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Il Papa migliora ma in Vaticano si torna a parlare di dimissioni

(reuters)

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Francesco senza febbre, il ricovero durerà almeno un’altra settimana. Ravasi: “Potrebbe decidere di ritirarsi”. Giovanni Battista Re: “No, tornerà presto”
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La possibilità è nei fatti, in particolare dopo la rinuncia di Benedetto XVI, quel che era meno scontato è che venisse evocata a voce alta, e da un uomo di Curia noto per la sua misura. Il cardinale Gianfranco Ravasi ha rotto il tabù, evocando le dimissioni del Papa mentre Francesco, 88 anni, è ricoverato al policlinico Gemelli per una brutta polmonite. L’ipotesi non fa l’unanimità: «Il Papa sta per tornare», dice il decano del collegio cardinalizio, Giovanni Battista Re.

Ancora miglioramento

Per il secondo giorno consecutivo le condizioni cliniche del Papa sono risultate «in lieve miglioramento», ha riferito il bollettino medico. Il Papa continua a non avere febbre «e i parametri emodinamici continuano a essere stabili», le terapie non stanno avendo effetti negativi su un cuore che si dimostra buono. La polmonite bilaterale sarebbe circoscritta a dei focolai, Francesco respira in modo autonomo. Oltretevere nessuno si sbilancia, la degenza durerà almeno un’altra settimana, ma si fa st…

La possibilità è nei fatti, in particolare dopo la rinuncia di Benedetto XVI, quel che era meno scontato è che venisse evocata a voce alta, e da un uomo di Curia noto per la sua misura. Il cardinale Gianfranco Ravasi ha rotto il tabù, evocando le dimissioni del Papa mentre Francesco, 88 anni, è ricoverato al policlinico Gemelli per una brutta polmonite. L’ipotesi non fa l’unanimità: «Il Papa sta per tornare», dice il decano del collegio cardinalizio, Giovanni Battista Re.

Ancora miglioramento

Per il secondo giorno consecutivo le condizioni cliniche del Papa sono risultate «in lieve miglioramento», ha riferito il bollettino medico. Il Papa continua a non avere febbre «e i parametri emodinamici continuano a essere stabili», le terapie non stanno avendo effetti negativi su un cuore che si dimostra buono. La polmonite bilaterale sarebbe circoscritta a dei focolai, Francesco respira in modo autonomo. Oltretevere nessuno si sbilancia, la degenza durerà almeno un’altra settimana, ma si fa strada l’idea che in un paio di giorni la terapia si dimostri efficace. Anche ieri il Papa ha lavorato un po’, nominando un vescovo francese.

Il tabù infranto

Bergoglio potrebbe dimettersi, ha detto Ravasi intervistato su radio Rtl. «Finora — è il ragionamento del ministro emerito del Papa per la Cultura — ha ritenuto di continuare la sua attività, anche quando c’è stata la difficoltà a camminare. In quell’occasione — ha ricordato Ravasi — ebbe quella famosa battuta secondo cui si governa con il cervello e non con il ginocchio. Quindi, c’è sempre stata la tendenza a combattere e a reagire», viaggiando ad esempio in Oceania. «Tuttavia», ha aggiunto il porporato, «è fuori di dubbio che, se si trovasse in una situazione in cui fosse compromessa la sua possibilità di avere contatti diretti, come lui ama fare, di poter comunicare in modo immediato, incisivo e decisivo, allora credo che potrebbe decidere di dimettersi».

Le parole del Papa

Nel corso del pontificato il Papa ha detto cose lievemente diverse. Un anno dopo l’elezione, nel 2014, si è detto convinto che «Benedetto XVI non sia un caso unico: lui ha aperto una porta, la porta dei Papi emeriti. Ce ne saranno altri, o no? Dio lo sa». Poche settimane prima che morisse Benedetto XVI, Francesco spiegò di avere firmato a inizio pontificato la propria rinuncia ma di non avere concretamente intenzione di metterla in pratica: «Si governa con la testa», chiosò». Un concetto chiarito di lì a poco: «È vero che io ho scritto le mie dimissioni e ho consegnato questa lettera al cardinale Bertone — spiegò Francesco ai gesuiti africani — L’ho fatto nel caso che io abbia qualche problema di salute che mi impedisca di esercitare il mio ministero e di non essere pienamente cosciente per poter rinunciare. Questo però non vuol affatto dire che i Papi dimissionari debbano diventare, diciamo così, una “moda”, una cosa normale. Io credo che il ministero del Papa sia ad vitam».

Voci di porporati

«Siamo tutti preoccupati per il Papa, ma le cose che si dicono sono esattamente quelle che avvengono», ha detto da Bologna il cardinale Matteo Zuppi: «Il fatto che il Papa abbia fatto colazione, abbia letto i giornali, abbia ricevuto delle persone vuol dire che siamo nella direzione giusta di un pieno recupero, che speriamo avvenga presto». A margine di un evento in Vaticano sull’ipotesi di dimissioni sono intervenuti, senza smentirla e con una certa naturalezza, altri due big del collegio cardinalizio, Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia, e Juan José Omella Omella, arcivescovo di Barcellona. Il Papa «è un combattente», ha detto Aveline, astro nascente della Chiesa d’Oltralpe, «sono fiducioso nella sua lucidità, è libero: è una cosa che non si faceva troppo ma ora c’è un esempio con il suo predecessore immediato e dunque se ritiene che sia la migliore cosa per il bene della Chiesa lo farà». Dimissioni del Papa? «Cosa ne so io? Non gliel’ho chiesto, sarebbe indiscreto», ha detto da parte sua Omella, membro del C9, il consesso di nove cardinali che coadiuvano il Papa: «Immagino che Francesco sappia cosa deve fare. E poiché sta bene di testa, grazie a Dio, deciderà». Rispetto a Ravasi, ha scherzato il porporato spagnolo, «non ho la vocazione del profeta», ma «la rinuncia è prevista dal diritto canonico e ora c’è anche l’esperienza di Benedetto XVI. Tutto è possibile, è a lui decidere». Quanto alle fake news sulla morte del Papa, «oggi il web in generale ci porta a commentare tirando fuori tutta la spazzatura».

"Tornerà presto”

Il cardinale Giovanni Battista Re smentisce però con Repubblica ogni ipotesi di dimissioni: «Il Papa si sta riprendendo bene, non inventiamo cose. Non si dovrebbe parlare di dimissioni, tra qualche giorno tornerà in Vaticano», afferma il porporato bresciano. Che circa le voci circolate di fantomatici riunioni di cardinali per preparare il Conclave scandisce: «Il decano non ha avuto nessuna riunione di cardinali».

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