«Combatteva in silenzio una battaglia interiore. Non potete immaginare quanto fosse speciale: aveva il sogno di aiutare gli altri». E’ un post intenso, carico di dolore, disarmante e disarmato di fronte al gesto estremo del figlio che ha lasciato tutti sgomenti, quello che il senatore di Forza Italia Mario Occhiuto, sulla sua pagina pubblica Facebook, scrive per i suoi cari e per gli amici, ripercorrendo i momenti più significativi della vita di Francesco.
Il post comincia con un ringraziamento a quanti gli sono stati accanto in questi giorni tragici. Poi il senatore comincia a ricordare il figlio. «Gli ultimi due anni li abbiamo trascorsi sempre insieme. Viaggiava e abitava con me a Roma per seguire il suo contratto di ricerca con l’Università, e nel resto della settimana aveva iniziato a esercitare la sua professione di psicologo e a frequentare il corso di psicoterapia. Tutto con la sua semplicità, essenzialità, dolcezza e bontà d’animo».
L’amore per i libri
«Leggeva molto, amava riflettere – prosegue Occhiuto – interrogarsi sul senso vero della vita. Non potete immaginare quanto fosse speciale. Aveva un solo sogno, un solo progetto: aiutare chi stava male. Perché lui lo sapeva bene cosa significava. Combatteva in silenzio una battaglia interiore, contro quei pensieri distorsivi che lo assalivano. E in questo era bravissimo: riusciva a non far trapelare nulla all’esterno. Con me, però, ogni tanto si lasciava andare un po’ di più. Si confidava, e insieme abbiamo provato a trovare un modo per alleggerire quel peso. Con l’aiuto di qualche specialista abbiamo cercato di migliorare le cose, e per un po’ sembrava quasi che ci fossimo riusciti».
I viaggi
Il senatore prosegue nel post alternando i ricordi a esternazioni di dolore che sembrano offuscargli la mente. «Siamo andati insieme in macchina a Lourdes, a trovare la Madonnina, nella speranza che ci desse un aiuto, una risposta, un po’ di pace. Pensavo di poterlo proteggere, pensavo che ce l’avremmo fatta. E invece no. Spero con tutto il cuore che questo dolore abbia un senso e che, ad accoglierlo, ci sia un Paradiso. Perché se c’è qualcuno che lo merita, è lui. A noi resta un vuoto incolmabile. E a me, anche la certezza che gli ultimi due anni accanto a lui sono stati i più belli, i più intensi, i più veri della mia vita. Ogni suo abbraccio mi riempiva il cuore di una gioia infinita».
Un vuoto enorme
Infine una riflessione su come oramai tutto sembri privo di significato. «Ora tutto mi sembra sospeso, senza direzione – conclude infatti – Mi sento svuotato, come se la vita avesse perso il suo senso. Se non fosse per chi ancora ha bisogno di me, non so come potrei andare avanti. Ma questo poco importa e so che devo farlo. Grazie ancora di cuore a tutti per averci fatto sentire meno soli in questo dolore che non avrà mai fine».