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“Condizioni critiche ma stazionarie”. E il Papa vede Parolin

(ansa)

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Resta in prognosi riservata ma lavora. Ha visto il segretario di Stato e il suo vice e ha autorizzato nuovi beati e santi. Prospetta un Concistoro
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Mentre le condizioni cliniche di papa Francesco «rimangono critiche, ma stazionarie» lui ha ripreso a lavorare e, per la prima volta dall’inizio del ricovero al policlinico Gemelli, tredici giorni fa, ha ricevuto nella sua stanza d’ospedale i vertici della segreteria di Stato, il cardinale Pietro Parolin e il sostituto agli affari generali monsignor Edgar Pena Parra.

Stabile dopo la crisi

Jorge Mario Bergoglio ha interrotto di lavorare solo nei giorni delle multiple crisi che si sono verificate tra sabato e domenica: crisi respiratoria, anemia, calo di piastrine, da ultimo una lieve insufficienza renale. Il bollettino medico diramato ieri sera dalla sala stampa vaticana spiegava che «le condizioni cliniche del Santo Padre rimangono critiche, ma stazionarie». In poche righe, prive delle sfumature ottimistiche del giorno precedente ma comunque rassicuranti, il Vaticano ha spiegato che «non si sono verificati episodi acuti respiratori ed i parametri emodinamici continuano ad essere …

Mentre le condizioni cliniche di papa Francesco «rimangono critiche, ma stazionarie» lui ha ripreso a lavorare e, per la prima volta dall’inizio del ricovero al policlinico Gemelli, tredici giorni fa, ha ricevuto nella sua stanza d’ospedale i vertici della segreteria di Stato, il cardinale Pietro Parolin e il sostituto agli affari generali monsignor Edgar Pena Parra.

Stabile dopo la crisi

Jorge Mario Bergoglio ha interrotto di lavorare solo nei giorni delle multiple crisi che si sono verificate tra sabato e domenica: crisi respiratoria, anemia, calo di piastrine, da ultimo una lieve insufficienza renale. Il bollettino medico diramato ieri sera dalla sala stampa vaticana spiegava che «le condizioni cliniche del Santo Padre rimangono critiche, ma stazionarie». In poche righe, prive delle sfumature ottimistiche del giorno precedente ma comunque rassicuranti, il Vaticano ha spiegato che «non si sono verificati episodi acuti respiratori ed i parametri emodinamici continuano ad essere stabili». Non si fa riferimento all’insufficienza renale emersa nei giorni precedenti perché essa, hanno spiegato fonti vaticane, rimane «lieve» e continua a non destare preoccupazione. Nella serata di ieri, poi, il Papa «ha effettuato una tac di controllo programmata per il monitoraggio radiologico della polmonite bilaterale». Se quando era stato ricoverato per il complicarsi della bronchite le lastre, hanno riferito i medici, non avevano rilevato una polmonite, una tac condotta il 18 febbraio aveva invece accertato l’esistenza di una «polmonite bilaterale»: è stato il segno di aggravamento più allarmante, in un uomo di 88 anni. Il comunicato diffuso ieri non fornisce i risultati della nuova tac perché, hanno chiarito fonti vaticane, i medici la stanno ancora esaminando, ma è possibile che già oggi si conosceranno i risultati. La prognosi per Francesco, ad ogni modo, «rimane riservata».

Rosario a San Pietro

La sera, per il secondo giorno, in piazza San Pietro il cardinale Luis Antonio Tagle ha presieduto un rosario per pregare per la salute del Papa. Presenti i cardinali residenti a Roma, tra i quali anche coloro che hanno manifestato critiche e dissenso nei confronti di Francesco, come Raymond Leo Burke, Gerhard Ludwig Mueller, Robert Sarah.

Con i vertici della Segreteria di Stato

In mattinata, il Papa aveva «ripreso l’attività lavorativa». Attività, viene spiegato Oltretevere, leggera, gli incontri non sono prolungati. Ma Francesco legge carte, firma documenti, approva decisioni preparate dagli uffici, non di rado nelle settimane e nei giorni precedenti. Ieri ha siglato nomine di diversi vescovi, in Brasile e in Canada, ed ha perfezionato la nomina, che gli sta molto a cuore, di suor Raffaella Petrini a capo del Governatorato vaticano. La vera novità, rivelata sempre ieri, era però avvenuta il giorno precedente. Quando per la prima volta il Papa ha ricevuto il cardinale Parolin e il monsignore sostituto. Sinora solo pochissimi avevano avuto accesso a Francesco, tra di essi la premier Giorgia Meloni. Il segretario di Stato, rientrato nei giorni passati da una visita pastorale in Burkina Faso, si era messo a disposizione del Papa, che sino a lunedì non lo aveva però convocato. Il fatto che ora sia stato ricevuto in compagnia del numero due della segreteria di Stato, l’arcivescovo venezuelano Pena Parra, attribuisce all’incontro una certa formalità e lo configura come una delle “udienze di tabella” che il Pontefice abitualmente svolge con i suoi più stretti collaboratori per discutere di questioni di governo.

Il Concistoro senza data

Sebbene non fosse presente il prefetto del dicastero per le Cause dei santi, il Papa ha autorizzato lo stesso dicastero a promulgare diversi decreti di beatificazione e canonizzazione. I più noti, in Italia, sono Salvo D’Acquisto, futuro beato, e Bartolo Longo, futuro santo. Francesco, ha concluso il Vaticano, «ha deciso di convocare un Concistoro che riguarderà le prossime canonizzazioni». Una parola, Concistoro, ossia riunione di cardinali, che Oltretevere suscita una istintiva apprensione dopo che nel 2013 proprio in occasione di un evento del genere – ma i Concistori per le canonizzazioni sono ricorrenti – Benedetto XVI annunciò la rinuncia al pontificato. Per il prossimo Concistoro, ad ogni modo, non c’è una data.

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