Roma — Michele Vitacca dirige il dipartimento pneumologico del Maugeri. Nella sede di Brescia dell’istituto si occupa di riabilitazione respiratoria.
Dottore, cosa significa che il Papa ha avuto una crisi respiratoria asmatiforme prolungata nel tempo?
“Vuol dire che c’è stata una riduzione del calibro dei bronchi, dovuta a una forte infiammazione. Sulla patologia cronica di cui soffre il Papa si è innestata quindi una crisi. Un restringimento di quel tipo diminuisce la quantità di aria che si inspira e, in parte, che si espira. Questo porta a due cose: il sintomo della dispnea, che fa mancare il fiato in modo importante, e il calo della quantità di ossigeno trasportata nel sangue”.
Per questo motivo è stato somministrato ossigeno ad alti flussi?
“Sì, la crisi acuta e prolungata ha richiesto di somministrare più ossigeno. Ad alti flussi significa che attraverso delle cannette nasali hanno dato aria arricchita da alta quantità di ossigeno, doppia di quella che respiriamo abitu…
Roma — Michele Vitacca dirige il dipartimento pneumologico del Maugeri. Nella sede di Brescia dell’istituto si occupa di riabilitazione respiratoria.
Dottore, cosa significa che il Papa ha avuto una crisi respiratoria asmatiforme prolungata nel tempo?
“Vuol dire che c’è stata una riduzione del calibro dei bronchi, dovuta a una forte infiammazione. Sulla patologia cronica di cui soffre il Papa si è innestata quindi una crisi. Un restringimento di quel tipo diminuisce la quantità di aria che si inspira e, in parte, che si espira. Questo porta a due cose: il sintomo della dispnea, che fa mancare il fiato in modo importante, e il calo della quantità di ossigeno trasportata nel sangue”.
Per questo motivo è stato somministrato ossigeno ad alti flussi?
“Sì, la crisi acuta e prolungata ha richiesto di somministrare più ossigeno. Ad alti flussi significa che attraverso delle cannette nasali hanno dato aria arricchita da alta quantità di ossigeno, doppia di quella che respiriamo abitualmente. Questo facilita il superamento della crisi asmatica ed evita che l’organismo resti a lungo con basse quantità di ossigeno”.
Cosa significa piastrinopenia associata ad anemia?
“Purtroppo, si tratta di una complicazione non necessariamente legata al problema respiratorio. Può anche essere connessa all’infezione”.
Potrebbe trattarsi della tanto temuta sepsi, infezione diffusa a tutto l’organismo?
“Non bastano la piastrinopenia e l’anemia per poter dire che ci sia una sepsi. Sappiamo che c’è una cascata infiammatoria generalizzata, con un “impazzimento” del sistema ematico che ha portato a una riduzione di piastrine e globuli rossi. Per questo motivo è stata fatta la trasfusione. Il problema del sangue può essere anche legato ad altri fattori, ad esempio ad una emorragia, che è una complicanza dei ricoveri. Potrebbe aver perso sangue dallo stomaco, ad esempio, per un’ulcera da stress. Per questo motivo durante le ospedalizzazioni si danno proprio farmaci anti ulcera”.
Il Papa è definito vigile e ha trascorso la giornata in poltrona. Questi sono segnali positivi?
“Assolutamente sì. Sappiamo che c’è stata una complicazione, che non ci voleva, ma il quadro generale è di un mantenimento delle funzioni vitali, grazie al supporto importante dell’ossigeno. Di certo c’è stato un peggioramento, ma nulla che non si possa risolvere”.
Ci si augura che il Papa ce la faccia e venga dimesso. Dopo dovrà usare la mascherina per l’ossigeno?
“Bisogna vedere come supera la fase acuta. L’eventuale periodo post acuto e di riabilitazione serve proprio per stabilire se il paziente avrà bisogno dell’ossigeno anche a domicilio e in quale quantità”.