✕

Papa Francesco si aggrava: “È polmonite bilaterale, quadro più complesso”

(agf)

Ascolta l'audio

Allarme per il Pontefice ricoverato da venerdì al Gemelli: la nuova diagnosi dopo un’altra Tac. I farmaci somministrati finora non hanno funzionato. “Ma l’umore è sempre buono”
2 minuti di lettura

Città del Vaticano — La situazione clinica di papa Francesco si aggrava. Oltre alla infezione polimicrobica ai bronchi che già rende il trattamento farmacologico «più complesso» di quanto fosse apparso all’inizio, Jorge Mario Bergoglio ha una polmonite a entrambi i polmoni. Il linguaggio del bollettino medico diramato nella serata di ieri dalla sala stampa vaticana vela appena una situazione clinica difficile per il Pontefice 88enne, dalla quale traspare che l’infezione alle vie respiratorie, inizialmente una bronchite, si allarga, e i farmaci per ora non stanno riuscendo a fermarla.

Il Pontefice argentino è stato ricoverato venerdì al policlinico Gemelli per una bronchite trascurata. Già raffreddato, non si è sottratto agli impegni giubilari e ai bagni di folla, rimanendo ad esempio la domenica precedente due ore in piazza San Pietro, nel freddo dell’inverno romano, per la messa per le forze armate. Ha minimizzato, già programmava di andare al Giubileo degli artisti a Cinecittà (sa…

Città del Vaticano — La situazione clinica di papa Francesco si aggrava. Oltre alla infezione polimicrobica ai bronchi che già rende il trattamento farmacologico «più complesso» di quanto fosse apparso all’inizio, Jorge Mario Bergoglio ha una polmonite a entrambi i polmoni. Il linguaggio del bollettino medico diramato nella serata di ieri dalla sala stampa vaticana vela appena una situazione clinica difficile per il Pontefice 88enne, dalla quale traspare che l’infezione alle vie respiratorie, inizialmente una bronchite, si allarga, e i farmaci per ora non stanno riuscendo a fermarla.

Il Pontefice argentino è stato ricoverato venerdì al policlinico Gemelli per una bronchite trascurata. Già raffreddato, non si è sottratto agli impegni giubilari e ai bagni di folla, rimanendo ad esempio la domenica precedente due ore in piazza San Pietro, nel freddo dell’inverno romano, per la messa per le forze armate. Ha minimizzato, già programmava di andare al Giubileo degli artisti a Cinecittà (sarebbe stato di nuovo all’aperto tutta una mattina nel set dei suoi amati film di Fellini), alla fine su pressione dei medici ha accettato a malincuore di farsi ricoverare.

Bronchi e polmoni sono sempre stati un suo punto debole. Era ragazzo quando gli fu asportato il lobo superiore del polmone destro a valle di una brutta influenza. Difetto fisico che – lo ha raccontato egli stesso – fu anche usato dai suoi avversari nel Conclave del 2013 per bloccarne l’ascesa, senza successo. Da tre anni, ora, raffreddori e bronchiti tormentano i suoi inverni. Nel 2023 non se ne curò troppo, all’improvviso l’infezione ai bronchi si propagò, salì un febbrone e il Papa fu ricoverato di corsa al Gemelli. Lui stesso, a posteriori, confidò che si era sviluppata una polmonite, dalla quale guarì.

Ora il nuovo ricovero, all’inizio per una bronchite: quadro non drammatico, ma nessuno in Vaticano ha sottovalutato il quadro di complessiva fragilità di un Papa che in questi ultimi anni ha sofferto di diversi acciacchi. Dal 2022 a causa di un ginocchio malconcio non cammina quasi più. Nei giorni scorsi voci incontrollate hanno dato il Papa in fin di vita, evocando perfino l’estrema unzione. Fake news. Ma la situazione è seria. Tanto più dopo ieri sera. Papa Francesco «è di umore buono», ha assicurato il Vaticano. «Questa mattina ha ricevuto l’eucarestia e, nel corso della giornata, ha alternato il riposo alla preghiera e alla lettura di testi». Ma il bollettino medico non cela che il quadro clinico rimane preoccupante. «Gli esami di laboratorio, la radiografia del torace e le condizioni cliniche del Santo Padre continuano a presentare un quadro complesso», ha reso noto la sala stampa vaticana. «L’infezione polimicrobica, che ha richiesto l’utilizzo di terapia cortisonica antibiotica, rende il trattamento terapeutico più complesso».

In questo quadro, ieri il Papa è stato sottoposto ad una «tac al torace di controllo» che «ha dimostrato l’insorgenza di una polmonite bilaterale che ha richiesto un’ ulteriore terapia farmacologica». Polmonite, in entrambi i polmoni. Come due anni fa, ma per un uomo di due anni più anziano. L’infezione si è estesa. E la terapia sin qui utilizzata evidentemente non ha dato i risultati sperati. Jorge Mario Bergoglio, conclude la nota vaticana, «ringrazia per la vicinanza che sente in questo momento e chiede, con animo grato, che si continui a pregare per lui».

Leggi i commenti