Pronto il nuovo piano pandemico, si guarda all’Oms. “E restrizioni delle libertà solo con leggi”
di Michele BocciCi è voluto un anno al ministero alla Salute per modificare il piano pandemico. Quello presentato nel gennaio del 2024 è stato bloccato perché non gradito alla maggioranza. Si parlava troppo chiaramente di misure simili a quelle prese durante il Covid e spesso duramente criticate da chi oggi è alla guida del Paese e ha la maggioranza in Parlamento. E’ necessario che le politiche siano diverse, o almeno appaiano. E’ stato così avviato un lento lavoro di riscrittura di alcuni passaggi, che ha richiesto grande equilibrismo, visto che le misure da prendere in caso di pandemia sono indicate dagli organismi sanitari internazionali e non ci si può troppo distaccare. Ad esempio l’Oms dalla quale la Lega vuole uscire e che è indicata come il punto di riferimento principale del documento (viene citata 53 volte): “Questo piano nazionale definisce le procedure, i ruoli e le responsabilità chiave necessari per affrontare situazioni di emergenza pandemica in conformità con le linee guida dell'Organ…
Ci è voluto un anno al ministero alla Salute per modificare il piano pandemico. Quello presentato nel gennaio del 2024 è stato bloccato perché non gradito alla maggioranza. Si parlava troppo chiaramente di misure simili a quelle prese durante il Covid e spesso duramente criticate da chi oggi è alla guida del Paese e ha la maggioranza in Parlamento. E’ necessario che le politiche siano diverse, o almeno appaiano. E’ stato così avviato un lento lavoro di riscrittura di alcuni passaggi, che ha richiesto grande equilibrismo, visto che le misure da prendere in caso di pandemia sono indicate dagli organismi sanitari internazionali e non ci si può troppo distaccare. Ad esempio l’Oms dalla quale la Lega vuole uscire e che è indicata come il punto di riferimento principale del documento (viene citata 53 volte): “Questo piano nazionale definisce le procedure, i ruoli e le responsabilità chiave necessari per affrontare situazioni di emergenza pandemica in conformità con le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità”. Al ministero evidentemente la vedono in modo opposto rispetto a Salvini e ai suoi.
Basta Dpcm
Il piano adesso andrà alla Conferenza delle Regioni (che un anno fa avevano protestato per la carenza di fondi, che oggi invece ci sono) e poi in Parlamento. A ben guardare, la novità più importante della nuova bozza riguarda l’uso dei Dpcm, che non può riguardare misure che possano essere “coercitive della liberà personale o compressive dei diritti civile e sociali. Solo con leggi o atti aventi forza di legge e nel rispetto dei principi costituzionali possono essere previste misure temporanee, straordinarie ed eccezionali”. Visto che una pandemia avrebbe carattere eccezionale, però, qui può presentare la necessità e l’urgenza di adottare misure relative ad ogni settore e un necessario coordinamento centrale, valutando lo strumento normativo migliore e dando priorità ai provvedimenti parlamentari”. Ma appunto questo non può riguardare misure che comprimono le libertà.
Il ruolo dei vaccini
Probabilmente per soddisfare chi nella maggioranza non vede di buon occhio i vaccini, il ministero alla Salute ha cambiato un passaggio che li riguarda. Il cambiamento non è sostanziale, cioè non incide sul loro utilizzo, ma appunto solo formale. “I vaccini approvati e sperimentati risultano misure preventive efficaci, contraddistinte da un rapporto rischio-beneficio significativamente favorevole”, è la frase che si ripete sia nella bozza dell’anno scorso sia nell’ultima. Nella nuova versione si aggiunge una frase che vorrebbe placare eventuali polemiche politiche da parte di qualche esponente della maggioranza ma di fatto dice una cosa scontata: “Non possono essere considerati gli unici strumenti per il contrasto agli agenti patogeni ma vanno utilizzati insieme ai presidi terapeutici disponibili”. Il fatto che si possano utilizzare anche farmaci e altri strumenti prevenzione è notorio, che però, dice il ministero, non sostituiscono i vaccini visto che vanno usati “insieme”. Poco più avanti nel piano c’è una frase messa addirittura in grassetto. “In nessun modo la campagna di informazione dovrà utilizzare toni drammatici, generare discriminazioni e stigma sociale”.
Le misure, tra mascherine e chiusure
Sulle misure da adottare, il piano è un po’ più cauto della bozza precedente, usa cioè una formula aperta che però non cambia il senso. Le famigerate Npi (misure non farmacologiche di prevenzione) prevedono l’uso di mascherine, distanziamento, addirittura la chiusura di scuole o attività di lavoro, pure il lockdown. Poche di queste parole vengono usate nel piano (di lockdown si parla solo nelle note dove sono riportati studi scientifici). La questione si risolve così: “Nel caso in cui emerga un patogeno respiratorio a potenziale pandemico, nella fase di elaborazione del piano di contingenza patogeno specifico, si considereranno le Npi più idonee a contrastare l’epidemia, con una intensità (stringency) che sarà proporzionale alla contagiosità e/o alla patogenicità dell’agente patogeno”. Quindi le varie misure saranno più o meno stringenti in base alla gravità della situazione, un po’ come si è cercato di fare nel corso della pandemia. E come si sceglieranno le misure? A seconda delle indicazioni dell’Oms, di nuovo lei, e del Centro europeo per il controllo delle malattie. Nei documenti si parla di mascherine, distanziamento, chiusure di attività, misure per le scuole, per i viaggi e insomma tutti gli strumenti messi in atto in passato. Comunque, è scritto nel nuovo piano pandemico “l’attuazione efficace di queste misure richiede un’ampia sensibilizzazione della popolazione e una collaborazione intersettoriale in relazione agli ambienti che possono essere oggetto di interventi a livello comunitario (ad esempio, scuole, luoghi di lavoro e per incontri pubblici)”.
Bassetti: “Piano più politico che scientifico”
Matteo Bassetti, direttore della Malattie infettive del San Martino di Genova, parla di piano pandemico “più politico che medico-scientifico”. Lo fa commentando la notizia della scoperta di un nuovo coronavirus dei pipistrelli. “La notizia – dice arriva, ironia della sorte, proprio dalla virologa del laboratorio di Wuhan Shi Zhengli, che ha lavorato sempre con i pipistrelli, nell'anniversario del quinto anno dal paziente di Codogno e quando viene licenziato un nuovo Piano pandemico che è più politico che medico-scientifico. Speriamo non accada nulla. Ma i dati di questo studio cinese sono abbastanza impressionati perché questo lignaggio HKU5-CoV, scoperto dalla virologa cinese, ha lo stesso recettore del Sars-CoV-2 per gli esserei umani, dal pipistrello arriva all'uomo e può colpirlo con una patologia simile a quella che abbiamo visto nel 2020".