Il Papa verso il concistoro: come funziona e il caso delle dimissioni di Ratzinger
di Iacopo ScaramuzziLa parola è indubbiamente evocativa. Concistoro. Riunione dei cardinali sotto la presidenza del Papa. Quanto di più ordinario nella vita di Santa Romana Chiesa. Fino all’11 febbraio 2013. Quando in una mattinata che tutti prevedevano ordinaria, appunto, si materializzò lo straordinario. Benedetto XVI concluse le procedure relative alla canonizzazione dei martiri di Otranto e poi, ai cardinali radunati nella sala del concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, increduli, annunciò che rinunciava al pontificato. Una enormità. Un trauma. Che da allora, anche irrazionalmente, riemerge ogni volta che annuncia un concistoro ordinario pubblico per il voto su alcune cause di canonizzazione. Come avvenuto martedì quando il Vaticano ha diramato la notizia che Francesco, ricoverato al policlinico Gemelli per una brutta polmonite, ha però ricevuto il Segretario di Stato e il suo vice, Pietro Parolin e Edgar Pena Parra, e ha dato il via ad alcune beatificazioni e canonizzazioni – tra gli altri, Sal…
La parola è indubbiamente evocativa. Concistoro. Riunione dei cardinali sotto la presidenza del Papa. Quanto di più ordinario nella vita di Santa Romana Chiesa. Fino all’11 febbraio 2013. Quando in una mattinata che tutti prevedevano ordinaria, appunto, si materializzò lo straordinario. Benedetto XVI concluse le procedure relative alla canonizzazione dei martiri di Otranto e poi, ai cardinali radunati nella sala del concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, increduli, annunciò che rinunciava al pontificato. Una enormità. Un trauma. Che da allora, anche irrazionalmente, riemerge ogni volta che annuncia un concistoro ordinario pubblico per il voto su alcune cause di canonizzazione. Come avvenuto martedì quando il Vaticano ha diramato la notizia che Francesco, ricoverato al policlinico Gemelli per una brutta polmonite, ha però ricevuto il Segretario di Stato e il suo vice, Pietro Parolin e Edgar Pena Parra, e ha dato il via ad alcune beatificazioni e canonizzazioni – tra gli altri, Salvo D’Acquisto e Bartolo Longo – “e ha deciso di convocare un Concistoro che riguarderà le prossime canonizzazioni”.
Un ministero “ad vitam”
Nulla lascia prevedere che Francesco intenda rinunciare. Una ipotesi evocata nei giorni scorsi da alcuni cardinali. Nel corso degli anni il Papa argentino ha detto che Benedetto “ha aperto una porta”, ma ha anche precisato di ritenere quello di Papa un ministero “ad vitam”. Ora gli sforzi sono concentrati nella guarigione: i medici lo seguono con grande cura al Gemelli, i cardinali e i fedeli pregano ogni sera il rosario a piazza San Pietro.
Appuntamento senza data
Del “Concistoro” preannunciato ieri, soprattutto, non c’è una data. Può essere a breve, può essere tra molti mesi. E, soprattutto, non c’è assolutamente alcun automatismo con l’ipotesi dimissioni. L’unica cosa che il codice del diritto canonico prevede, al paragrafo 2 del canone 332, è che “nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti”. E Joseph Ratzinger, il primo a fare questo passo nell’età moderna, ha individuato nella riunione dei cardinali per la causa di canonizzazione dei martiri di Otranto, il luogo in cui la sua decisione poteva essere “debitamente manifestata”.
Ordinari e straordinari
Il Concistoro, ad ogni modo, è una riunione abituale nella Chiesa. E serve in principio a tutt’altro che alla rinuncia di un Papa. Sono due le classi di Concistoro previste dal diritto canonico. Che al canone 353 spiega che “i Cardinali prestano principalmente aiuto con attività collegiale al Supremo Pastore della Chiesa nei Concistori, nei quali si riuniscono per ordine del Romano Pontefice e sotto la sua presidenza; i Concistori possono essere ordinari o straordinari”. Nel Concistoro straordinario, “che si celebra quando lo suggeriscono peculiari necessità della Chiesa o la trattazione di questioni particolarmente gravi, vengono convocati tutti i Cardinali”. In quello ordinario, come dice la parola, si trattano le questioni ordinarie (e, “in particolari solennità”, può essere pubblico, cioè aperto anche ad altri oltre ai cardinali).
Cardinali e santi
Tra i Concistori ordinari ci sono due tipi: il Concistoro che il Papa convoca quando “crea” nuovi cardinali, e il Concistoro per le cause di canonizzazione. In undici anni Francesco ha convocato un solo Concistoro straordinario, all’inizio del pontificato, il 20 febbraio 2014, “per riflettere in particolare sul tema della famiglia”. Di lì a poco si svolse il sinodo biennale che sfociò, tra l’altro, nell’apertura alla comunione per i divorziati risposati, tema molto dibattuto in seno al collegio cardinalizio.
I precedenti
A riprova del fatto che si tratta di uno strumento ordinario della vita della Chiesa, nel corso del suo pontificato Jorge Mario Bergoglio ha convocato dieci Concistori per la creazione di nuovi cardinali (22 febbraio 2014, 14 febbraio 2015, 19 novembre 2016, 28 giugno 2017, 28 giugno 2018, 5 ottobre 2019, 28 novembre 2020, 27 agosto 2022, 30 settembre 2023, 7 dicembre 2024), e dodici Concistori per il voto su delle cause di canonizzazione (30 settembre 2013, 20 ottobre 2014, 12 giugno 2014, 27 giugno 2015, 15 marzo 2016, 19 maggio 2018, 20 luglio 2018, primo luglio 2019, 3 maggio 2021, 27 agosto 2022, 4 marzo 2022, primo luglio 2024). Il Papa ha anche convocato due Concistori “tematici”, propaggine in un caso di un Concistoro convocato per le canonizzazioni, e dedicato al Medio Oriente, il 20 ottobre 2014, e uno il 12-13 febbraio 2015, subito prima del Concistoro di quell’anno per la creazione dei nuovi cardinali.