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Chiara Petrolini, l’avvocato: “Chiuse le indagini, giusta la misura dei domiciliari”

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Nicola Tria difende la ragazza che ha ucciso e seppellito due neonati dopo la decisione della Cassazione: “La giovane contenta di non andare in carcere, senza relazioni esterne non c’è il rischio di recidiva”
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Nicola Tria, l’avvocato di Chiara Petrolini, non ha mai voluto parlare del caso dei neonati uccisi e seppelliti a Parma. Ma adesso che la Cassazione ha accolto il suo ricorso contro gli arresti in carcere per la studentessa accusata di duplice omicidio e soppressione di cadavere, dice a Repubblica: “Ci credevo in questa decisione, l’ordinanza del Riesame che disponeva il carcere aveva dei vizi che ho evidenziato nel mio ricorso. Adesso aspetto di leggere le motivazioni”. E aggiunge che, intanto, da pochissimi giorni “ho ricevuto un avviso di conclusione delle indagini”.

Ha informato subito Chiara Petrolini di quanto deciso dalla Cassazione? Come ha reagito?

“Anche se manca ancora l’ufficialità, l’ho subito chiamata. L’ha presa con contentezza. I genitori hanno vissuto la giornata con la tensione addosso in attesa della decisione. Se la Cassazione non fosse stata favorevole si erano preparati all’ingresso in carcere per …

Nicola Tria, l’avvocato di Chiara Petrolini, non ha mai voluto parlare del caso dei neonati uccisi e seppelliti a Parma. Ma adesso che la Cassazione ha accolto il suo ricorso contro gli arresti in carcere per la studentessa accusata di duplice omicidio e soppressione di cadavere, dice a Repubblica: “Ci credevo in questa decisione, l’ordinanza del Riesame che disponeva il carcere aveva dei vizi che ho evidenziato nel mio ricorso. Adesso aspetto di leggere le motivazioni”. E aggiunge che, intanto, da pochissimi giorni “ho ricevuto un avviso di conclusione delle indagini”.

Ha informato subito Chiara Petrolini di quanto deciso dalla Cassazione? Come ha reagito?

“Anche se manca ancora l’ufficialità, l’ho subito chiamata. L’ha presa con contentezza. I genitori hanno vissuto la giornata con la tensione addosso in attesa della decisione. Se la Cassazione non fosse stata favorevole si erano preparati all’ingresso in carcere per la figlia”.

Qual è il motivo fondante del suo ricorso?

“L’adeguatezza degli arresti domiciliari invece della custodia in carcere. Il nodo vero di questa vicenda è la specificità del rischio di recidiva, che era il fondamento della misura cautelare richiesta dalla procura”.

Cioè?

“In questa specifica vicenda il rischio di recidiva, come ho motivato, è connesso alla maternità e alla gravidanza. Per questo la misura degli arresti domiciliari è adeguata. Interrompendo le sue relazioni esterne non c’è il rischio di reiterazione del reato”.

I genitori sono stati ritenuti dalla procura di Parma “non adeguati” a sorvegliare la figlia ai domiciliari.

“Secondo me è un giudizio ingeneroso. E’ evidente che esiste un prima e un dopo in questa storia. E lo spartiacque lo mostra il disvelamento a tutti quanti di ciò che è accaduto. E’ evidente che cambiano radicalmente le cose”.

Nel suo ricorso ha presentato anche una perizia psichiatrica?

“No. Ma è stato presentato davanti al tribunale del Riesame un parere preliminare che riguardava comunque il fatto che in ambiente domiciliare quella situazione potesse essere contenuta. Sono ancora in corso accertamenti medici”.

Un altro aspetto era se fosse contraddittorio o meno lasciare Chiara nella villa dove erano maturati i delitti.

“I delitti non sono maturati né in casa né in quel contesto, la genesi non è lì”.

E dov’è?

“Non è argomento del mio ricorso”.

Il prossimo passo?

“La Cassazione ha fatto un annullamento con rinvio al Riesame. Adesso si aspetta una ulteriore decisione del tribunale, che si ritrova a dovere decidere di nuovo sull’adeguatezza o meno dei domiciliari”.

I tempi si allungano. I termini di custodia potrebbero scadere?

“I termini scadono a un anno dall’arresto, a settembre. E’ improbabile che si arrivi alla prescrizione, a mio parere è una prospettiva irrealizzabile. Sono sicuro che si arriverà al processo in tempi assolutamente rapidi”.

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