Chiara Petrolini resta ai domiciliari, la Cassazione accoglie il ricorso dell’avvocato
di Romina MarcecaChiara Petrolini resta agli arresti domiciliari. Ha deciso così la Cassazione per la ventiduenne accusata di duplice omicidio e soppressione di cadavere dei neonati che ha partorito nel 2023 e nel 2024 di nascosto a tutti. La Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato della giovane, Nicola Tria. E rinvia gli atti al tribunale del Riesame di Bologna che aveva deciso il carcere per la giovane.
La ragazza che non ha voluto essere mamma sotterrando i suoi due bambini appena nati nel giardino di casa “perché è la prima cosa che mi è venuta in mente” resta nella sua casa di Traversetolo. Il suo castello di bugie, l’inadeguatezza dei genitori che, come sottolineò il procuratore Alfonso D’Avino a Repubblica, “non si erano accorti di cosa avveniva in casa propria”, il rischio della reiterazione del reato. Sono i motivi alla base della decisione del tribunale del Riesame di Bologna che aveva accolto il ricorso della procura di Parma contro gli arresti domiciliari disposti lo s…
Chiara Petrolini resta agli arresti domiciliari. Ha deciso così la Cassazione per la ventiduenne accusata di duplice omicidio e soppressione di cadavere dei neonati che ha partorito nel 2023 e nel 2024 di nascosto a tutti. La Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato della giovane, Nicola Tria. E rinvia gli atti al tribunale del Riesame di Bologna che aveva deciso il carcere per la giovane.
La ragazza che non ha voluto essere mamma sotterrando i suoi due bambini appena nati nel giardino di casa “perché è la prima cosa che mi è venuta in mente” resta nella sua casa di Traversetolo. Il suo castello di bugie, l’inadeguatezza dei genitori che, come sottolineò il procuratore Alfonso D’Avino a Repubblica, “non si erano accorti di cosa avveniva in casa propria”, il rischio della reiterazione del reato. Sono i motivi alla base della decisione del tribunale del Riesame di Bologna che aveva accolto il ricorso della procura di Parma contro gli arresti domiciliari disposti lo scorso 20 settembre. Motivi che, a questo punto, non sono stati condivisi anche dalla Cassazione. Le motivazioni della decisione saranno depositate a giorni.
Il carcere chiesto due volte dalla procura
Chiara Petrolini resta così nella villa di Traversetolo dove la ragazza era tornata poco dopo Natale. L’avvocato della ragazza, Nicola Tria, aveva presentato ricorso in Cassazione sperando anche nell’accoglimento e in extremis anche in un rinvio degli atti e in una nuova decisione.
La procura di Parma ha chiesto per due volte gli arresti in carcere per Chiara Petrolini. La prima volta a settembre dopo il ritrovamento dei due corpi e dei loro resti. Ma il gip ha rigettato la richiesta disponendo i domiciliari. La seconda con un ricorso al tribunale del Riesame di Bologna che ha invece dato parere positivo riconoscendo una “pericolosità sociale”. Adesso il tribunale del Riesame di Bologna, in diversa composizione, dovrà prendere una nuova decisione sul ricorso della procura presentato a settembre.
Chiara nella casa dell’orrore
La giovane, indagata per duplice omicidio volontario e soppressione di entrambi i cadaveri, si trovava ai domiciliari dal 20 settembre e a gennaio scorso ha fatto rientro nell'abitazione di Vignale, dissequestrata. Ha anche ottenuto il permesso dal tribunale di Parma per trascorrere la vigilia di Natale e il pranzo di Santo Stefano con nonna, zii e cugini. Angelo Federico è il primo bimbo ad essere stato ritrovato, il 9 agosto scorso, era venuto alla luce due giorni prima e poi sotterrato nel giardino di strada Baietta. Secondo l'autopsia è nato vivo e deceduto per dissanguamento dopo che la madre ha tagliato il cordone ombelicale. Il secondo bambino di cui sono stati ritrovati i resti, e chiamato poi da Chiara e da Samuel, il padre all’oscuro di tutto, Domenico Matteo si trovava a pochi centimetri dal fratellino. E’ stato ritrovato dai carabinieri del Ris il 10 settembre.
Un mese di silenzi
La famiglia Petrolini era all’estero, a New Yoork, quando il loro cane scavando trova il primo corpicino. Era il 9 agosto scorso. Nonostante tutte le piste investigative portassero a Chiara e nonostante lo sbalordimento di genitori e amici, la ragazza è rimasta in silenzio per quasi un mese. Solo davanti alle risultanze investigative ha ceduto ammettendo alcune delle sue colpe.
La menzogna che più di tutte convince la procura a chiedere l’arresto in carcere di Chiara è senz’altro quella sul primo bambino partorito e sotterrato il 12 maggio 2023. «Non ho mai partorito un altro bambino». Lo ripete ai genitori, ai carabinieri, alla pm. Ma poi tutto viene smascherato. E lei ha rivelato concepimento e parto solo dopo il suo ritrovamento, il 10 settembre.
Le ricerche sul web
Sarà il cellulare di Chiara, sequestrato dai carabinieri del comando provinciale di Parma, a rivelare come seguisse la gestazione cercando su internet “gravidanza dopo un anno” e “rottura acque alla 37esima settimana”, o su “quando inizia il travaglio”. E ancora come “partorire senza dolori”. Ai carabinieri il 2 settembre e poi il 10 confermerà che lei non ha ucciso il bambino: «Aveva gli occhi aperti ma non emetteva suoni, poi sono svenuta». Investigatori, magistrati, parenti e amici si sono chiesti nei giorni e nei mesi successivi alle macabre scoperte perché avesse tenuto nascosto tutto. Come lei stessa ha ammesso c’è stato un solo motivo a trattenerla: “Ho tenuto nascosta questa cosa perché ho sempre avuto paura del giudizio dei miei genitori, soprattutto, e poi del paese e di quello che potesse pensare il mio fidanzato".
Le giustificazioni con gli amici
C’è una mente da indagare attorno alla fine di quei bambini. Lo testimoniano le indagini. Qualche ora dopo il secondo parto, il 9 agosto 2024, ad esempio, Chiara Petrolini ai suoi amici più cari scrive: “Ho la febbre e mal di pancia”. Giustificazioni per sparire per 24 ore. “Ho un virus”, scrive su Whatsapp al negozio dove lavorava. Ai genitori dice che le macchie di sangue trovate in bagno qualche ora dopo sono “per un ciclo abbondante”. Le contraddizioni sono svelate anche dal suo smartphone. Ma lei continuerà a mentire. E dopo l’arresto decide di non parlare più.