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Topper nel paniere Istat, il lusso casalingo che ti fa sentire come negli hotel di chef Barbieri

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L’accessorio è diventato un must grazie alla tv
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La setta del topper, quella congregazione di maniaci che quando entrano in una camera d’albergo vanno immediatamente a controllare se sul materasso c’è la mitica imbottitura supplementare, sarà felice: l’accessorio reso famoso in tivù da Bruno Barbieri fa ingresso nel paniere dell’Istat insieme allo speck, ai pantaloncini corti e al cono gelato. Ma se l’affettato, il pistacchio/cioccolato e le braghette fanno parte da sempre delle nostre vite, del topper ignoravamo l’esistenza fino all’avvento di “4 Hotel” nel 2018. Ora, pare non se ne possa fare a meno. Ma è poi vero? Ci sarà un motivo se per millenni il genere umano ha riposato più o meno bene anche senza il materassino (e comunque, l’ortopedico non ha sempre detto che per la schiena è meglio il letto un po’ duro?). Potenza delle mode e degli influencer. Se si fa un giro sul web, si scopre che alla non tanto modica cifra di euro 205,54 è possibile farsi portare a casa il Topper Bruno Barbieri, “selezionato dal massimo esperto di buo…

La setta del topper, quella congregazione di maniaci che quando entrano in una camera d’albergo vanno immediatamente a controllare se sul materasso c’è la mitica imbottitura supplementare, sarà felice: l’accessorio reso famoso in tivù da Bruno Barbieri fa ingresso nel paniere dell’Istat insieme allo speck, ai pantaloncini corti e al cono gelato. Ma se l’affettato, il pistacchio/cioccolato e le braghette fanno parte da sempre delle nostre vite, del topper ignoravamo l’esistenza fino all’avvento di “4 Hotel” nel 2018. Ora, pare non se ne possa fare a meno. Ma è poi vero? Ci sarà un motivo se per millenni il genere umano ha riposato più o meno bene anche senza il materassino (e comunque, l’ortopedico non ha sempre detto che per la schiena è meglio il letto un po’ duro?). Potenza delle mode e degli influencer. Se si fa un giro sul web, si scopre che alla non tanto modica cifra di euro 205,54 è possibile farsi portare a casa il Topper Bruno Barbieri, “selezionato dal massimo esperto di buon riposo”, un tipo che peraltro nella vita farebbe lo chef ed è diventato personaggio cazziando aspiranti cuochi che scuocevano la pasta. Adesso, furbacchione, fattura le tendenze da lui stesso indotte, i bisogni inesistenti che bucano lo schermo.

Quanta nostalgia per le televendite dei materassi di Mastrota e Gabriella Golia, o per l’antico spot di Carosello con i bimbi che saltavano sopra il letto (“Bidibodibù/Bidibodiè”). Siamo passati dal neorealismo dei materassai che li squartavano, ne risistemavano l’imbottitura di lana, li ricucivano e li consegnavano come nuovi alle massaie, al famigerato topper (dall’inglese, “cosa che sta sopra”). A occhio non ci abbiamo guadagnato un granché, a parte Barbieri.

Forse è solo suggestione, un guasto nell’immaginario collettivo. Un oggetto familiare e casalingo come il materasso, luogo dove si nasce e dove si muore, dove ci si rigira nelle notti insonni e dove si fa l’amore, è diventato oggetto del desiderio. Ci sono i topper da 39 euro e quelli in seta da 500, imbottiture in schiuma che memorizzano le forme del corpo (ma vogliamo davvero essere memorizzati proprio lì, povere membra che non siamo altro?) e in piuma d’oca, sì, addirittura quelle, a dispetto di un’epoca che giustamente rispetta gli animali. Perché, scusate, pelliccia di visone no e topper di papera sì? Dove sta scritto? A Madrid c’è persino una nobile squadra di calcio, l’Atlético, chiamata “colchoneros”, cioè materassai, perché i colori sociali bianchi e rossi ricordano le righe delle tele che rivestivano, appunto, i materassi (senza topper). Qualcosa di popolare e popolaresco sul letto che narra i destini dell’umanità, le sue gioie e le sue pene, le sue malattie e il suo ardore, e comunque dormiamo per un terzo della vita con o senza imbottitura. Si dice “letto di dolore”, “dormire tra due guanciali”: il linguaggio racconta sempre chi siamo. Ma adesso, cosa dirà di noi? Forse, che siamo diventati gente che lecca un cono gelato in braghette, distesa sul topper.

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