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Papa Francesco, Santa Sede: “Polmonite bilaterale, quadro complesso”

(afp)

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Accertata un’infezione polimicrobica. I dubbi sul recupero completo
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"Gli esami di laboratorio, la radiografia del torace e le condizioni cliniche del Santo Padre continuano a presentare un quadro complesso". Lo rende noto la sala stampa vaticana. "L'infezione polimicrobica, insorta su un quadro di bronchiectasie e bronchite asmatiforme, e che ha richiesto l'utilizzo di terapia cortisonica antibiotica, rende il trattamento terapeutico più complesso", si sottolinea. "La tac torace di controllo alla quale il Santo Padre è stato sottoposto questo pomeriggio, prescritta dall'equipe sanitaria vaticana e da quella medica della Fondazione Policlinico A. Gemelli, ha dimostrato l'insorgenza di una polmonite bilaterale che ha richiesto un' ulteriore terapia farmacologica".

Rispetto al linguaggio solitamente criptico del Vaticano, l’espressione denuncia con franchezza che le cose bene non vanno. Papa Francesco combatte una «infezione delle vie respiratorie». È stato ricoverato, recalcitrante, per impedirgli di esporsi ulteriormente al freddo e ai bagni di folla. …

"Gli esami di laboratorio, la radiografia del torace e le condizioni cliniche del Santo Padre continuano a presentare un quadro complesso". Lo rende noto la sala stampa vaticana. "L'infezione polimicrobica, insorta su un quadro di bronchiectasie e bronchite asmatiforme, e che ha richiesto l'utilizzo di terapia cortisonica antibiotica, rende il trattamento terapeutico più complesso", si sottolinea. "La tac torace di controllo alla quale il Santo Padre è stato sottoposto questo pomeriggio, prescritta dall'equipe sanitaria vaticana e da quella medica della Fondazione Policlinico A. Gemelli, ha dimostrato l'insorgenza di una polmonite bilaterale che ha richiesto un' ulteriore terapia farmacologica".

Rispetto al linguaggio solitamente criptico del Vaticano, l’espressione denuncia con franchezza che le cose bene non vanno. Papa Francesco combatte una «infezione delle vie respiratorie». È stato ricoverato, recalcitrante, per impedirgli di esporsi ulteriormente al freddo e ai bagni di folla. La bronchite si andava complicando.

In Vaticano assicurano che il pontefice argentino, 88 anni, è «di buon umore», la verità è che il momento è incerto, e cruciale.

Terapie e accertamenti

Francesco è entrato al policlinico Gemelli venerdì, e già il giorno dopo la sala stampa della Santa Sede riferiva che «la terapia è stata leggermente modificata». Segno che i cortisonici assunti sino ad allora non era sufficienti, sono stati senz’altro aggiunti gli antibiotici. Ieri sono arrivati i risultati degli accertamenti «effettuati nei giorni scorsi», hanno avuto bisogno di qualche giorno per essere analizzati, e «hanno dimostrato una infezione polimicrobica delle vie respiratorie che ha determinato una ulteriore modifica della terapia».

"Non ha la febbre”

I farmaci, dunque, ora sono meglio calibrati, e questa è la buona notizia. Tanto più che, arrivato al Gemelli con una «lieve alterazione febbrile», Francesco, ha riferito ancora ieri sera il Vaticano, non ha la febbre: «Il Santo Padre continua a essere apiretico e sta proseguendo la terapia prescritta. Le condizioni cliniche sono stazionarie». Ma «tutti gli accertamenti effettuati sino a oggi sono indicativi di un quadro clinico complesso», ha ammesso il bollettino medico diramato a metà giornata di ieri, «che richiederà una degenza ospedaliera adeguata». L’udienza generale di domani è stata cancellata ufficialmente, ma sono già saltati gli appuntamenti di tutta la settimana e si rincorrono ipotesi di una degenza ancor più lunga. Sicuramente Francesco non verrà dimesso prima di essersi completamente ristabilito.

Un quadro di fragilità

Il Papa ha 88 anni, da giovane gli fu asportato il lobo superiore del polmone destro dopo una brutta influenza, da tre anni ogni inverno soffre di bronchiti. A causa di un ginocchio malconcio che dal maggio 2022 lo costringe spesso a ricorrere alla carrozzella, inoltre, non cammina quasi più. Nessuno nasconde un quadro di fragilità complessiva. I medici hanno imposto un regime di riposo assoluto: domenica ha saltato l’Angelus, già sabato aveva «ricevuto l’eucaristia» che, tra le righe, significa che non ha celebrato messa.

Al riparo dai contatti

Da giorni spuntano ciclicamente voci incontrollate su un aggravamento verticale del Papa. Oltretevere le considerano fake news a cui non vale la pena replicare formalmente. Fin dall’inizio, in realtà, il Vaticano ha parlato di condizioni «discrete» (non «cattive», ma neppure «buone»), e nell’appartamento che gli è riservato al decimo piano del nosocomio romano è isolato, circondato solo da medici del Gemelli e del Vaticano, infermieri e dai suoi segretari. Non riceve categoricamente alcun ospite. Il Papa sarebbe allettato, tenuto al riparo in un ambiente asettico.

"Stanco ma la voce chiara”

I suoi collaboratori dicono che Francesco sta reagendo. Mangia, riposa, legge i giornali. Ieri si è anche «dedicato ad alcune attività lavorative e alla lettura di testi», ed ha nominato un vescovo in Brasile. Ha telefonato alla parrocchia di Gaza, ha salutato in video-chiamata i bambini. «Era stanco però aveva la voce chiara», ha raccontato ieri il parroco Gabriel Romanelli. «Ho ancora bisogno di un po’ di cure per la mia bronchite», ha scritto per l’Angelus letto domenica a mezzogiorno in San Pietro, parole di un uomo che punta a tornare agli impegni giubilari. Ma non è chiaro oggi se potrebbe riprendere l’attività a pieno ritmo, specie nella stagione fredda. Lo spirito reagisce, il corpo combatte l’infezione. In Vaticano nessuno drammatizza, ma neppure minimizza: «Speriamo bene».

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