Entra a San Pietro, lancia a terra i candelabri e sale sull’altare: bloccato dai gendarmi
di Iacopo ScaramuzziE' entrato a San Pietro, è salito sull’altare della confessione, e ha lanciato a terra, danneggiandoli, sei candelabri del 1865 del valore di circa 30mila euro. E' quanto accaduto stamattina in Vaticano. L'uomo, un cittadino di origini romene, è stato fermato dalla gendarmeria vaticana e poi è stato identificato e denunciato dagli agenti dell'ispettorato della polizia italiana presso il Vaticano. La scena è stata ripresa da alcuni turisti presenti ed è circolata sui social. L’uomo, ha detto in serata il portavoce vaticano Matteo Bruni, ha “gravi disabilità psichiche”.
Entra a San Pietro e danneggia sei candelabri, bloccato
Il giro di vite sulle multe
Ora, in base alla norme rafforzate ultimamente dallo Stato pontificio, l’uomo rischia una multa salata che sarà prevedibilmente stabilita dal tribunale vaticano. Sinora era ovviamente illegale entrare in Vaticano senza autor…
E' entrato a San Pietro, è salito sull’altare della confessione, e ha lanciato a terra, danneggiandoli, sei candelabri del 1865 del valore di circa 30mila euro. E' quanto accaduto stamattina in Vaticano. L'uomo, un cittadino di origini romene, è stato fermato dalla gendarmeria vaticana e poi è stato identificato e denunciato dagli agenti dell'ispettorato della polizia italiana presso il Vaticano. La scena è stata ripresa da alcuni turisti presenti ed è circolata sui social. L’uomo, ha detto in serata il portavoce vaticano Matteo Bruni, ha “gravi disabilità psichiche”.
Entra a San Pietro e danneggia sei candelabri, bloccato
Il giro di vite sulle multe
Ora, in base alla norme rafforzate ultimamente dallo Stato pontificio, l’uomo rischia una multa salata che sarà prevedibilmente stabilita dal tribunale vaticano. Sinora era ovviamente illegale entrare in Vaticano senza autorizzazione ma non era precisata l'entità della sanzione. Con un nuovo decreto approvato il 19 dicembre, a pochi giorni dall’apertura del Giubileo, discretamente pubblicato sul sito del Governatorato e fantasiosamente scambiato da alcuni organi di informazione come un provvedimento contro gli immigrati, il Vaticano ha stabilito che "è punito con la reclusione da un anno a quattro anni e la multa da euro 10.000,00 a euro 25.000,00 chiunque fa ingresso nel territorio dello Stato della Città del Vaticano con violenza, minaccia o inganno”. Già a giugno del 2023 era avvenuto un episodio per certi versi simile: in quell’occasione un uomo era salito sull'altare della basilica vaticana denudandosi completamente per protesta contro la guerra in Ucraina.
I rischi di irruzione con il Giubileo
Tra le aggravanti delle nuove norme “si applica la pena (...) aumentata fino a due terzi se la persona, per commettere il fatto, accede nel territorio dello Stato alla guida di un veicolo, eludendo o forzando il controllo alla frontiera o non ottemperando all’invito a fermarsi impartito dalla forza pubblica”. Si tratta di una norma che sembra calibrata esattamente su quanto avvenuto a maggio 2023, quando un uomo, descritto come uno squilibrato, fece irruzione con la sua auto all’interno dello Stato Pontificio, forzando i controlli dei gendarmi e delle guardie svizzere a Porta Sant’Anna, uno dei valichi di confine tra Italia e Vaticano, e fu poi deviato e fermato senza aver fatto danni. La nuova normativa è stata approvata senza annunci a ridosso del Giubileo, molto probabilmente per essere preparati all'eventualità che, con l'afflusso di pellegrini e turisti durante l'anno santo, si verifichino casi di intrusioni forzate o persone in escandescenza dentro il Vaticano, come avvenuto oggi.