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Papa al Gemelli, condizioni stazionarie. “Vorrei essere con voi, ma ho ancora bisogno di cure”

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Non ha presieduto l’Angelus per decisione dei sanitari ma le sue parole sono state lette nella messa per il Giubileo degli artisti a San Pietro celebrata (al suo posto) dal cardinale José Tolentino de Mendonca. Sotto le sue finestre una piccola folla, ma lui non si affaccia
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“Avrei voluto essere in mezzo a voi”: dal policlinico Gemelli, dove è ricoverato da venerdì, papa Francesco ha fatto giungere le sue parole a San Pietro, dove questa mattina si è svolta la messa per il giubileo degli Artisti, ringraziando in particolare “i medici e gli operatori sanitari di questo Ospedale per la loro premura”. Jorge Mario Bergoglio, su indicazione dei medici, non ha guidato la preghiera dell’Angelus a mezzogiorno ma le sue parole sono state lette dal cardinale José Tolentino de Mendonca, che ha esordito con un pensiero dedicato al Pontefice: “Il nostro primo pensiero va a Papa Francesco”, ha detto il porporato portoghese, “preghiamo per la sua salute. Ringraziamo la visione, il sostegno, che lui ci offre sempre".

“Condizioni stazionarie”

In serata la sala stampa della Santa Sede ha reso noto che il Pontefice “ha riposato bene durante la notte. Le condizioni cliniche sono stazionarie e prosegue l'iter diagnostico terapeutico prescritto dallo staff medico”. Questa mat…

“Avrei voluto essere in mezzo a voi”: dal policlinico Gemelli, dove è ricoverato da venerdì, papa Francesco ha fatto giungere le sue parole a San Pietro, dove questa mattina si è svolta la messa per il giubileo degli Artisti, ringraziando in particolare “i medici e gli operatori sanitari di questo Ospedale per la loro premura”. Jorge Mario Bergoglio, su indicazione dei medici, non ha guidato la preghiera dell’Angelus a mezzogiorno ma le sue parole sono state lette dal cardinale José Tolentino de Mendonca, che ha esordito con un pensiero dedicato al Pontefice: “Il nostro primo pensiero va a Papa Francesco”, ha detto il porporato portoghese, “preghiamo per la sua salute. Ringraziamo la visione, il sostegno, che lui ci offre sempre".

“Condizioni stazionarie”

In serata la sala stampa della Santa Sede ha reso noto che il Pontefice “ha riposato bene durante la notte. Le condizioni cliniche sono stazionarie e prosegue l'iter diagnostico terapeutico prescritto dallo staff medico”. Questa mattina il Papa “ha ricevuto l’Eucarestia ed ha seguito la Santa Messa in televisione. Il pomeriggio ha alternato la lettura al riposo”. In mattinata il portavoce vaticano, Matteo Bruni, aveva sottolineato che il Papa ha anche "letto alcuni quotidiani come fa abitualmente". Secondo quanto hanno riferito all’Ansa fonti del suo entourage, ieri sera Francesco ha dato uno sguardo al tg1 della 20 e poi si è messo a riposare. Bergoglio è ricoverato al policlinico Agostino Gemelli da venerdì per un’infezione alle vie respiratorie. Si trova nell’appartamento tradizionalmente riservato ai Papi, al decimo piano.

Il messaggio dell’Angelus

“Desidero salutare tutti gli artisti che hanno partecipato”, ha scritto Francesco: “Avrei voluto essere in mezzo a voi ma, come sapete, mi trovo qui al Policlinico Gemelli perché ho ancora bisogno di un po' di cure per la mia bronchite”. Francesco ringrazia poi i fedeli “per l’affetto, la preghiera e la vicinanza con cui mi state accompagnando in questi giorni, così come vorrei ringraziare i medici e gli operatori sanitari di questo Ospedale per la loro premura: svolgono un lavoro prezioso e tanto faticoso, sosteniamoli con la preghiera!”.

La folla al Gemelli

Sotto le finestre dell’appartamento papale al Gemelli, nel cortile antistante l’ingresso principale, oggi all’ora dell’Angelus si è radunata una piccola folla di una cinquantina di persone nella speranza che il Papa si affacciasse, come fece in occasione di un ricovero nel 2021. Nei minuti che precedono il mezzogiorno si rincorrono le voci e gli interrogativi: "Ma come fa ad affacciarsi da seduto?”, “Lo prenderanno di peso”, “Ma secondo me manco aprono la finestra”, “Ma non si affaccia, ho letto che deve stare in assoluto riposo”, “’sta giannetta è proprio adatta alla bronchite...”. Qualcuno vede le tende che si muovono, “eccolo, eccolo!”, qualcun altro accenna a un coretto, “Pa-pa France-sco!”. "Dicono che non si affaccia, ma non si sa mai”, commenta Emanuela, “Papa Francesco è imprevedibile”, chiosa Paola. Ermelinda e Franco sono venuti dalla Calabria, lei domani ha un appuntamento medico ma oggi sono voluti venire nella speranza di intravedere il Papa. “L’Angelus non lo fa, ma magari si affaccia", dice lui, “preghiamo per lui, ma è una roccia, ce la farà anche questa volta”, dice lei. Don Jaroslaw guarda alla finestra in silenzio, il rosario nero tra le mani: “Non penso che si affacci, ma faccio quello che devo fare: pregare per lui”. Passa mezzogiorno, non si muove niente, la piccola folla si disperde. Gabriele è ottimista: “Nulla di preoccupante, ritengo sia una sua scelta: per riposarsi i medici gli avranno consigliato di non affacciarsi e non muoversi”. Annarita, le stampelle in mano, è più cauta: “Forse non sta bene e non ce la fa ad affacciarsi... questa cosa ci dispiace”.

Messa a San Pietro

L'omelia per la messa mattutina il giubileo degli artisti a San Pietro è stata letta nella messa celebrata al posto del Papa dal cardinale de Mendonca. Parlando delle Beatitudini Francesco fa un riferimento alla "fragilità" e alla "sofferenza". "Queste parole - scrive il Papa riferendosi al Vangelo di oggi - ribaltano la logica del mondo e ci invitano a guardare la realtà con occhi nuovi, con lo sguardo di Dio, che vede oltre le apparenze e riconosce la bellezza, persino nella fragilità e nella sofferenza".

Poi il messaggio dedicato proprio agli artisti per il loro Anno Santo: "Cari artisti - scrive Papa Francesco - vedo in voi dei custodi della bellezza che sa chinarsi sulle ferite del mondo, che sa ascoltare il grido dei poveri, dei sofferenti, dei feriti, dei carcerati, dei perseguitati, dei rifugiati. Vedo in voi dei custodi delle Beatitudini! Viviamo in un'epoca in cui nuovi muri si alzano, in cui le differenze diventano pretesto per la divisione anziché occasione di arricchimento reciproco.

Ma voi, uomini e donne di cultura, siete chiamati a costruire ponti, a creare spazi di incontro e dialogo, a illuminare le menti e a scaldare i cuori". "L'arte autentica è sempre un incontro con il mistero, con la bellezza che ci supera, con il dolore che ci interroga, con la verità che ci chiama", conclude il Papa.

La preghiera per la pace

Nel messaggio per l’Angelus, poi, il Papa ha sottolineato che il giubileo degli artisti “ci ricorda l’importanza dell’arte come linguaggio universale che diffonde la bellezza e unisce i popoli, contribuendo a portare armonia nel mondo e a far tacere ogni grido di guerra”. Il Papa ha invitato tutti “a continuare a pregare per la pace nella martoriata Ucraina, in Palestina, in Israele e in tutto il Medio Oriente, in Myanmar, nel Kivu e in Sudan”. Francesco si è affidato a Maria, “la Piena di grazia, perché ci aiuti ad essere come lei cantori e artefici della bellezza che salva il mondo”.

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