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Chiara Petrolini, la Cassazione decide oggi se per lei si apriranno le porte del carcere oppure no

Chiara Petrolini 

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La giovane è accusata di duplice omicidio e soppressione dei cadaveri dei suoi due figli appena nati. È ai domiciliari dal 20 settembre
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È attesa per oggi la decisione della Cassazione sulla misura cautelare da applicare a Chiara Petrolini, la ventiduenne di Traversetolo (Parma) accusata del duplice omicidio e della soppressione dei cadaveri dei due neonati partoriti tra il 2023 e il 2024. L’udienza si è conclusa e si è svolta in camera di consiglio, cioè a porte chiuse, nella prima sezione penale. Presidente della Corte e? Monica Boni, procuratrice generale Valentina Manuali.

Sia Chiara Petrolini che i genitori non si sono presentati in aula.

La studentessa attende la sentenza nella villa di Vignale di Traversetolo dove è tornata a abitare a gennaio in regime di arresti domiciliari. È proprio nel giardino della residenza che ha seppellito i due corpicini.

L’udienza in Cassazione

Alla Suprema Corte è ricorso l’avvocato della giovane, Nicola Tria, contro la decisione del tribunale del Riesame di Bologna che a ottobre ha accolto, a sua volta, il ricorso della procura di Parma che chiedeva il carcere. L’avvocato Tria ha p…

È attesa per oggi la decisione della Cassazione sulla misura cautelare da applicare a Chiara Petrolini, la ventiduenne di Traversetolo (Parma) accusata del duplice omicidio e della soppressione dei cadaveri dei due neonati partoriti tra il 2023 e il 2024. L’udienza si è conclusa e si è svolta in camera di consiglio, cioè a porte chiuse, nella prima sezione penale. Presidente della Corte e? Monica Boni, procuratrice generale Valentina Manuali.

Sia Chiara Petrolini che i genitori non si sono presentati in aula.

La studentessa attende la sentenza nella villa di Vignale di Traversetolo dove è tornata a abitare a gennaio in regime di arresti domiciliari. È proprio nel giardino della residenza che ha seppellito i due corpicini.

L’udienza in Cassazione

Alla Suprema Corte è ricorso l’avvocato della giovane, Nicola Tria, contro la decisione del tribunale del Riesame di Bologna che a ottobre ha accolto, a sua volta, il ricorso della procura di Parma che chiedeva il carcere. L’avvocato Tria ha parlato per 20 minuti e ha esposto le sue motivazioni. Per altri dieci minuti ha preso la parola la procuratrice generale Manuali che ha spiegato come non ci siano vizi nella motivazione del tribunale del Riesame che ha disposto l’arresto in carcere.

Chiara Petrolini è ai domiciliari dal 20 settembre scorso. Il primo neonato è stato scoperto il 9 agosto, i resti ossei del secondo il 10 settembre. All’oscuro di tutto i genitori e il fidanzato. Dopo la fine dell’udienza l’avvocato è andato via. La decisione è attesa in serata.

Il carcere chiesto due volte

La procura di Parma e il suo capo, Alfonso D’Avino, hanno chiesto per due volte gli arresti in carcere per Chiara Petrolini. La prima volta a settembre dopo il ritrovamento dei resti dei due corpi: ma il gip aveva rigettato la richiesta disponendo i domiciliari. La seconda con un ricorso al tribunale del Riesame di Bologna che aveva invece dato parere positivo riconoscendo una “pericolosità sociale”.

Cosa può decidere la Suprema Corte

Gli ermellini possono percorrere tre diverse strade: accogliere il ricorso dell’avvocato Nicola Tria e decidere di lasciare la ragazza agli arresti domiciliari, ritenuti dalla difesa idonei. Oppure rigettare il ricorso e chiedere che la giovane venga trasferita in carcere in attesa del processo. E infine, ultima ipotesi, potrebbero rivolgersi al tribunale del Riesame per una nuova decisione. In questo caso la misura cautelare verrebbe congelata e Chiara Petrolini resterebbe nella villa di Vignale di Traversetolo fino alla decisione definitiva.

Se la Cassazione dovesse rigettare il ricorso dell’avvocato Nicola Tria e decidere per il carcere, Chiara Petrolini dovrà attendere in casa l’arrivo dei carabinieri che la trasferiranno in una delle tre sezioni femminili delle carceri della regione: Reggio, Modena o Bologna. Infatti, non può presentarsi in carcere spontaneamente perché in quel caso violerebbe il regime dei domiciliari e verrebbe accusata di evasione.

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