Il riscaldamento climatico e l’affollamento delle città sono un problema per noi. Ma c’è chi la pensa in modo opposto. L’aumento della temperatura, insieme al caos e alla sporcizia dei centri urbani, hanno fatto proliferare topi e ratti nel mondo. Il calcolo è stato fatto solo sulle 16 città del globo dove il monitoraggio è più puntuale, e purtroppo nessuna è italiana. La tendenza alla crescita quasi ovunque lascia però pochi dubbi su quale sarà il potere dei roditori nelle metropoli del futuro.
Le cause dell’aumento dei ratti
Lo studio dell’università americana di Richmond pubblicato su Science Advances ha preso in esame avvistamenti, lamentele e interventi di derattizzazione in 13 città americane, oltre a Toronto, Tokyo e Amsterdam, per un periodo durato in media 12 anni. Tutti i centri urbani tranne tre (Tokyo, New Orleans e Louisville) hanno mostrato un infittirsi della presenza dei ratti, animali di dimensioni assai più grandi rispetto ai topi che siamo abituati a trovare in camp…
Il riscaldamento climatico e l’affollamento delle città sono un problema per noi. Ma c’è chi la pensa in modo opposto. L’aumento della temperatura, insieme al caos e alla sporcizia dei centri urbani, hanno fatto proliferare topi e ratti nel mondo. Il calcolo è stato fatto solo sulle 16 città del globo dove il monitoraggio è più puntuale, e purtroppo nessuna è italiana. La tendenza alla crescita quasi ovunque lascia però pochi dubbi su quale sarà il potere dei roditori nelle metropoli del futuro.
Le cause dell’aumento dei ratti
Lo studio dell’università americana di Richmond pubblicato su Science Advances ha preso in esame avvistamenti, lamentele e interventi di derattizzazione in 13 città americane, oltre a Toronto, Tokyo e Amsterdam, per un periodo durato in media 12 anni. Tutti i centri urbani tranne tre (Tokyo, New Orleans e Louisville) hanno mostrato un infittirsi della presenza dei ratti, animali di dimensioni assai più grandi rispetto ai topi che siamo abituati a trovare in campagna.
Laddove l’aumento delle temperature e la crescita della popolazione umana sono stati più intensi, la popolazione dei ratti si è espansa di più. Poche settimane di tepore in più durante l’anno bastano ad allungare il periodo riproduttivo: una madre è in grado di partorire fino a una quindicina di cuccioli al mese. Anche l’assenza di spazi verdi contribuisce al benessere dei roditori. Un parco o un prato possono essere habitat vicini a quelli originari dei roditori, ma un bel quartiere affollato di ristoranti è sicuramente preferibile per riempirsi la pancia.
Interventi inutili
L’esplosione demografica dei roditori ha vissuto il suo record a Washington, seguita a poca distanza da San Francisco, Toronto, New York e Amsterdam, con aumenti compresi tra il 5% e il 10%. Le ragioni non sono chiare, e probabilmente sono legate a una maggior tendenza degli abitanti a lamentarsi e pretendere derattizzazioni dalle loro amministrazioni locali.
Ogni intervento però è destinato a servire poco. L’aspetto più sconcertante della ricerca americana è che il mezzo miliardo di dollari spesi annualmente negli Stati Uniti per eliminare i ratti con veleni e altri metodi spicci non ha avuto efficacia. Spazzatura, condotte sotterranei e nascondigli permettono alla specie di prosperare comunque. Solo l’Antartide ormai è privo del genere Rattus, che è capace di trasmettere all’uomo una cinquantina di malattie infettive, tra cui la peste bubbonica, ancora presente in una manciata di paesi nel mondo.
Il fallimento di New York
La storia di New York è particolarmente frustrante. A nulla sono valsi i bidoni anti-ratto e la creazione di squadre come i “Nyc Rat Packs”, gruppi di cittadini che cercano di diffondere le buone pratiche dell’igiene. Qui dieci anni fa fu filmato il famoso “Pizza Rat”, un ratto che trascinava una fetta di pizza lungo le scale della metropolitana di Manhattan. Il video accumulò milioni di visualizzazioni in una manciata di ore e resta ancora oggi una pietra miliare della storia dei social.
Solo gli esempi di New Orleans e Tokyo offrono qualche speranza a chi non può tollerare la vicinanza di questi animali. La prima organizza campagne di informazione per i cittadini su come gestire la spazzatura, avvisare le autorità in caso di avvistamenti e tenere i ratti fuori dalle case. La seconda si affida come suo solito al controllo sociale, con video e foto pubblicate dai cittadini sui social che tendono a stigmatizzare i locali pubblici circondati dagli ospiti sgraditi.