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Cosenza, provò a coprire la morte della fidanzata con un incidente: ora chiesto l’arresto dell’uomo

L’uomo ha sempre sostenuto che ci fosse la ragazza alla guida, ma una superperizia lo ha smentito. La famiglia di Ilaria Mirabelli: “Lei voleva lasciarlo”
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Non un tragico incidente d’auto, ma un omicidio stradale. E non c’è alcuna certezza che sia stata solo questione di imprudenza. La Procura di Cosenza ha chiesto l'arresto di Mario Molinari, 52enne cosentino fidanzato di Ilaria Mirabelli, morta il 25 agosto scorso a Lorica, zona di montagna del cosentino.

L’auto su cui i due viaggiavano per motivi mai chiariti è finita fuori strada. La ragazza è stata trovata esanime a cinquanta metri di distanza dall’auto, lui ha raccontato fin da subito di essersi salvato per miracolo.

Da allora, Molinari ha sempre sostenuto che non fosse lui alla guida, raccontando una relazione sì fresca e iniziata da poco, ma felice, senza screzi o problemi.

Nessuno ci aveva creduto. Non la curva del Cosenza calcio che Ilaria frequentava più e più volte l’ha ricordata. Non gli amici, la famiglia, soprattutto la sorella che fin dalla tragica morte della ragazza ha chiesto giustizia.

La Procura aveva inizialmente aperto un fascicolo contro ignoti, solo dopo cinque mesi di insistenti pressioni della famiglia, che ha preteso ulteriori accertamenti tecnici, ha iscritto formalmente Molinari, che i test successivi all’incidente avevano già rivelato positivo a alcol e droga.

Lui si è sempre professato innocente, mai ha ammesso di essere stato al volante, incluso dopo la super perizia sull’auto che ha dimostrato come la posizione del sedile non fosse compatibile con la stazza della ragazza.

Da mesi, la famiglia di Ilaria Mirabelli chiede giustizia e verità sulla sua morte. Con Molinari, ha spiegato fin da subito la sorella della ragazza, le cose non andavano bene, sebbene si frequentassero da poco, erano già emerse incompatibilità di carattere. “Mia sorella voleva lasciarlo”, ha detto più e più volte. Ecco perché mai si è accontentata della versione ufficiale, secondo cui la morte di Ilaria Mirabelli sarebbe stata provocata da un incidente da lei stessa provocato. Anche perché – ha denunciato – fin dai primi momenti Molinari avrebbe provato a depistare le indagini. “Quel giorno – ha pubblicamente dichiarato più volte - Molinari mi ha telefonato alle 18,34 dicendo che lui e Ilaria avevano avuto un incidente e che mia sorella si trovava sull’ambulanza”. Peccato che l’incidente fosse avvenuto due ore prima e Ilaria fosse già morta da tempo.

Circostanze di cui probabilmente ha chiesto conto il giudice per le indagini preliminari, che ieri ha ascoltato Molinari e si dovrà pronunciare sulla richiesta d’arresto avanzata dalla procura. Secondo quanto filtra, l’uomo avrebbe risposto alle domande del gip, al momento però non si sa se, anche dopo la perizia che lo ha smentito, il 52enne abbia continuato a sostenere di non essere mai stato alla guida dell’auto, tanto meno se le sue parole abbiano convinto il gip, la cui decisione è attesa nelle prossime ore.

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