Lanzarote, l’arrestato: “L’ho colpito a mani nude, ero pieno di cocaina”. Grave Salvatore Sinagra
dal nostro inviato Corrado ZuninoLAS PALMAS (Isole Canarie) – Il venticinquenne di Lanzarote, fermato dalla Guardia Civil sabato sera nella sua abitazione, ha confessato: “Sono stato io, l'ho colpito a mani nude e sono fuggito”. Ha detto anche perché: “Ero pieno di cocaina, e pure di altre droghe. Non riuscivo a controllarmi”. Dopo l’interrogatorio del Tribunale di Arrecife di prima istanza, l’arresto è stato convalidato confermando l’accusa inizialmente avanzata: lesioni aggravate. Il giovane di Lanzarote, precedenti per violenza domestica e resistenza a pubblico ufficiale, è stato tradotto nel carcere dell’isola.
Le telecamere all’esterno e all’interno del locale “Sin Nombre”, quelle sparse lungo il centro commerciale Matagorda di Lanzarote, una delle sette isole dell’arcipelago delle Canarie, al largo dell’Africa nord-occidentale ma di potestà spagnola, l’avevano reso riconoscibile. Al momento dell’aggressione a Salvatore Sinagra, in un inutile tentativo di occultamento, il venticinquenne, molto alto e molto robu…
LAS PALMAS (Isole Canarie) – Il venticinquenne di Lanzarote, fermato dalla Guardia Civil sabato sera nella sua abitazione, ha confessato: “Sono stato io, l'ho colpito a mani nude e sono fuggito”. Ha detto anche perché: “Ero pieno di cocaina, e pure di altre droghe. Non riuscivo a controllarmi”. Dopo l’interrogatorio del Tribunale di Arrecife di prima istanza, l’arresto è stato convalidato confermando l’accusa inizialmente avanzata: lesioni aggravate. Il giovane di Lanzarote, precedenti per violenza domestica e resistenza a pubblico ufficiale, è stato tradotto nel carcere dell’isola.
Le telecamere all’esterno e all’interno del locale “Sin Nombre”, quelle sparse lungo il centro commerciale Matagorda di Lanzarote, una delle sette isole dell’arcipelago delle Canarie, al largo dell’Africa nord-occidentale ma di potestà spagnola, l’avevano reso riconoscibile. Al momento dell’aggressione a Salvatore Sinagra, in un inutile tentativo di occultamento, il venticinquenne, molto alto e molto robusto, si era alzato il cappuccio. In particolare, decisiva è stata la ripresa in un parcheggio nelle vicinanze.
"Rischia danni permanenti”
Salvatore Sinagra, il giovane imprenditore trentenne tornato alle Canarie per una vacanza dopo averci trascorso cinque anni, è sempre grave all’ospedale universitario Doctor Negrin. Grave ma stabile, dicono i medici della terapia intensiva. Il cranio è fratturato, l’ematoma è stato ridotto e, per fortuna, un’infezione polmonare è stata guarita rapidamente. “È pieno di antibiotici e sedativi”, dice il padre Andrea, da una settimana a Las Palmas, isola centrale dove è presente il centro clinico più attrezzato e dove il consolato italiano delle Canarie ha trovato un’abitazione per la famiglia Sinagra. Con il padre, ci sono il figlio maggiore, Vito, e la cugina Tiziana Borro. Li assiste l’avvocata Donatella Buscaino.
Tre giorni fa Salvatore è stato risvegliato dal coma indotto, ma era troppo agitato e i medici hanno dovuto nuovamente sedarlo. “Mi hanno detto che rischia danni permanenti”, è ancora il padre a spiegare.
La ricostruzione dei fatti
La ricostruzione di ciò che è accaduto alle 21,54 di sabato 25 gennaio inizia gradualmente a chiarirsi. Salvatore Sinagra conosce bene l’arcipelago, in particolare l’area di Playa Honda, dove ha condotto “Vizio Cafè”, locale per turisti che gli ha garantito un successo imprenditoriale. La scorsa estate era rientrato nell’Isola di Favignana, al largo di Trapani, dove il padre usa la sua barca per fare pesca d’altura con gli amanti del genere e la madre porta avanti un bed and breakfast. Salvatore si era unito all’impresa di famiglia, dopo l’avventura spagnola, aprendo un residence.
A gennaio il trentenne decide di tornare alle Canarie per organizzare il trasloco e salutare gli amici, in particolare uno a lui molto vicino, Michele, originario di Palermo. Sarebbe stato suo ospite, in questi giorni. La sera di sabato 25, insieme, hanno raggiunto Puerto del Carmen, una zona piena di locali ma considerata, in particolare in questa stagione, tranquilla. Sono entrati al “Sin nombre”, clientela inglese, birra di qualità, karaoke ad alto volume. Hanno consumato e iniziato a giocare a calcio balilla, con un’altra coppia. Quando si approssimano le dieci, verso Salvatore si fa avanti un ragazzo più giovane, “un energumeno molto aggressivo”, secondo il racconto dei presenti. Il giovane imprenditore italiano, che il padre definisce “un buono”, lo ferma, gli dice che non lo conosce, frena lo scontro.
Pochi minuti e Salvatore Sinagra esce dal locale per fumare una sigaretta e quel giovane spagnolo torna a inveire contro di lui, ora circondato da diversi amici dell’aggressore. Salvatore prova a calmarlo ancora, gli offre da bere, ma lo spagnolo lo colpisce: un violento pugno in faccia. Salvatore crolla a terra e sbatte la testa su uno spigolo. In un video, reso pubblico dai giornali locali, si sente uno dei presenti dire in italiano: “Questo è morto”. E un’altra voce, ancora in italiano: “Porta via il tuo amico”.
La convalida dell’arresto
Salvatore Sinagra è stato portato subito all’ospedale dell’Isola di Lanzarote, quel sabato sera, quindi spostato in elicottero al Doctor Negrin di Las Palmas. La Guardia civil, visionate tutte le immagini nell’arco di una settimana, ha raggiunto la casa del venticinquenne pregiudicato di Lanzarote. Lo ha fermato e ha perquisito la sua casa, dove aveva già scontato arresti domiciliari, alla ricerca di tirapugni e spranghe. Non li hanno trovati: è possibile che la frattura al cranio sia stata prodotta dalla caduta.
Ci sono diverse testimonianze, oltre ai video. Tra queste, il racconto dell’amico palermitano di Salvatore, Michele: “Ho visto scappare il picchiatore su un’auto, insieme al gruppo con cui era venuto al locale”. La Guardia civil ha identificato tutti i presenti e potrebbe contestare ad altri giovani di Lanzarote sia la partecipazione all’aggressione che l’ostacolo alle indagini.
“Vorrei che quel violento restasse in galera”, dice il padre Andrea. I clinici della rianimazione sono impegnati a mantenere stabili i parametri vitali di un paziente a rischio.