Roma — Massimo Andreoni è il direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e professore emerito di Tor Vergata.
Nel bollettino si parla di un quadro di bronchiectasie e bronchite asmatiforme, cosa significa?
“Significa che l’infezione che si trova a livello dei bronchi si è instaurata in una situazione di patologia polmonare cronica, caratterizzata appunto da bronchiectasie, cioè dilatazione dei condotti dell’apparato respiratorio ma anche di asma. Questo, invece, dà uno spasmo bronchiale, che provoca un’insufficienza respiratoria, visto che non fa arrivare bene l’ossigeno ai polmoni”.
Si tratta di problemi cronici diffusi?
“Sì , sono discretamente frequenti nella popolazione più anziana. Del resto, i problemi polmonari insieme a quelli cardiaci sono i più comuni tra le persone che hanno superato una certa età”.
Perché il trattamento è complesso?
“Perché l’infezione è dovuta a germi diversi e la contemporanea componente asmatica richiede il trattamento con …
Roma — Massimo Andreoni è il direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e professore emerito di Tor Vergata.
Nel bollettino si parla di un quadro di bronchiectasie e bronchite asmatiforme, cosa significa?
“Significa che l’infezione che si trova a livello dei bronchi si è instaurata in una situazione di patologia polmonare cronica, caratterizzata appunto da bronchiectasie, cioè dilatazione dei condotti dell’apparato respiratorio ma anche di asma. Questo, invece, dà uno spasmo bronchiale, che provoca un’insufficienza respiratoria, visto che non fa arrivare bene l’ossigeno ai polmoni”.
Si tratta di problemi cronici diffusi?
“Sì , sono discretamente frequenti nella popolazione più anziana. Del resto, i problemi polmonari insieme a quelli cardiaci sono i più comuni tra le persone che hanno superato una certa età”.
Perché il trattamento è complesso?
“Perché l’infezione è dovuta a germi diversi e la contemporanea componente asmatica richiede il trattamento con il cortisone, che da un lato riduce i sintomi di quella patologia ma dall’altro comporta una riduzione delle difese dell’organismo, proprio nel momento in cui c’è bisogno di combattere i batteri”.
Gli antibiotici sono efficaci in questi casi? La terapia è pesante?
“La terapia prevede l’uso di diversi antibiotici contemporaneamente proprio per controllare l’infezione dovuta a germi diversi. Questo ovviamente determina un quadro di maggiore tossicità farmacologica che comunque nella maggior parte dei casi è molto ben tollerata”.
I medici del Gemelli hanno cambiato di nuovo la terapia, cosa vuol dire?
“Probabilmente ci sono nuovi esami microbiologici che dimostrano una maggiore attività, quindi superiore efficacia, di antibiotici fino ad ora non utilizzati”.
Adesso è ufficiale la presenza di una polmonite, cosa vuol dire bilaterale?
“Che interessa entrambi i polmoni e quindi è logicamente più grave perché più estesa. La cura resta comunque la stessa. Il quadro è discretamente complesso”.
Se ne vedono tanti di casi così?
“Sì non è raro, in questo ne arrivano molti in ospedale. L’età del Santo Padre non facilita il lavoro dei colleghi, perché si rappresenta un elemento rilevante sull’esito della malattia”.
La situazione è complessa, ci sono elementi positivi?
“Il fatto che il Papa non sembrerebbe avere febbre, che continua a svolgere il suo lavoro. Questo è buon segno, sono tutti elementi che lasciano intendere che l’organismo sta reagendo bene alle cure somministrate. E anche l’apparato cardiocircolatorio sembrerebbe essere comunque integro”.
Il ricovero durerà a lungo con uno stato di salute del genere?
“Certamente il quadro richiederà un ricovero discretamente lungo perché la soluzione della polmonite richiede trattamenti di molti giorni. Una più chiara evoluzione del quadro clinico e quindi delle prospettive di degenza, si avrà nelle prossime ore, quando si comprenderanno meglio gli effetti delle terapie”.