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Papa malato, lieve miglioramento. E lui lascia il letto per la poltrona

(reuters)

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Quadro sempre complesso ma per la prima volta i farmaci sembrano avere effetto. E Bergoglio si alza per ricevere un’ospite a sorpresa
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Una schiarita in un panorama di nubi. Le condizioni cliniche di papa Francesco ieri hanno registrato un «lieve miglioramento», per quanto la polmonite bilaterale accertata nella giornata di lunedì sia lungi dall’essere guarita.

Quadro complesso, terapie mirate

Francesco è ricoverato da una settimana e le notizie filtrate dall’appartamento al decimo piano del policlinico Gemelli hanno marcato un’escalation di aggravamento: dalla bronchite alla «infezione delle vie respiratorie» alla polmonite ai due polmoni. Tre cambi di terapia in pochi giorni. Come se gli antibiotici non riuscissero a fare effetto e il corpo del Pontefice 88enne non reagisse a sufficienza. Certo, c’è stato bisogno di alcuni giorni per elaborare gli esami microbiologici e calibrare la giusta cura antibiotica. E certo, la polmonite è stata rilevata dalla tac di martedì sera con quello che Oltretevere viene percepito come un buon tempismo, con l’infezione ai polmoni che sarebbe ancora limitata a focolai circoscritti. Ma…

Una schiarita in un panorama di nubi. Le condizioni cliniche di papa Francesco ieri hanno registrato un «lieve miglioramento», per quanto la polmonite bilaterale accertata nella giornata di lunedì sia lungi dall’essere guarita.

Quadro complesso, terapie mirate

Francesco è ricoverato da una settimana e le notizie filtrate dall’appartamento al decimo piano del policlinico Gemelli hanno marcato un’escalation di aggravamento: dalla bronchite alla «infezione delle vie respiratorie» alla polmonite ai due polmoni. Tre cambi di terapia in pochi giorni. Come se gli antibiotici non riuscissero a fare effetto e il corpo del Pontefice 88enne non reagisse a sufficienza. Certo, c’è stato bisogno di alcuni giorni per elaborare gli esami microbiologici e calibrare la giusta cura antibiotica. E certo, la polmonite è stata rilevata dalla tac di martedì sera con quello che Oltretevere viene percepito come un buon tempismo, con l’infezione ai polmoni che sarebbe ancora limitata a focolai circoscritti. Ma nessuno si nasconde che la situazione resta difficile, il quadro clinico emerso da giorni è «complesso», Francesco soffre di diversi acciacchi, non da ultimo il fatto che dal 2022 quasi non cammina più e si è inevitabilmente appesantito.

Un qualche segno positivo

Le notizie di ieri, però, lasciano trasparire qualche segnale positivo. «Gli esami del sangue, valutati dallo staff medico, dimostrano un lieve miglioramento, in particolare degli indici infiammatori», recita il bollettino medico diramato come ogni sera dalla sala stampa vaticana. Arrivato al Gemelli con qualche linea di febbre, Bergoglio da giorni è apiretico. Un dato che viene confermato indirettamente anche dal bollettino di ieri, secondo il quale «le condizioni cliniche del Santo Padre si presentano stazionarie». Fonti vaticane precisano che Bergoglio non è sottoposto a una somministrazione supplementare di ossigeno, almeno in forma stabile, ed è «autoventilato», cioè respira da solo. Le stesse fonti sottolineano che «il cuore del Papa regge molto bene», fatto cruciale laddove l’infezione avesse conseguenze cardiache.

Il Vaticano si mostra rassicurante

Il Vaticano si mostra rassicurante anche sulla descrizione della giornata del Papa. Che ieri per la prima volta da quando è ospedalizzato ha ricevuto un’ospite, e che ospite: Giorgia Meloni, che lo ha trovato «vigile» e sempre dotato di «senso dell’umorismo». Visita che segnala, tra l’altro, che non c’è un allarme esagerato, come pure qualcuno aveva ipotizzato, sul rischio che il Papa interagisca con l’ambiente esterno.

“Proverà a farsi dimettere prima”

L’appartamento al decimo piano della palazzina E è isolato, l’ambiente asettico, lo scambio certo è rarefatto ma non è azzerato. Jorge Mario Bergoglio è circondato da infermieri, medici, gendarmi vaticani e poliziotti italiani. Se nei primi giorni c’era la sensazione che fosse sempre allettato, ieri fonti vaticane hanno precisato che invece si alza, siede in poltrona, e insomma ha una qualche pur limitata mobilità. Se il Pontefice argentino si sente ingabbiato in Vaticano, figurarsi in una stanza d’ospedale. Ma le sue giornate trascorrono comunque tra varie attività. Il tutto avviene senza troppo impegnare il Papa malato: anche ieri «prima di pranzo ha ricevuto l’Eucarestia», ha riferito il portavoce vaticano Matteo Bruni, non ha dunque celebrato messa di persona. Il Papa fa una colazione leggera, legge i giornali, riposa un po’, ma continua a vedere i suoi segretari, che fanno la spola tra il Vaticano e il policlinico, gli portano carte, lo aiutano nella corrispondenza, così come nelle telefonate serali tramite smartphone alla parrocchia di Gaza. Il Papa lavora, ancorché a ritmi molto contenuti, è in contatto con i suoi collaboratori più stretti, il cardinale Pietro Parollin, rientrato ieri dal Burkina Faso, e il Sostituto agli affari generali Edgar Pena Parra. In questi giorni ha contattato al telefono alcune persone a cui tiene particolarmente. A pranzo e a cena segue la dieta del Gemelli, alle 20 dà un’occhiata al Tg1, poi dorme. La fragilità c’è, ma nella giornata di ieri c’è stata qualche buona notizia. «Spero che riescano a tenerlo in ospedale fino a che non sarà guarito del tutto», ha commentato dal Piemonte la cugina del Papa, Carla Rabezzana, 93 anni, «perché lui sicuramente proverà a farsi dimettere prima».

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