"E adesso mi scuso un po’ e chiedo al maestro di continuare la lettura per difficoltà di respiro". Così papa Francesco, dopo aver letto una parte dell'omelia della messa presieduta in piazza San Pietro in occasione del Giubileo delle Forze Armate.
La bronchite
Da qualche giorno il pontefice ha la bronchite, tanto che si pensava che oggi non avrebbe partecipato al Giubileo. Il fatto che invece ci sia, oltretutto in piazza San Pietro e non al chiuso, è comunque un segno del fatto che non stia malissimo.
L’udienza generale
Era già successo il 5 febbraio, quando aveva rinunciato a leggere la catechesi a causa di un “forte raffreddore”, come aveva spiegato egli stesso all’inizio dell’udienza generale in aula Paolo VI. “Voglio chiedere scusa perché con questo forte raffreddore è difficile per me parlare”, aveva detto Jorge Mario Bergoglio ai fedeli presenti nell’aula delle udienze: “Per questo ho chiesto al mio fratello di leggere la catechesi: la leggerà meglio di me”, aveva concluso il Papa. Don Pierluigi Giroli, del dicastero per le Chiese orientali, aveva quindi letto la catechesi dedicata al Magnificat.
Il messaggio per le Forze Armate
"Preghiamo per la pace nella martoriata Ucraina, in Palestina, Israele, Myanmar, in tutto il Medio Oriente: tacciano ovunque le armi e si ascolti il grido dei popoli che chiedono pace", ha poi detto il papa. E infine all'Angelus, al termine della messa: "Prima di concludere questa celebrazione desidero salutare tutti voi che avete dato vita a questo pellegrinaggio giubilare delle Forze armate, di Polizia e di Sicurezza. "Ringrazio per la loro presenza le distinte autorità civili e per il loro servizio pastorale gli ordinari militari e i cappellani", ha affermato. "Estendo il mio saluto - ha proseguito il Pontefice - a tutti i militari del mondo.
“Mai imporre il dominio sulle altre Nazioni”
E vorrei ricordare l'insegnamento della Chiesa a tale proposito. Dice il Concilio Vaticano II (Gaudium et Spes, ndr): 'Coloro che al servizio della patria esercitano la loro professione nelle file dell'Esercito si considerino anche essi come servitori della sicurezza e della libertà dei loro popoli. Questo servizio armato va esercitato solo per legittima difesa, mai per imporre il dominio sulle altre Nazioni, sempre osservando le convenzioni internazionali in materia di conflitti’. E prima ancora nel sacro rispetto della vita del creato".