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Fine vita, scontro sulla legge toscana. “Governo pronto a impugnarla”

Il consiglio regionale toscano

 

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FdI: verso un ricorso alla Consulta. Sessanta giorni per opporsi: “Competenza del Parlamento”
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La Toscana ha legiferato su una materia che non è di sua competenza. La norma sul fine vita potrebbe aprire la strada ad atti simili in altre Regioni. Così i cittadini si troverebbero ad affrontare tempi e procedure diversi per l’esecuzione del suicidio assistito a seconda della zona in cui vivono. Per questo il governo farà ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge approvata martedì dal consiglio regionale toscano con una maggioranza schiacciante, cioè con 27 voti favorevoli (di Pd, Italia Viva, Cinquestelle e Gruppo misto), sei in più di quelli necessari. A rivelare l’intenzione dell’esecutivo è il responsabile dell’organizzazione di Fdi e deputato Giovanni Donzelli, che ieri in Transatlantico chiariva: “Sì, sì, credo proprio che faremo ricorso”. Prima, però, l’atto deve essere pubblicato sul Bollettino ufficiale (il Burt) della Regione, cosa che potrebbe avvenire la prossima settimana ed entrare in vigore, dopo 15 giorni. Il governo avrà 60 giorni per promuovere la question…

La Toscana ha legiferato su una materia che non è di sua competenza. La norma sul fine vita potrebbe aprire la strada ad atti simili in altre Regioni. Così i cittadini si troverebbero ad affrontare tempi e procedure diversi per l’esecuzione del suicidio assistito a seconda della zona in cui vivono. Per questo il governo farà ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge approvata martedì dal consiglio regionale toscano con una maggioranza schiacciante, cioè con 27 voti favorevoli (di Pd, Italia Viva, Cinquestelle e Gruppo misto), sei in più di quelli necessari. A rivelare l’intenzione dell’esecutivo è il responsabile dell’organizzazione di Fdi e deputato Giovanni Donzelli, che ieri in Transatlantico chiariva: “Sì, sì, credo proprio che faremo ricorso”. Prima, però, l’atto deve essere pubblicato sul Bollettino ufficiale (il Burt) della Regione, cosa che potrebbe avvenire la prossima settimana ed entrare in vigore, dopo 15 giorni. Il governo avrà 60 giorni per promuovere la questione di legittimità costituzionale, prevista quando si ritiene che una legge ecceda le competenze della Regione.

“Non è materia regionale”

Dalla Toscana il coordinatore regionale di Fdi Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia e candidato in pectore del centrodestra alle prossime elezioni regionali (ci sono però da superare i dubbi degli alleati), conferma che la strada è segnata. La legge regionale, ha detto dopo aver parlato con i responsabili del partito a Roma, "verrà impugnata al 99 per cento perché il suicidio assistito non è una materia regionale”. E ancora: “Quando ci sono due diritti in gioco, l’autodeterminazione e il diritto alla vita, riteniamo che debba essere il legislatore, il Parlamento, a decidere”.

Il Parlamento fermo

Il punto è che, filtra sempre da Roma, in questo momento i tempi per una legge nazionale non sono assolutamente maturi. Manca l’accordo con l’opposizione. Una normativa unica per tutta Italia è molto distante. La Corte Costituzionale già sei anni fa, nella sentenza che aveva dichiarato la non punibilità per il medico che supporta il malato nel suicidio assistito, aveva invitato le Camere a scrivere una norma sul fine vita. L’esecutivo che, come quello che l’ha preceduto, non è stato in grado di promuovere e far approvare una legge nazionale chiesta dalla Consulta potrebbe proporre alla stessa corte di bocciare una norma regionale nata proprio per colmare quel vuoto legislativo.

La legge toscana

L’atto approvato in Toscana nasce da una proposta di legge di iniziativa popolare presentata a tutte le Regioni dall’associazione Coscioni. Il testo, in sei articoli, detta regole esclusivamente procedurali. Stabilisce entro quanto debba rispondere la Asl all’istanza del paziente che richiede il suicidio assistito, 20 giorni, e in quanto tempo debba essere determinato il protocollo farmacologico per il suo caso, altri 10 giorni. Da quel momento, al massimo in una settimana, il suicidio può essere eseguito. Sempre la norma stabilisce che il costo del farmaco (circa 35 euro) sia a carico della Asl, che deve anche mettere a disposizione il personale sanitario, sempre garantendo ai suoi dipendenti il diritto di obiezione. Se vuole il paziente può farsi assistere da personale sanitario di sua fiducia.

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