Un “aumento considerevole” di malattie sessualmente trasmesse preoccupa l’Ecdc. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (l’ente che si occupa di infezioni ed epidemie in Europa), ha appena pubblicato il suo bollettino annuale.
Gli ultimi dati
“Nel 2023 abbiamo registrato una crescita significativa dei casi di sifilide e gonorrea” si legge. Infezioni che sembravano relegate al passato, trasportate dai navigatori del Cinquecento o protagoniste dei romanzi dell’Ottocento, sono ancora un pericolo concreto al giorno d’oggi in caso di rapporti sessuali non protetti.
Proprio i “cambiamenti nei comportamenti sessuali a rischio, in particolare l’uso meno frequente del condom e l’aumento del numero dei partner” sono le cause della proliferazione delle infezioni secondo l’Ecdc. L’agenzia consiglia “l’uso regolare del condom per i rapporti sessuali vaginali, anali e orali”. Oltre “a un dialogo aperto e onesto con i partner a proposito della propria salute sessuale”.
La…
Un “aumento considerevole” di malattie sessualmente trasmesse preoccupa l’Ecdc. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (l’ente che si occupa di infezioni ed epidemie in Europa), ha appena pubblicato il suo bollettino annuale.
Gli ultimi dati
“Nel 2023 abbiamo registrato una crescita significativa dei casi di sifilide e gonorrea” si legge. Infezioni che sembravano relegate al passato, trasportate dai navigatori del Cinquecento o protagoniste dei romanzi dell’Ottocento, sono ancora un pericolo concreto al giorno d’oggi in caso di rapporti sessuali non protetti.
Proprio i “cambiamenti nei comportamenti sessuali a rischio, in particolare l’uso meno frequente del condom e l’aumento del numero dei partner” sono le cause della proliferazione delle infezioni secondo l’Ecdc. L’agenzia consiglia “l’uso regolare del condom per i rapporti sessuali vaginali, anali e orali”. Oltre “a un dialogo aperto e onesto con i partner a proposito della propria salute sessuale”.
La gonorrea resiste agli antibiotici
La gonorrea, un’infezione batterica che colpisce gli organi genitali e le vie urinarie, ha raggiunto i 100mila casi in Europa nel 2023: il dato più alto da quando l’Ecdc ha iniziato il monitoraggio nel 2009. L’aumento rispetto all’anno precedente è del 31%, ma si si risale al 2014 il numero delle diagnosi è più che triplicato (+321%). La crescita si è registrata soprattutto fra gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (il 58% dei casi totali), ma anche fra gli eterosessuali, sia uomini che donne, specialmente tra i 20 e i 35 anni.
In circa la metà dei casi la gonorrea si presenta senza sintomi, facilitando il contagio di altri partner. L’infezione sta diventando sempre più spesso resistente ai farmaci antibiotici: un fenomeno che rende la cura più complicata e preoccupa per il controllo futuro dell’epidemia.
In Italia la crescita delle infezioni di gonorrea è stata al di sotto della media europea: dalle 813 diagnosi del 2019 siamo saliti a 2.355 nel 2023 (nel 2010 eravamo però molto più bassi, a 365). Con 4 casi per 100mila abitanti il nostro paese ha contagi più contenuti sia del livello Ue (25 casi), sia dei paesi con valori record, come l’Irlanda (122 casi), il Lussemburgo (92 casi) e l’Islanda (86 casi).
La sifilide da Colombo a oggi
La sifilide, il mal francese o mal napoletano a seconda dei punti di vista, è un’infezione batterica assai più grave: può avere ripercussioni nel corso degli anni anche sul sistema nervoso e sul cuore, se non trattata ha una mortalità variabile tra l’8% e il 58%, mentre nelle donne in gravidanza può danneggiare la salute del bambino.
Eppure anche i numeri di questa malattia, che si riteneva associata al ritorno di Cristoforo Colombo dalle Americhe ed è stata una piaga fino all’arrivo degli antibiotici, stanno lievitando in Europa.
Nel 2023 nel continente si sono contate 41mila diagnosi: il 13% in più del 2022, ma esattamente il doppio rispetto a dieci anni prima. Gli uomini ne sono più colpiti delle donne in proporzione di 7 a 1. Anche in questo caso la maggioranza dei contagi europei (72%) si è registrata fra gli uomini che hanno avuto rapporti sessuali con altri uomini. In Italia le diagnosi sono passate dalle 1.182 del 2010 alle 1.826 del 2019, per salire alle 2.538 del 2023.
Più diffusa, anche se meno grave, è la clamidia, con 230mila casi all’anno in tutta Europa e un aumento del 13% rispetto al 2014. L’infezione colpisce soprattutto i giovanissimi. La fascia di massima incidenza è tra le donne di 20-24 anni.