Grembiule sì o grembiule no? Il referendum proposto da una preside palermitana ai propri alunni riporta alla ribalta la questione. Oggi, ogni scuola decide in maniera autonoma: c’è chi continua a farlo indossare ai propri alunni e chi invece li lascia liberi di vestirsi come vogliono. In Italia non esiste una normativa sulle divise scolastiche, tanto meno sull’uso del grembiule che fa tornare indietro la mente ai decenni passati. Sicuramente, durante il ventennio fascista la divisa scolastica era imprescindibile per mostrare a tutti il livello di adesione al regime: ogni età ne aveva una diversa. I piccoli maschi (fascisti) dai 4 agli 8 anni erano Figli della lupa, dagli 8 agli 11 erano Balilla e poi Avanguardisti. Le bambine dai 6 agli 8 anni erano Figlie della lupa, per diventare Piccole italiane tra gli 8 e i 14 anni e successivamente Giovani italiane.
Grembiule sì o grembiule no? Il referendum proposto da una preside palermitana ai propri alunni riporta alla ribalta la questione. Oggi, ogni scuola decide in maniera autonoma: c’è chi continua a farlo indossare ai propri alunni e chi invece li lascia liberi di vestirsi come vogliono. In Italia non esiste una normativa sulle divise scolastiche, tanto meno sull’uso del grembiule che fa tornare indietro la mente ai decenni passati. Sicuramente, durante il ventennio fascista la divisa scolastica era imprescindibile per mostrare a tutti il livello di adesione al regime: ogni età ne aveva una diversa. I piccoli maschi (fascisti) dai 4 agli 8 anni erano Figli della lupa, dagli 8 agli 11 erano Balilla e poi Avanguardisti. Le bambine dai 6 agli 8 anni erano Figlie della lupa, per diventare Piccole italiane tra gli 8 e i 14 anni e successivamente Giovani italiane.
Negli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, il grembiule faceva ancora parte del corredo scolastico: come i libri, la cartella e i quaderni. E nessuno lo metteva in discussione. Era nero per i maschi e rigorosamente bianco per le femmine. Quello che variava, ma neppure troppo, era il colore del fiocco che completava la divisa scolastica: quasi sempre azzurro per i bambini e rigorosamente rosa per le bambine. E nessuno si occupava di stereotipi di genere. In quegli anni, ad indossare un grembiule nero erano anche le maestre. La contestazione studentesca dei primi anni ’70 mise in discussione tutto: comprese le divise scolastiche e i grembiuli. E col passare degli anni il capo d’abbigliamento ha cambiato dapprima colore, celeste per i maschi e rosa per le femmine, e poi col tempo è andato in disuso. Anche se alcune scuole e alcune maestre hanno continuato a utilizzarlo.
Nel 2008 l’allora ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini propose l’obbligo del grembiule suscitando una forte discussione nell’opinione pubblica. E qualche anno fa, nel 2019, la questione torna di attualità quando il ministro degli Interni, Matteo Salvini, dichiara che “almeno nelle scuole elementari rimettere il grembiule farebbe bene ai bambini ed eviterebbe simboli di diversità”. La rigida distinzione dei colori (rosa e azzurro) del grembiule crea una netta separazione e qualche mese fa l'Istituto comprensivo di Salice Salentino-Guagnano ha adottato un grembiule verde chiaro per tutti i suoi alunni. L'idea è di fare sentire tutti i bambini uguali.
C’è chi liquida la discussione sostenendo che nella scuola ci sono problemi parecchio più importanti da affrontare. E chi lo considera utile. Angelo Rossi, è il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Alda Merini nella periferia di Milano. “Nella mia scuola – spiega – il grembiule non si usa. Ci sono famiglie che non hanno di che vestirsi, non hanno nulla. Altro che grembiule. Abbiamo problemi enormi, il principale è lo spaesamento dei giovani e soprattutto degli adulti. Proviamo ogni giorno a creare ponti. E nel bilancio tra sconfitte e vittorie siamo pari”. Adriana Gazzelli insegna alla primaria in Toscana, in provincia di Prato. “Da noi – dice – si usa per evitare di fare emergere le differenze sociali. Evitare questo sfoggio anche tra i bambini che vestono con jeans e felpa di marca. Ma il grembiule preserva anche gli abiti dai materiali che utilizziamo durante le attività didattiche: plastilina, pongo, colori. Da noi è nero per maschi e femmine e senza fiocco. Lo facciamo togliere per l’ora di motoria – conclude – o quando i bambini escono all’aperto e sentono caldo”. Il grembiule classico rende i movimenti impacciati. Per questa ragione si può ovviare con un altro abbigliamento. “All’infanzia, il grembiule è scomodo per l’attività motoria – dichiara Anna Giannino, che insegna a Palermo – anche se protegge i vestiti e rende tutti i bambini uguali. Più che il grembiule – aggiunge – preferisco una tuta, magari di un certo colore come abbiamo fatto in alcune scuole dove ho insegnato”.