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Polemica sul multometro, la gara nel Comando di Udine a chi multa di più

Il foglio con le contravvenzioni fatte era esposto in una bacheca che tutti potevano vedere. I sindacati di categoria: “Violazione della privacy”
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Lo hanno chiamato “multometro”: un foglio con elencati i loro nomi e, nelle caselle vicine, il numero delle contravvenzioni elevate mese per mese. Quasi fosse una gara a chi ne mette più a segno, esposto in bella mostra sulla bacheca dell’Ufficio viabilità del comando della Polizia locale di Udine e con tanto di obiettivo medio da raggiungere sia alla fine di ciascun mese (2.500), sia a conclusione dell’anno (30 mila verbali).

Le polemiche

Era successo già nel corso nel 2024 e così si sarebbe ripetuto anche quest’anno, se non fosse stato per le reazioni che la notizia, circolata in questi giorni anche al di fuori degli uffici, insieme agli stralci di una mail in cui vengono commentati con soddisfazione i risultati ottenuti, ha scatenato. Compresa quella della stessa amministrazione comunale, che, con l’assessore alla Polizia locale, Rosi Toffano, ha preso le distanze dall’iniziativa definendola “inopportuna”.

La gara

Quanto basta, insomma, per raffreddare l’entusiasmo del comandante, che nella comunicazione scritta ai colleghi, a fronte del totale di 2.972 multe elevate nel corso del solo mese di gennaio (anche grazie al lavoro del personale di Ssm, la società Sistema Sosta e Mobilità che si occupa della gestione della sosta a raso e in struttura), aveva esortato a mantenere ritmi analoghi “anche in considerazione dei cali fisiologici che ci saranno nei mesi estivi e di grandi manifestazioni”.

La classifica

Peccato che l’esposizione della classifica (nel frattempo rimossa), con la sfilza di “tacche” accanto ai singoli nominativi – dalle 175 multe del più solerte degli sceriffi alle 11 di quello forse meno presente oppure anche più indulgente –, ha finito per sollevare dubbi anche in termini di privacy. Proprio come rilevato dal sindacato autonomo della polizia locale. “In 43 anni di servizio – ha commentato il segretario regionale Beppino Fabris –, non ho mai assistito a una cosa così kafkiana. I verbali vengono registrati, certo, ma i dati rimangono agli atti e non pubblicizzati in comando”.

Esigenze di servizio

In realtà, come spiega il comandante della Polizia locale, Eros Del Longo, a monte dell’operazione ci sono solo e soltanto esigenze di servizio. Oltre che un atto assolutamente interno all’ufficio. L’obiettivo è monitorare l’andamento dell’attività e a chiedere il multometro erano stati alcuni agenti proprio per avere la situazione sotto controllo. E aggiornata, quindi, in tempo pressocché reale. Del resto, è l’amministrazione comunale a fissare un obiettivo, ossia la stima delle sanzioni irrogate in un anno e delle relative entrate previste nelle casse pubbliche, ed è quindi compito dei suoi uomini impegnarsi per centrarlo.

Documento inopportuno

A Udine, le multe erano state 40 mila nel 2023 e 25 mila nel 2024: da qui, la media delle 30 mila indicata per l’anno in corso.Tutto vero. Ma evidentemente sbagliato nei modi, secondo l’assessore Toffano, che ha stigmatizzato come “inopportuno” il documento esposto in bacheca. “Raccoglierò tutte le informazioni necessarie per chiarire l’esatta dinamica e tutte le responsabilità di ciò che è accaduto”, ha affermato. “E’ evidente che uno dei tanti compiti della polizia locale sia anche sanzionare i comportamenti illeciti per garantire il rispetto della legge – ha spiegato –, ma questo non è e non può essere una competizione interna. Da parte dell’amministrazione non c’è stata alcuna indicazione di procedere in questo modo”. Secca, quindi, la bocciatura. “Azioni di questo tipo, per quanto siano state condotte internamente – la conclusione di Toffano –, non possono essere giustificate e come amministrazione ne prendiamo le distanze”.

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