Il lavoro facile, le voci clonate, l'accusa di pedofilia. Tutte le truffe che subiscono gli italiani
di Romina MarcecaL’ultimo alert è di qualche giorno fa e riguarda Whatsapp. La conversazione inizia con una semplice domanda: “Salve, posso parlarle un attimo?”. Da quel momento inizia la truffa con l’offerta di un lavoro da parte di una società dal nome conosciuto: mettere like ad alcuni video, seguire profili social, scrivere recensioni per 10 euro all’ora. Ci sono cascate già decine di persone, soprattutto chi un lavoro lo cerca da tempo. Chi accetta l’offerta deve aprire un portafoglio di criptovalute dove verranno accreditati i primi guadagni per il lavoro svolto. A questo punto, conquistata la fiducia, il cybercriminale chiederà di investire denaro che non verrà restituito.
È solo l’ultimo dei raggiri tramite social, mail, telefonate con voci clonat…
L’ultimo alert è di qualche giorno fa e riguarda Whatsapp. La conversazione inizia con una semplice domanda: “Salve, posso parlarle un attimo?”. Da quel momento inizia la truffa con l’offerta di un lavoro da parte di una società dal nome conosciuto: mettere like ad alcuni video, seguire profili social, scrivere recensioni per 10 euro all’ora. Ci sono cascate già decine di persone, soprattutto chi un lavoro lo cerca da tempo. Chi accetta l’offerta deve aprire un portafoglio di criptovalute dove verranno accreditati i primi guadagni per il lavoro svolto. A questo punto, conquistata la fiducia, il cybercriminale chiederà di investire denaro che non verrà restituito.
È solo l’ultimo dei raggiri tramite social, mail, telefonate con voci clonate. Il mondo delle truffe nel mondo virtuale è sempre più variegato e i cybercriminali ancora più attenti e meticolosi. Non sarà un caso se nel 2024 sono stati 27.182 i casi di frodi informatiche, monetiche e online scoperti dalla polizia postale. Con un incremento di raggiri online di oltre il 15 per cento rispetto al 2023. E la percentuale sale al 32 per cento quando si parla del business che frutta alle organizzazioni criminali cifre a nove zeri: quasi 182milioni di euro all’anno solo online. Che salgono a 230milioni includendo tutti i tipi di trappole in cui cadono gli utenti.
La falsa comunicazione Inps
A fine gennaio è scattato un altro allarme per false comunicazioni Inps. In una giornata sono state anche 60 le segnalazioni alla polizia postale che è specializzata nello smascherare i criminali del web. La richiesta è quella di aggiornare il profilo Inps, richiedendo il codice fiscale o la carta di identità. I più esposti a cadere nella rete sono i più anziani che temono per la riscossione della loro pensione. Ma appena si clicca sul link allegato, nella assoluta convinzione di cambiare i propri dati Inps, si finisce in una pagina fake e questo comporta la perdita dei propri dati.
“Con i documenti rubati si possono aprire finanziamenti, solo per fare un esempio. Alcuni mettono in vendita sul dark web le carte d’identità – spiega Barbara Strappato, vice direttore della polizia postale e chi li acquista può commettere reati con quei documenti. Il consiglio è sempre lo stesso: limitare il più possibile l’invio di documenti e foto”.
Il commissariato virtuale contro le truffe
Per dribblare gli inganni la polizia ha inaugurato il commissariato online per le segnalazioni, ma anche per informarsi sulle nuove truffe. Sara ha perso 1.600 euro con la falsa proposta di lavoro e ha denunciato sul sito della polizia: “Sono stata contattata prima su Whatsapp poi inserita in gruppi Telegram. Ho ricevuto compensi in cambio di like, poi mi è stato chiesto di investire e ho fatto dei bonifici in cambio di investimenti. Ad un certo punto mi è stato detto che avevo sbagliato qualcosa e dovevo pagare per recuperare, inizialmente ho ceduto poi mi sono fermata”.
Voci clonate
Una delle frodi informatiche più remunerative per le organizzazioni criminali è quella che mette all’angolo anche amministratori delegati di diverse aziende. L’intelligenza artificiale diventa complice per telefonate con voci clonate a importanti imprenditori. L’inganno prende il via quando le organizzazioni criminali si inseriscono nella corrispondenza dell’azienda. Fino a combinare commesse da decine di migliaia di euro. Un amministratore delegato di un’azienda che vendeva piccoli apparecchi elettronici in Piemonte è stato frodato, la settimana scorsa, per 400mila euro in beni trasferiti da una società all’altra con un ordine fasullo. Poco prima di Capodanno è successo a un altro industriale in Toscana: ha perso 750 mila euro. “Se l’informazione arriva a noi in tempo brevi, riusciamo anche a rintracciare la gran parte del denaro. Spesso i soldi – spiega Barbara Strappato - transitano all’interno di Paesi europei. Ci siamo riusciti con un’azienda del Lazio che aveva perso 200 mila euro e rischiava la chiusura”.
L’accusa di pedopornografia
È il metodo più diffuso per svuotare i conti delle vittime. Una mail da parte della polizia arriva negli orari più critici. O al mattino presto o a tarda sera e le accuse riportate sono orribili: pedopornografia, pedofilia, cyber pornografia. Chi la riceve viene attirato da un dato che può mandare in tilt anche le menti più razionali: un avviso di arresto entro 72 ore se non si invierà una memoria difensiva. Il passaggio successivo è l'inserimento dei propri dati e il pagamento di una cauzione per chiudere la vicenda. Così non si nota che l’italiano utilizzato nell’avviso con tanto di logo della polizia di Stato è sgrammaticato, che alcuni reati sono anche inesistenti e che in Italia non esiste la “polizia nazionale” ma la polizia di Stato.
Il consiglio della polizia è chiaro: “Se si è coinvolti in un procedimento penale nessun ufficio di polizia chiederà di fornire “giustificazioni” scrivendo una e-mail”. Ma c’è anche da ricordare che “le comunicazioni redatte dalle forze dell’ordine non contengono mai minacce, richieste di denaro per evitare l’arresto, inviti a eseguire un pagamento per chiudere un’indagine”. Spesso a entrare in confusione è soprattutto chi una sbirciatina ai siti hard la dà e si convince di avere commesso un reato. Invece è indispensabile non perdere la calma, non rispondere alla mail e chiamare la polizia. Quella vera.