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Il report: “Gravissime violazioni dei diritti umani nei centri per migranti in Albania”

Il centro in Albania 

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Il Tavolo Asilo e Immigrazione lo ha redatto dopo le visite in occasione dei tre viaggi: compressione delle garanzie di difesa, screening superficiale a bordo delle navi, tempi di trattenimento raddoppiati
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Accesso alla tutela giuridica gravemente compromesso e inadeguata verifica delle condizioni di vulnerabilità. Nei centri in Albania in cui sono stati portati e trattenuti per 48 ore prima di essere liberati dai giudici del tribunale di Roma, i migranti soccorsi da navi militari italiani nel Mediterraneo non hanno potuto godere dei diritti garantiti loro da leggi nazionali e convenzioni internazionali a cui l’Italia aderisce.

La denuncia delle associazioni

E’ la grave denuncia delle associazioni aderenti al Tavolo Asilo e immigrazione che, in occasione di tutti e tre i viaggi di migranti portati a conclusione dalle autorità italiane, hanno avuto modo insieme ai parlamentari delle opposizioni di visitare i centri e verificare le condizioni dei migranti. Il report sulle tre missioni in Albania è stato presentato questa mattina dal Tavolo asilo: si tratta di un monitoraggio indipendente sull’attuazione del protocollo Italia-Albania.

Operazioni “superficiali e rapide”

Già le operazioni di …

Accesso alla tutela giuridica gravemente compromesso e inadeguata verifica delle condizioni di vulnerabilità. Nei centri in Albania in cui sono stati portati e trattenuti per 48 ore prima di essere liberati dai giudici del tribunale di Roma, i migranti soccorsi da navi militari italiani nel Mediterraneo non hanno potuto godere dei diritti garantiti loro da leggi nazionali e convenzioni internazionali a cui l’Italia aderisce.

La denuncia delle associazioni

E’ la grave denuncia delle associazioni aderenti al Tavolo Asilo e immigrazione che, in occasione di tutti e tre i viaggi di migranti portati a conclusione dalle autorità italiane, hanno avuto modo insieme ai parlamentari delle opposizioni di visitare i centri e verificare le condizioni dei migranti. Il report sulle tre missioni in Albania è stato presentato questa mattina dal Tavolo asilo: si tratta di un monitoraggio indipendente sull’attuazione del protocollo Italia-Albania.

Operazioni “superficiali e rapide”

Già le operazioni di prescreening che avvengono sulla nave militare per individuare le persone che hanno titolo ad essere portate in Albania, sarebbero “superficiali e rapide”. Nella terza missione non erano presenti i medici dell’Oim, deputati dal protocollo a fare questa valutazione, e diversi migranti con evidenti malattie sono stati comunque portati a Shengjin. E’ sulla nave che ai migranti selezionati è stata data una prima informazione giuridica ed è stato annunciato che sarebbero stati portati in Albania. Molti, per protesta, si sarebbero rifiutati di mangiare e a quel punto sarebbe stato detto loro dagli ufficiali che dopo sarebbero arrivati in Italia.

"La frettolosità delle visite mediche”

Al secondo screening a Shëngjin su 74 migranti, ben 12 sono stati ritenuti inidonei, il 18 per cento, e subito riportati in Italia a testimonianza – scrive il Tavolo – della “frettolosità delle operazioni mediche a bordo”. E a questo punto “la detenzione fino a quattro giorni, prima sulla nave e poi nel centro di Shëngjin per queste persone è del tutto illegittima”.

"Solo una vittima di tratta”

Le associazioni denunciano poi come, nell’ultimo viaggio, solo una persona sia stata identificata come vittima di tratta, una delle condizioni di vulnerabilità che impone lo sbarco in Italia. E considerato che tutti i migranti provenivano dalla Libia e dunque potenzialmente erano tutti vittime di tratta, una selezione così risicata sembra sintomo di inosservanza delle tutele garantite dalla legge.

Tempi non rispettati

Anche le 48 ore di trattenimento previste dalla legge per chi è soggetto alle procedure accelerate di frontiera non sono mai state rispettate, visto che il viaggio dal Mediterraneo all’Albania in cui di fatto i migranti non sono liberi dura almeno due giorni a cui devono sommarsi i due di trattenimento a terra in attesa del pronunciamento dei giudici.

La compressione del diritto alla difesa

Ma la cosa più grave di tutte è la compressione del diritto alla difesa: quasi tutti i migranti hanno infatti dichiarato di non aver capito la differenza tra l’udienza davanti alla commissione per l’esame della richiesta di asilo, svolta senza l’ausilio di un legale, e quella davanti ai giudici per la convalida del trattenimento. Per il ricorso poi, con tempi dimezzati, non è neanche prevista la nomina di un legale d’ufficio e ovviamente la possibilità dei migranti di nominarne uno di fiducia è irrisoria.

"Violazioni numerose e sistematiche”

Le conclusioni del report sostengono che “le violazioni dei diritti fondamentali sono numerose e sistematiche: il modello Albania spreca risorse ingentissime per creare delle enclave territoriali che non rispondono a nessuna esigenza concreta ma in cui si consumano gravissime violazioni dei diritti umani”.

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