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Che fine ha fatto lo scudo penale? I sindacati di polizia al governo: “Dateci le garanzie promesse”

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Dopo l’ultima aggressione ai due agenti in Piemonte, si ripropone il tema delle indagini a carico delle forze dell’ordine coinvolte in notizie di reato durante il servizio. Via social la solidarietà della premier, Piantedosi chiama Pisani
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La solidarietà di Giorgia Meloni ai due agenti della Polizia stradale aggrediti in Piemonte arriva via social: “Seguo con apprensione gli aggiornamenti del loro stato di salute e voglio ribadire la massima gratitudine a tutte le nostre forze delloOrdine che ogni giorno presidiano il territorio e difendono la sicurezza dei cittadini. Rischiando anche sulla propria pelle, con senso di appartenenza, altruismo e sacrificio, dovendo subire a volte anche ingiuste campagne denigratorie di chi vorrebbe delegittimare l'autorità che rappresentano. Non dimentichiamolo, mai".

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha subito chiamato il capo della Polizia Vittorio Pisani per sincerarsi delle condizioni dei due agenti della polizia stradale aggrediti nel Torinese, durante il servizio. "Desidero esprimere la mia piena solidarietà ai poliziotti coinvolti e alle loro famiglie. A tutti gli uomini e le donne in divisa che, con dedizione e coraggio, garantiscono ogni giorno la sicurezza dei cittadini…

La solidarietà di Giorgia Meloni ai due agenti della Polizia stradale aggrediti in Piemonte arriva via social: “Seguo con apprensione gli aggiornamenti del loro stato di salute e voglio ribadire la massima gratitudine a tutte le nostre forze delloOrdine che ogni giorno presidiano il territorio e difendono la sicurezza dei cittadini. Rischiando anche sulla propria pelle, con senso di appartenenza, altruismo e sacrificio, dovendo subire a volte anche ingiuste campagne denigratorie di chi vorrebbe delegittimare l'autorità che rappresentano. Non dimentichiamolo, mai".

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha subito chiamato il capo della Polizia Vittorio Pisani per sincerarsi delle condizioni dei due agenti della polizia stradale aggrediti nel Torinese, durante il servizio. "Desidero esprimere la mia piena solidarietà ai poliziotti coinvolti e alle loro famiglie. A tutti gli uomini e le donne in divisa che, con dedizione e coraggio, garantiscono ogni giorno la sicurezza dei cittadini, va il mio più sentito ringraziamento. Ogni episodio di violenza contro le Forze dell'Ordine è inaccettabile e sarà perseguito con fermezza", il messaggio del ministro dell’Interno.

E però l’episodio rilancia il tema delle garanzie per gli uomini delle forze dell’ordine coinvolti in episodi che costituiscono notizie di reato durante il servizio. L’agente della Stradale che ha risposto all’aggressione sparando e ferendo il ragazzo francese che si era lanciato sulla pattuglia verrà quasi certamente iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto. Con tutte le conseguenze ( a cominciare dalla nomina di un legale) che comporta l’apertura di un’inchiesta,

Nelle scorse settimane, dopo un fatto analogo avvenuto a Rimini, la maggioranza ma anche autorevoli esponenti di governo avevano annunciato l’intenzione di un intervento normativo ( o nel corpo del ddl sicurezza che andrà in aula a marzo) o con un apposito decreto o disegno di legge che istituisse una sorta di scudo penale per le forze dell’ordine, evitando l’automatica iscrizione nel registro degli indagati in presenza di prove evidenti tali da portare ad una rapida archiviazione. Provvedimento, di difficile fattibilità per la sua evidente incostituzionalità nel differenziare il regine normativo per una categoria di persone, che è presto caduto nel dimenticatoio.

Oggi i sindacati di polizia tornano con forza a sollecitare l’intervento del governo, quantomeno per le garanzie previste nel ddl sicurezza: spese legali a spese del dipartimento, nessuna conseguenza sulla carriera nè sospensione dal servizio.

"Auspichiamo che adesso non arrivi in modo automatico il famigerato avviso di garanzia come atto dovuto e che vengano prima effettuati i necessari accertamenti per verificare se sussistano eventuali cause oggettive di esclusione del reato, quali la legittima difesa o l'adempimento del dovere", dice il segretario generale del sindacato di polizia Sap, Stefano Paoloni.

"L'episodio odierno – aggiunge Enzo Letizia, segretario dell’associazione funzionari di polizia – evidenzia l'urgente necessità di rafforzare le tutele per chi svolge una funzione essenziale per il Paese. La risposta istituzionale non può limitarsi alla solidarietà di circostanza, ma deve tradursi in azioni concrete che garantiscano maggiori strumenti, adeguate coperture giuridiche e il riconoscimento effettivo della specificità della professione. Il segretario nazionale del Coisp Domenico Pianese sollecita l’immediata approvazione del ddl sicurezza, così come Felice Romano, segretario del Siulp: “ "Chiediamo al ministro Piantedosi di approvare nel più breve tempo possibile il ddl Sicurezza e di studiare ulteriori misure che fungano da deterrente per tutti coloro che pensano oramai di venir in Italia e di compiere violenze di ogni genere, certi di una totale immunità giuridica. Misure che siano immediate e certe".

"Non chiediamo al governo l'ennesima inutile stretta securitaria, ma risorse adeguate per garantire organici sufficienti, una formazione adeguata e un contratto dignitoso per tutti gli operatori di polizia”, la posizione del segretario generale del Silp Pietro Colapietro.

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