anche qui, portato dalla coppia di turisti di 66 e 67 anni. “Ce lo aspettavamo – gli ha fatto eco il ministro alla Salute Roberto Speranza – Visto che in Europa ci sono almeno altri 10 casi. La situazione è seria ma non bisogna fare allarmismi”. Il ministro aveva già preso le prime misure di protezione, in particolare di controllo sui voli e in generale sui rientri dalla Cina. Nel Paese orientale, anche se le notizie non erano molto chiare, la nuova malattia stava galoppando e solo dopo si sarebbe scoperto che in realtà aveva già iniziato a circolare, senza essere intercettata perché scambiata per una polmonite un po’ strana, anche in Italia.

Date storiche

Ma la data del 30 gennaio 2020 resta quella simbolica, in cui è iniziato tutto. Così come altri due giorni rimarranno nella storia: il 20 febbraio, quando a Codogno è stato certificato il primo caso italiano, quello di Mattia Maestri, e il 22, quando a Vo’ Euganeo si è pianto il primo morto, Adriano Trevisan. Da lì in poi l’Italia è stata risucchiata dalla pandemia. Una storia di paura, dolore, mascherine, tamponi, distanziamento, bollettini, città e regioni chiuse, farmaci, ospedali pieni e poi, più avanti, anche di vaccinazioni.

Covid, 18 marzo 2020; le bare portate via da Bergamo dai camion dell'esercito. L'evento simbolo della pandemia

L’ingresso del virus

Il virus è arrivato il 23 gennaio a Malpensa. Marito e moglie, originari proprio di Wuhan e atterrati con un volo Air China da Pechino erano già portatori della malattia. Quando si è scoperta la positività è iniziata l’indagine epidemiologica per rintracciare e isolare tutti i contatti, prevalentemente dipendenti di hotel e autisti di mezzi privati. Un lavoro certosino per i servizi di prevenzione delle varie Asl. La coppia, si è ricostruito, è stata prima a Verona, poi a Parma. Il 26, i primi sintomi e la decisione di recarsi a Firenze in taxi, separandosi dai 19 connazionali che viaggiavano con loro. Il 28 sono arrivati a Roma, nella stanza che avevano prenotato all’hotel Palatino in via Cavour. Da qui il giorno dopo è partita una chiamata al 118. I due turisti stavano male, avevano febbre e tosse. E’ stato allertato subito lo Spallanzani. I sanitari dell’ospedale sono andati a prendere la coppi e hanno fatto i test di controllo per il coronavirus. Il giorno dopo sono arrivati i risultati. Il Palatino, 4 stelle, 200 camere e tre sale da pranzo, è diventato il centro di quella che si rivelerà un’enorme esercitazione, tra stanze sigillate, mascherine e guanti per il personale, tamponi. Non saranno trovati casi collegati ai due ospiti e inizialmente si tirerà un respiro di sollievo, ma ben presto ci si renderà conto che inseguire il Covid è difficilissimo e non sempre efficace.

Il bollettino drammatico

Anche gli altri membri della comitiva, che in quel momento si trovavano a Cassino a bordo di un pullman che verrà sigillato e scortato fino a Roma, sono stati ricoverati per precauzione nell’ospedale romano. Sono passati pochi giorni e il coronavirus ha fatto capire di cosa era capace. Il 4 febbraio dallo Spallanzani è arrivato un bollettino drammatico: “I due cittadini cinesi provenienti dalla città di Wuhan, positivi al test del coronavirus, nelle ultime ore hanno avuto un aggravamento delle condizioni cliniche a causa di una insufficienza respiratoria. È stato necessario un supporto respiratorio in terapia intensiva. I pazienti sono sottoposti a tutte le cure del caso, compresi farmaci antivirali sperimentali”.

Un copione che, sia riguardo al rapido peggioramento delle condizioni di salute che alla ricerca di una terapia efficace, purtroppo sarebbe stato visto migliaia di altre volte in seguito. Le persone uccise dal Covid, dicono i dati ufficiali, sono state quasi 200 mila, i casi 27 milioni (in tanti sono stati infettati più volte). La storia della coppia cinese è andata bene, anche se per le lunghe. Dopo 49 giorni di ricovero allo Spallanzani e un mese di riabilitazione al San Filippo Neri sono stati dimessi. “Grazie Italia”, hanno detto il 29 marzo. Per loro c’è stato il lieto fine.

Leggi i commenti