Il messaggio del Pontefice che cancella i suoi impegni: “Il riposo è parte della terapia”
di Iacopo ScaramuzziFiducioso, nonostante i problemi, ma consapevole che ce ne vorrà prima di riprendere appieno l’attività, e «anche il riposo fa parte della terapia». Dal Gemelli papa Francesco invia un messaggio di tenacia. Come la scorsa settimana, anche ieri Jorge Mario Bergoglio non ha presieduto di persona la preghiera domenicale dell’Angelus né in video-collegamento né tanto meno facendosi vedere dal balcone del policlinico, come era avvenuto durante un precedente ricovero del 2021. Ha seguito le raccomandazioni dei medici, che gli consigliano di risparmiarsi il più possibile per non compromettere ulteriormente un quadro clinico già critico. Ma nei giorni scorsi ha voluto scrivere sia il testo dell’Angelus che quello dell’omelia per il Giubileo dei diaconi.
Le cure necessarie
«Proseguo fiducioso il ricovero al Policlinico Gemelli, portando avanti le cure necessarie», ha scritto Francesco, «e anche il riposo fa parte della terapia! Ringrazio di cuore i medici e gli operatori sanitari di quest…
Fiducioso, nonostante i problemi, ma consapevole che ce ne vorrà prima di riprendere appieno l’attività, e «anche il riposo fa parte della terapia». Dal Gemelli papa Francesco invia un messaggio di tenacia. Come la scorsa settimana, anche ieri Jorge Mario Bergoglio non ha presieduto di persona la preghiera domenicale dell’Angelus né in video-collegamento né tanto meno facendosi vedere dal balcone del policlinico, come era avvenuto durante un precedente ricovero del 2021. Ha seguito le raccomandazioni dei medici, che gli consigliano di risparmiarsi il più possibile per non compromettere ulteriormente un quadro clinico già critico. Ma nei giorni scorsi ha voluto scrivere sia il testo dell’Angelus che quello dell’omelia per il Giubileo dei diaconi.
Le cure necessarie
«Proseguo fiducioso il ricovero al Policlinico Gemelli, portando avanti le cure necessarie», ha scritto Francesco, «e anche il riposo fa parte della terapia! Ringrazio di cuore i medici e gli operatori sanitari di questo ospedale per l’attenzione che mi stanno dimostrando e per la dedizione con cui svolgono il loro servizio tra le persone malate». Il Papa ringrazia poi per tutte le dimostrazioni di solidarietà che gli sono giunti in questo tempo di ricovero. «In questi giorni», scrive, «mi sono giunti tanti messaggi di affetto e mi hanno particolarmente colpito le lettere e i disegni dei bambini. Grazie per questa vicinanza e per le preghiere di conforto che ho ricevuto da tutto il mondo! Affido tutti all’intercessione di Maria e – conclude Bergoglio con una sua formula classica che però, in questi giorni, assume una attualità particolare – vi chiedo di pregare per me».
“Presente in mezzo a noi”
Il Papa non si è visto, né ieri né nessun giorno da quando ha messo piede al decimo piano del policlinico romano. Si è rifatto vivo anche su X, sebbene sia intuibile che non è lui a scrivere di persona sui social, per ringraziare delle preghiere. L’omelia è stato letta da monsignor Rino Fisichella, che lo ha sostituito a San Pietro per il Giubileo dei diaconi. «Papa Francesco, benché in un letto d’ospedale, lo sentiamo vicino a noi, presente in mezzo a noi», ha detto il responsabile vaticano dell’anno santo. «Questo ci obbliga a rendere ancora più forte e più intensa la nostra preghiera perché il Signore lo assista nel momento della prova e della malattia». Nell’Angelus Bergoglio ha ricordato il terzo anniversario della guerra su larga scala contro l’Ucraina che cade domani, «una ricorrenza dolorosa e vergognosa per l’intera umanità», scrive.
La cugina: “Sei senza cognission”
Da Portacomaro in provincia di Asti, paese d’origine della famiglia Bergoglio, intanto, la cugina del Papa, Carla Rabezzana, 93 anni, ha raccontato di uno scambio che ha avuto di recente con Francesco: «Quando iniziava a non stare bene gli ho detto che avrebbe dovuto appunto riposarsi e farsi curare. Lui mi diceva di stare tranquilla e che si trattava solo di un brutto raffreddore. In piemontese gli ho detto “sei senza cognission”, che vuol dire senza giudizio, senza criterio». E cosa ha risposto Bergoglio? «Si è messo a ridere e mi ha detto: “Per fare il Papa si fa cosi”. Non ha mai voluto sentire ragioni».