Migranti, Braga: “In Albania una deportazione con fondi pubblici. Il danno erariale è evidente”
di Gabriella CeramiChiara Braga, capogruppo Pd alla Camera
(fotogramma)Chiara Braga è nel centro di Gjader in Albania quando arriva la notizia che i giudici della Corte d’appello di Roma hanno deciso di non convalidare i trattenimenti dei 43 migranti presenti nella struttura: «È la dimostrazione — dice la capogruppo Pd alla Camera — che questo governo ha fallito».
Presidente Braga, in che condizioni avete trovato il centro di Gjader?
«È una struttura faraonica, ha l’aspetto di un centro di detenzione controllato dalla polizia in maniera sproporzionata rispetto al numero dei migranti. Davanti agli occhi della nostra delegazione si è palesato questo evidente spreco di risorse pubbliche. Pertanto, a nostro giudizio, si configura il rischio di un danno erariale».
Cosa vi hanno detto i migranti?
«Erano disorientati dal fatto che si trovavano in Albania e non avevano ben chiaro il percorso che avevano davanti. Nessuno di loro aveva parlato in questi giorni, di persona o da remoto, con un avvocato».
Per la terza volta i giudici hanno deciso di non convalid…
Chiara Braga è nel centro di Gjader in Albania quando arriva la notizia che i giudici della Corte d’appello di Roma hanno deciso di non convalidare i trattenimenti dei 43 migranti presenti nella struttura: «È la dimostrazione — dice la capogruppo Pd alla Camera — che questo governo ha fallito».
Presidente Braga, in che condizioni avete trovato il centro di Gjader?
«È una struttura faraonica, ha l’aspetto di un centro di detenzione controllato dalla polizia in maniera sproporzionata rispetto al numero dei migranti. Davanti agli occhi della nostra delegazione si è palesato questo evidente spreco di risorse pubbliche. Pertanto, a nostro giudizio, si configura il rischio di un danno erariale».
Cosa vi hanno detto i migranti?
«Erano disorientati dal fatto che si trovavano in Albania e non avevano ben chiaro il percorso che avevano davanti. Nessuno di loro aveva parlato in questi giorni, di persona o da remoto, con un avvocato».
Per la terza volta i giudici hanno deciso di non convalidare i fermi e di inviare gli atti alla Corte di giustizia europea. La maggioranza parla di resistenza da parte dei magistrati. Lei come giudica la sentenza?
«È il fallimento totale del modo in cui il governo sta gestendo il fenomeno dell’immigrazione, uno spreco di risorse pubbliche che si scontra con il diritto».
Il governo sperava che spostando le competenze dalle sezioni specializzate in immigrazione alle Corti d’appello ci sarebbe stato un esito diverso?
«Si è puntualmente verificato ciò che abbiamo sempre detto. Continua ad esserci un’incompatibilità con le norme europee, per questo si rimanda tutto alla Corte di giustizia. Non si capisce l’incaponimento di Giorgia Meloni nel continuare su questa strada, sottoponendo i migranti a un ulteriore stress dopo che hanno superato un viaggio e dopo tutto ciò che hanno subito nei Paesi d’origine».
È il fallimento del modello Albania?
«Sarebbe il caso di rendersi conto che non esiste un modello Albania. È una follia, stanno esponendo questo governo a figure imbarazzanti per il modo in cui stanno gestendo questo fenomeno, mossi solo da un intento di propaganda».
Sta dicendo che è un modo per non parlare dei problemi del Paese?
«Vogliono continuare a far parlare di immigrazione per distogliere l’attenzione dai temi economici e sociali. Ma forse è un problema che non vogliono nemmeno risolvere perché, mentre parlano per giorni del complotto dei giudici, le persone non riescono a curarsi, le bollette aumentano e la produzione industriale è ferma».
Quale proposta arriva dai banchi dell’opposizione?
«Bisogna battersi a livello europeo perché si superino gli egoismi nazionali e si approvi una vera politica a partire da un piano di soccorso in mare e da una gestione a livello europeo dei flussi migratori. Di certo il governo dovrebbe prendere atto che l’idea di esternalizzare il controllo dei flussi migratori non sta in piedi».
Meloni accusa il Pd di stare dalla parte dell’immigrazione illegale.
«Pensare che queste persone vengano spostate come pacchi solo per la propaganda della premier fa ancora più rabbia. Dovrebbero vergognarsi».
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